Messina, una mostra racconta le diverse forme di violenza sulle donne

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Si intitola “Ruggine” ed è la mostra del collettivo indipendente GAS inaugurata a Messina, nel Transatlantico di Palazzo Zanca. Curata dall’esperto del Sindaco Alex Caminiti e allestita da Simona Scibona, l’esposizione è dedicata alle donne e alle diverse forme di violenza che possono subire.

«Gli artisti, – si legge nella nota del Comune – con tecniche diverse, ma uniti da un comune denominatore, intendono attraverso i loro dipinti dare voce a chi non può difendersi dalla violenza maschile sulle donne che assume molteplici forme e modalità, sebbene la violenza fisica sia la più facile da riconoscere». Le opere sono a cura di Saturno Buttò, Giulio Durini, Felipe Cardena, Sara Baxter, Svetlana Grebeniuk, Gimaka, Sadif, Sabrina Di Felice, Giuseppe Pizzardi, Silvana Chiozza e Francesca Tulli.

La violenza sulle donne

La mostra racconta le diverse forme di violenza esercitate sulle donne, da quella fisica a quella psicologica, con particolare attenzione alla violenza dentro le mura domestiche. «La violenza più diffusa, – continua la nota – al contrario di quanto si pensa, è quella che avviene all’interno delle mura domestiche, ovvero in ambito familiare, caratterizzata da uno scopo comune: il dominio e controllo da parte di un partner sull’altro, attraverso la violenza fisica, sessuale, psicologica, economica e lo stalking.

Quella fisica è esercitata con atti guidati dall’intenzione di fare del male attraverso ogni forma di aggressività e di maltrattamento contro la donna, contro il suo corpo e le cose che le appartengono, spesso è esercitata con forza, per determinare nella donna un ruolo di sottomissione terrorizzandola. Violenza sessuale, mediante l’imposizione di pratiche sessuali indesiderate o di rapporti che arrecano dolore fisico e lesivi della dignità. La violenza psicologica si presenta in varie forme di maltrattamento che hanno come elemento comune un meccanismo di sopraffazione che nel tempo mina il valore personale, il senso di identità, la dignità e l’autostima della donna.

La violenza economica che implica rendere la vittima finanziariamente dipendente controllando le sue risorse finanziarie, non coinvolgendola nelle scelte di spesa o investimento, negando l’accesso al denaro o la partecipazione al mondo del lavoro di fatto limitandone la libertà. Infine lo stalking, una serie di atteggiamenti tenuti dall’uomo per affliggere la donna, perseguitandola e ingenerandole stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità. Non esiste un profilo di donna-tipo che subisce violenza, perché la violenza può coinvolgere tutte le donne».

La mostra sarà visitabile a Palazzo Zanca, a Messina, fino al 21 marzo, da lunedì al venerdì.

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