Al Castello di Lipari, il film Metamorphosis con Giulia Ramires. L’intervista

giulia ramires in una scena di metamorphosisStasera – venerdì 28 agosto – al Castello di Lipari la presentazione di “Metemorphosis” lungometraggio del messinese Eros Salonia, già autore di “Bios – Il testamento del XX° secolo”.

L’éco-thriller girato tra le Isole Eolie e Marsiglia racconta la storia di Elsa, navigatrice solitaria che per un banale incidente, scivola in acqua e si ritrova in un’isola deserta, qui cambierà completamente il suo rapporto con la natura.

Interprete del lavoro è la messinese Giulia Ramires. «È stata un’avventura girare questo film e anche una grande prova fisica. Il cinema deve emozionarmi e lasciarmi qualcosa.» L’intervista.

Elsa e Giulia

Giulia Ramires (in foto), classe 1991, nata a Messina ma di stanza a Parigi è la protagonista di “Metamorphosis”, ultimo lavoro di Eros Salonia presentato al Castello di Lipari. Nel lungometraggio Giulia interpreta Elsa, un personaggio ricco di sfumature.

«Elsa – dice Giulia – è una giovane navigatrice solitaria, determinata e tenace a raggiungere il suo obiettivo: compiere il giro del mondo in barca a vela. Durante la navigazione scivola in mare per un banale incidente e sviene risvegliandosi su un’isola deserta. Da questo momento in poi, tira fuori tutta la sua forza per cercare di sopravvivere.

Il personaggio che ho dovuto interpretare è ricco di sfumature, per questo l’ho amato. Elsa è forte ma è anche fragile come una bambina sola. Perde le staffe e si lascia trasportare dall’impeto e la furia. Elsa compie una vera ascesi, dalla natura umana a quella animale sino a divenire una pietra, verso una riappacificazione con la natura».

Metamorfosi

Il lavoro di Salonia, infatti, si concentra in modo particolare sull’impatto che l’azione dell’uomo ha sull’ambiente. «Diversamente dal mio personaggio – dice Giulia – ho sempre avuto un rapporto umile con la natura. Per me la natura è la madre di tutti noi, se non ci fossero gli alberi, i fiori, i ruscelli e gli animali saremmo perduti e vuoti. Saremmo solo ricolmi di avidità e superbia.

La natura ci rimette un po’ al nostro posto e ci ricorda che siamo un piccolo puntino dinnanzi a tale immensità.
Elsa questo lo capisce dopo, non è che una giovane navigatrice ambiziosa. Ma l’arrivo sull’isola le farà scoprire un importante verità, che darà il via alla sua metamorfosi».

Ciak si gira

“Metamorphosis” è stato girato tra le Isole Eolie e Marsiglia. «Avevamo bisogno di riprodurre un’isola deserta, è stato un bel gioco e ce l’abbiamo fatta. Abbiamo sfruttato al massimo la bellezza dei nostri paesaggi.  Il film omaggia davvero queste meraviglie.

Siamo stati una settimana sulla barca a vela e abbiamo dormito lì con la troupe, mangiando pesce fresco e guardando le stelle di notte. Eravamo una vera squadra e in più accompagnati dal mio cane Tobi, anche lui attore e personaggio nel film. Mentre una seconda parte l’abbiamo girata a Marsiglia, una vera magia».

Il dietro le quinte

Nato da un’idea di Giulia Ramires ed Eros Salonia, “Metamorphosis” è prodotto da NYMPHEA PRODUCTIONS di Michael Moscatelli. Nel cast anche: Philippe Pasquini, Donatella Bartoli, Alessio Bonaffini, Patricia Vignoli. Direttori della fotografia: Claudio Stirlani e Eros Salonia. Musiche originali di Giovanni Puliafito.

«Sono stati molti i momenti complicati. Abbiamo debuttato da soli con le nostre forze, con i nostri sogni. Abbiamo trovato un produttore tardi. Avevamo una produzione all’inizio, che si era presa a carico questo progetto, ma non avanzava e non ci aiutava economicamente e ci ha fatto perdere solo del tempo.

Solo recentemente dopo anni di attesa, Michael Moscatelli ha accolto con amore questo prodotto perché ne ha visto le potenzialità e, finalmente, sta realizzando ciò che attendevamo da tempo. È stato complicato sul versante economico e sul versante organizzativo.

Per quanto riguarda, invece, le scene da girare; su una barca a vela in navigazione non è affatto semplice, così come non lo è salire sulle cime del vulcano a piedi con tutta l’attrezzatura sotto il sole cocente, recitare in mezzo ai fumi soffocanti o girare le svariate scene in cui sono nuda, per nulla semplice visto che il film è quasi interamente tutto in esterna.

Tutto richiedeva una forza fisica non indifferente ma questo era il bello. È stata un’avventura, anche pericolosa per certi aspetti e in quanto attrice so di aver fatto delle cose dure fisicamente ma ne sono fiera, è quello che desideravo di più».

Dopo Lipari

Al momento non sono previste presentazioni a Messina del film di Salonia ma «sarà presentato anche in alcuni festival». Mentre per Giulia il lavoro da attrice non si ferma. «Dovevo lavorare su un set a marzo, con la regia di Massimo Bonetti, ma il covid ha bloccato tutti noi. Quindi il film sarà girato il prossimo anno. Sul versante parigino, ci sono due film in ballo. Ma per il momento preferisco non parlarne».

La Vie En Rose di Giulia Ramires

Da qualche tempo, infatti, Giulia Ramires si è trasferita a Parigi. E in Francia, si sa, che il cinema è una delle arti più apprezzate. «Il cinema francese segue le tracce della sua Nouvelle Vague ma talvolta si incentra solo sugli aspetti e le problematiche sociali – razzismo, ingiustizie, droga, violenza – e questo può essere un po’ riduttivo per il cinema francese. Però c’è anche un altro filone che preferisco, a tratti onirico e grottesco, che ha partorito film come Il favoloso mondo di Amelie, La Cité des enfants perdus, Delicatessen.

Ma il cinema italiano e francese non sono così diversi, anche la scuola di recitazione non lo è, a parte un certo cinema italiano più popolare dove il dialetto e il gesticolare diventano una vera peculiarità e un tratto unico.

La diversità sta piuttosto nella produzione e nei finanziamenti statali, in questo i francesi sono molto più  avvantaggiati di noi, perché lo stato stanzia molti più fondi e perché privilegia il cinema indipendente e d’autore».

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