Bellezza e memoria: la Messina del 2020 secondo Christian Bisceglia

«La conservazione della bellezza e della memoria è un’opportunità per guardare al futuro. La politica ha una responsabilità, quella di educare al bello».

E’ così che esordisce Christian Bisceglia all’inizio della nostra intervista. A lui, come ad altri artisti ed intellettuali, abbiamo chiesto di aiutarci a guardare al futuro di Messina per far emergere possibili idee attraverso cui potrebbe passare lo sviluppo della nostra città, azioni concrete che – in diversi ambiti – potrebbero contribuire al rilancio.

Christian Bisceglia, nato a Milano e cresciuto a Messina, autore e sceneggiatore di fiction per Rai e Mediaset, regista e copywriter di numerosi commercial per Impresa Semplice, Tim, Ministero della Salute. Ha scritto e diretto il film “Agente Matrimoniale “, codiretto (con Ascanio Malgarini) e scritto “Fairytale”, film venduto e distribuito in oltre 60 paesi nel mondo, scritto e codiretto (sempre con Ascanio Malgarini) “Cruel Peter”, già venduto in gran parte dell’Asia e distribuito negli Usa da Vertical Entertaiment.

Oggi vive a Roma ma continua a scegliere Messina, ad esempio con la decisione di girare qui il film Cruel Peter, portando poi quest’immagine in giro per il mondo.
«Sentivo la necessità di girare a Messina in virtù dell’amore che provo per la Sicilia – ci racconta Bisceglia. – Si tratta di restituire qualcosa in senso di impegno, mi piacerebbe poter offrire qualcosa a una città che ha poco, quantomeno contribuendo a far comprendere che se ci si impegna, se si fanno le cose con costanza, si possono raggiungere importanti risultati».

«Un lavoro da svolgere con qualità, perché la qualità deve essere alta, e con il riconoscimento della professionalità. La cultura è una professione ed è semplicemente per questo che va retribuita, sono queste le opportunità da cogliere per la città di Messina perché sono quelle possono portare un ritorno in futuro». 

Da Bisceglia arriva un’idea per il racconto e il rilancio che passa dalla storia e dalle ferite di Messina. «La città ha un grande trauma e ci sono dei luoghi che lo raccontano e su cui possiamo puntare: il cimitero, abbiamo una necropoli all’interno della città che racconta un trauma incredibile, non si può non restaurarla.

Proviamo a pensare al Titanic e a trasporre quella storia su un’intera città, basta questo per rendersi conto di cosa si potrebbe creare. Non si tratta di guardare al passato – continua il regista – ma di partire da ciò che siamo stati: le città che viaggiano verso la modernità fanno della propria storia un business. Un esempio è Parigi, dove ci sono i tour guidati a i cimiteri. 

Parliamo di monumenti che raccontano ciò che siamo, per questa ragione la conservazione della bellezza e della memoria è un’opportunità per guardare al futuro.
Le persone amano le storie di cadute e risurrezioni; la storia di Messina è quella di una popolazione che nonostante un trauma così forte è rimasta in piedi, dobbiamo esserne orgogliosi.

La forza che ha avuto chi è ripartito dal trauma è la stessa che devono avere oggi i nostri giovani per far ripartire la città. Questa è una narrazione su cui possiamo puntare per creare un business e per restituire identità».

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