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Buste paga e salario accessorio, la denuncia del CSA: “Errori ai danni dei dipendenti comunali”

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Il trattamento economico dei dipendenti comunali torna sotto la lente d’ingrandimento del CSA, che denuncia degli errori nella valutazione degli stipendi.

“Sotto la lente di ingrandimento del Segretario Provinciale Piero Fotia – si legge in un comunicato stampa del sindacato – sono finite stavolta le liquidazioni del salario accessorio che conterrebbero errori di calcolo a danno dei lavoratori per centinaia di migliaia di euro. Con una nota indirizzata al Dirigente competente, al Sindaco, all’Assessore al Personale ed al Segretario Direttore Generale, il sindacato sostiene la tesi dell’errore specificando come utilizzando parametri e coefficienti in difformità alle disposizioni contrattuali, le indennità liquidate risultino sensibilmente inferiori a quelle dovute con refluenze anche sui versamenti contributivi. Il CSA chiede quindi la verifica delle buste paga degli ultimi 5 anni, riservandosi di mettere a disposizione dei dipendenti ogni strumento utile alla difesa dei propri interessi”.

Il sindacato, inoltre, spiega in cosa consisterebbero queste difformità ai danni dei dipendenti comunali, soprattutto per quanto riguarda la valutazione del salario accessorio: “Nel merito da una prima analisi di alcune buste paga le liquidazioni risultano assolutamente difformi alla normativa ed alle prescrizioni del CCNL, per le motivazioni che di seguito sinteticamente si espongono: 1. La busta paga ha come parametro di riferimento gg 30, invece di gg 26, come specificato dall’art. 52 del CCNL e ss.mm.ii con evidenti conseguenze su tutte le liquidazioni che hanno come parametro la giornata lavorativa e la paga oraria; 2. I coefficienti di calcolo, vengono utilizzati in modalità difforme a quanto prescritto nel contratto ( a titolo di esempio: il coefficiente 156 il cui uso serve per individuare la paga oraria, viene indiscriminatamente usato come divisore della retribuzione mensile, senza riparametrazione alle ore effettivamente lavorate su base contrattuale, come obbligatoriamente indica il CCNL, ottenendo risultati aberranti, ovvero, un lavoratore part-time, otterrà una paga oraria equivalente alla metà di un dipendente full-time”.

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