Alla Libreria Colapesce di Messina si discute della resistenza delle donne afghane

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Quello di venerdì 3 settembre sarà il primo incontro organizzato dalla Libreria Colapesce e il Circolo Thomas Sankara di Messina per discutere sulla questione afghana e in modo particolare sulla resistenza delle donne.

«Le donne afghane – scrivono le organizzatrici – già vittime della democrazia esportata con i cannoni sono ritornate indietro nel tempo. L’universo femminile è sottomesso dalla follia del neo emirato islamico e dalla dittatura patriarcale che in questi anni di occupazione occidentale è ritornata più forte. L’intento di questo primo incontro sulla questione afghana è di solidarizzare con la resistenza delle donne, portare aiuto materiale e denunciare le ipocrisie occidentali».

Alla Libreria Colapesce di Messina si legge afghano

L’appuntamento è per venerdì, alle 19:00, alla Libreria Colapesce in via Mario Giurba 8/10. Tra gli ospiti anche Laura Quagliuolo, tra le co-fondatrici del CISDA – Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane, che dal 1999 lavora al fianco di diverse associazioni e ONG di donne afghane, tra cui RAWA, Associazione Rivoluzionaria delle Donne Afghane, fondata nel 1977 dall’attivista Meena Keshwar Kamal, uccisa nel 1987 a Quetta, in Pakistan, dagli agenti afghani dell’allora KGB.

«L’Associazione ha come fondamento la condivisione dei valori umani di ogni persona quali ne siano religione, origine, cultura e nazionalità; lo scopo prioritario è la promozione di iniziative di carattere politico-sociale sia a livello nazionale che internazionale, sulla condizione delle donne che si trovano in situazioni svantaggiate dal punto di vista familiare, economico, sociale e politico, con particolare riferimento alle donne afghane».

 CISDA intende, promuovendo la diffusione di una cultura e di una prassi di solidarietà:

  • contribuire al superamento di atteggiamenti emarginanti, con l’apertura all’accoglienza e all’integrazione e per l’educazione a una convivenza sociale multi razziale, in spirito di fraternità e di non violenza,
  • favorire l’eliminazione dei fattori che ostacolano il pieno e libero sviluppo umano, sociale ed economico,
  • realizzare una crescita e uno sviluppo, sia a livello locale che internazionale, nella ricerca di una maggiore giustizia tra i popoli, nel rispetto del razionale sfruttamento delle risorse e dei limiti ambientali del pianeta.

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