Messina, atti di razzismo sui volti dei migranti disegnati sulla pensilina del tram

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Così, in un venerdì di metà settembre, attraversando la Cortina del Porto di Messina ci siamo accorti che i volti dei migranti realizzati dallo street art Daniele Vis Battaglia, sulla pensilina del tram di Palazzo Reale, sono stati cancellati da una vernice gialla. Si legge un “no” sulla testa di una delle figure sedute sul barcone: atti di razzismo, inettitudine di ignoti. Pensate quanto sarebbe “divertente” vederli alla luce del sole mentre decidono di macchiare volti immaginati che raccontano storie vere.

Le pensiline del tram sono state realizzate nell’ambito del progetto DistrArt (sviluppato dall’ex Amministrazione Accorinti nel 2015, curato da Enrica Carnazza); insieme a Daniele Vis Battaglia, altri artisti messinesi come Daniele Tofi Morganti e MaCa hanno illustrato a cielo aperto storie multiculturali che fanno parte della nostra identità isolana; tipo Mata e Grifone, che festeggiamo ogni estate.

«Andrò a sistemare la pensilina nei prossimi giorni – ci racconta Daniele Vis Battaglia –, è proprio una cosa schifosa, razzista. Proprio in questo momento di elezioni ritornano questi rigurgiti alla ribalta. Che poi sei vai a vedere nel dettaglio c’è scritto proprio “no Africa”». (In foto la seconda pensilina deturpata)

La Street Art di Messina contro il razzismo

Sono diversi gli esempi di street art che parlano di antirazzismo e accoglienza. Da Basquiat con il suo “Defacement (The Death of Michael Stewart)” realizzato nel 1983; al popolarissimo Banksy che nel 2020 ha lavorato su un trittico in memoria di George Floyd, afroamericano assassinato da un agente di polizia a Minneapolis, il 25 maggio 2022.

Daniele Vis Battaglia ha realizzato anche i muri all’interno del campetto di basket della Zona Falcata di Messina dedicato proprio a George Floyd, per continuare a dire no al razzismo.

(In foto, Daniele Vis Battaglia insieme ad Amat Cham, ospite della comunità di Sant’Egidio che ha realizzato una parte della pensilina dal titolo “Non è un sogno”).

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