Punto nascita Papardo, Minasi: “Calpestata l’ordinanza di Accorinti”

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Ieri il taglio del nastro del nuovo punto nascita del Papardo, oggi le polemiche. Nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Zanca, il Comitato “Salviamo l’ospedale Piemonte” è tornato a ribadire la propria contrarietà al nuovo presidio medico realizzato grazie allo scippo dei reparti di Ginecologia, Ostetricia e Utin dal Piemonte.

Una scelta scellerata per Marcello Minasi, appoggiata anche dal sindaco Accorinti che ieri assisteva sorridente all’inaugurazione del punto nascita. “Il primo cittadino ha avuto un atteggiamento contraddittorio – spiega il coordinatore del Comitato pro Piemonte – nei mesi scorsi ha firmato una delibera con la quale blindava il pronto soccorso del Piemonte per poi esprimere soddisfazione per il nuovo servizio attivato al Papardino. Forse non sa che il punto nascita è previsto nelle specialistiche di un pronto soccorso e che al Piemonte è stato sottratto un servizio fondamentale. La sua delibera è stata clamorosamente violata”.

“Non critichiamo il nuovo reparto del Papardo – precisa Minasi – ma le scelte politiche funzionali al progressivo smantellamento del Piemonte iniziato nel 2009 con i dubbi sulla sua idoneità sismica”. E provocatoriamente, lo stesso Minasi traccia un futuro paradossale per la sanità messinese. “Il punto nascita del Papardo non potrà confermare i numeri registrati dal nosocomio di viale Europa (1025 parti nel 2015). Si è chiuso il Margherita, tra poco toccherà al Piemonte e il prossimo sarà lo stesso Papardo”.

Il Comitato tira poi fuori questioni puramente logistiche. “Il Papardo – spiega Renato Coletta – dista ben 13 km dallo svincolo autostradale con un tempo di percorrenza di almeno 40 minuti. La maggioranza dei cittadini andrà quindi ad affollare il Policlinico, compresi gli abitanti della provincia, visto che lo stesso ospedale di Milazzo è in palese difficoltà. Per allestire il punto nascita del Papardino è stato speso 1 milione di euro, cifra che si sarebbe potuta utilizzare per incrementare l’organico dei pronto soccorso”. Vi è poi un dato numerico di cui il Comitato si serve per confermare la propria contrarietà al nuovo assetto sanitario. “Il Papardo – spiega Coletta – non potrà garantire 1000 parti l’anno con il serio rischio di perdere anche il reparto di terapia intensiva neonatale”.

Reazione opposta per la Cgil che invece brinda all’apertura del punto nascita con un comunicato stampa. “Finalmente il nosocomio vede completata la sua offerta sanitaria con l’importante tassello del materno-infantile, specialità indispensabile al Papardo vista la sua vocazione emergenziale. Tre nuove sale travaglio-parto, due sale travaglio di cui una dotata di vasca per i parti in acqua, una sala operatoria dedicata alle urgenze ostetriche, tre zone travaglio nella quale la gravida affronta l’esperienza del parto confortata dalla presenza del nucleo familiare. Vede la luce, con questi numeri, il nuovo percorso nascita dell’Azienda Ospedaliera Papardo. Dietro queste innovazioni importanti ci sono la professionalità e il grande spirito di sacrificio del personale medico ed ostetrico-infermieristico del presidio ospedaliero Papardo e dell’ex Ospedale Piemonte. – continua il sindacato- un risultato importante al quale ha creduto la FPCGIL che ha messo in atto le iniziative affinchè tuta la zona Nord non rimanesse isolata senza un punto nascita fino al presidio ospedaliero di Milazzo”.

Il Comitato è poi tornato sulla mancata presentazione da parte del Papardo, di alcuni documenti attestanti lo stato di salute della struttura. Lacuna sottolineata dallo stesso Genio Civile che ha però smorzato i toni (leggi qui: http://www.normanno.com/attualita/49624/). ” Il certificato antisismico doveva essere esibito nel 2003 – ribadisce Coletta – previo studio svolto da esperti. Ma il Papardo pare sia stato l‘unico ospedale a non presentarlo. E se l’ingegnere Santoro oggi sollecita questa certificazione, lo fa con grande consapevolezza, considerato che precedentemente è stato dirigente alla Regione, proprio nel dipartimento che si occupava di questo settore”.

Ma nelle ultime ore un’altra questione sta tenendo banco. Alle 16 l’Ars voterà l’emendamento presentato dai deputati Grasso e Formica che di fatto regala il patrimonio immobiliare del Piemonte all’ Irccs – Neurolesi. (leggi qui: http://www.normanno.com/politica/dalia-se-passa-norma-regala-piemonte-e-uno-scandalo/)

Andrea Castorina

 

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