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Nino Fiumara si esibisce al piano nella sua Messina. La prima al Palacultura

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palaculturaBuona la prima per il concerto del pianista Nino Fiumara che si è esibito ieri pomeriggio (sabato 29 novembre), all’Auditorium Palacultura “Antonello”, con l’organizzazione dell’Accademia Filarmonica di Messina e dell’associazione “Bellini”

Reduce da tanti concerti in giro per l’Italia, il grande talento messinese Nino Fiumara ha realizzato, lo scorso sabato, all’Auditorium Palacultura “Antonello”, il suo primo spettacolo nella sua città natale, nell’ambito di una stagione musicale. L’Accademia Filarmonica di Messina e l’Associazione “V. Bellini” non si sono fatte sfuggire l’occasione di inserirlo nel proprio cartellone.
Il pianista 21 enne si è esibito la scorsa estate, a Taormina, sul palco del Teatro Antico, con la gloriosa “Turkish Youth International Philarmonic Orchestra”, diretta da Cem Mansur, ma come lui stesso ha affermato: “Messina è sempre più emozionante perché è qui che tutto è cominciato”.
Fiumara ha portato al PalaAntonello un programma concertistico molto sostanzioso, degno assolutamente di ampi elogi. Tra Firenze (dove si è formato) e Roma sta sviluppando la sua carriera. Da adesso alla fine dell’anno, prevede in agenda almeno 4 performance ed altri concorsi musicali di alto livello da affrontare, magari allungando il suo curriculum di altri premi.
Il fattore filologico, per lo strumentista in crescita, è fondamentale. Infatti, seleziona una prima parte dedicata agli autori tedeschi. Intraprende slanci di virtuosismo con Bach e la sua “Toccata in Do Minore BWV 911” in cui il turbamento e la drammaticità rivivono attraverso Preludio e Adagio; Fuga: Allegro; Adagio; Fuga: Allegro. Fiumara risulta sempre serio e composto anche nelle sue brillanti improvvisazioni, che affiorano dalla leggerezza dei temi, tipica delle 7 toccate bachiane per cembalo o per organo.
E’ con Beethoven e la sua “Sonata per pianoforte n. 28 in La Maggiore op. 101” che Fiumara fa risaltare, malgrado la giovane età, una maturità esecutiva, resa più potente dalla dolcezza del primo movimento. La marcia contrappuntistica del secondo movimento esprime l’abilità delle sue mani sulla tastiera e rievoca l’ossessività del tema, allacciandosi al terzo movimento che rappresenta quasi un “affettuoso adagio” ed innalzandosi in un allegro e veloce quarto movimento.
Il pianista peloritano si affaccia anche nelle pagine più indimenticabili della storia operistica interpretando Franz Liszt e la sua la trascrizione di “Tristano e Isotta” di Wagner, nel finale dell’ultimo atto (la morte di Isotta ovvero Isoldens Liebestod S. 447). Ottima interpretazione.
In seconda parte, Fiumara mette insieme due compositori che si sposano altrettanto ben tra loro: Chopin e Skrjabin. Del primo esegue la “Polacca-Fantasia in La Bemolle Maggiore op. 61” che rispecchia l’apice della creatività del compositore nonché una indagine nei labirinti dell’anima e del patriottismo. Da Skrjabin elabora la “Sonata n. 2” ed i “tre studi op. 65”, riuscendo a calibrare anche le disarmonie.
Fiumara ha salutato il suo pubblico, concedendo il bis ancora con Chopin e con uno dei suoi famosi studi (il num.10 op. 25). Sicuramente, l’artista avrà molto da dire nei prossimi anni, attraverso le sue doti di raccontarci epoche tante diverse e di spessore al pianoforte.
Il prossimo evento in calendario dell’Accademia Filarmonica di Messina e dell’Associazione Bellini sarà sabato 6 dicembre, ore 18, al Palacultura “Antonello”, con Massimo Macrì al violoncello e Giacomo Fuga al pianoforte e musiche di Schumann, Beethoven, Strauss.

 

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