Sequestro beni per oltre un milione di euro a Sandro Pesce: ne avrebbe evasi 3 e mezzo

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semplice di sandro pesceSequestro immobili, per un valore che supera il milione e 200mila euro, nei confronti del noto imprenditore nel settore abbigliamento, Sandro Pesce. Su provvedimento disposto dal gip Maria Teresa Arena, richiesto dai sostituti procuratori, Fabrizio Monaco e Maria Pellegrino, i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Messina hanno proceduto al sequestro, a garanzia di imposte evase per oltre 3.500.000 di euro.
L’odierno provvedimento segna l’epilogo di una complessa indagine condotta dalle Fiamme Gialle messinesi già dalla fine del 2010, che ha visto coinvolto ben 7 soggetti, tra cui un notaio milanese, indagati dalla Procura di Messina per bancarotta fraudolenta, riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, Lo stesso Pesce era stato già arrestato, nel luglio 2011, per bancarotta fraudolenta. Secondo l’accusa avrebbe distratto beni della Margan Srl, dichiarata fallita dal Tribunale di Messina nel gennaio 2008.
E le indagini delle Fiamme Gialle hanno stabilito che, proprio dal 2008 al 2011, tutte le società riconducibili a Sandro Pesce avrebbero attuato- come si legge sull’ordinanza – “una sistematica evasione, attuata attraverso la fittizia sopravvalutazione delle rimanenze di fine anno, volta a consentire l’occultamento delle vendite effettuate. Grazie a tale condotta fraudolenta, le società hanno nascosto all’erario ricavi per oltre 13 milioni di euro e evitato di versare l’I.V.A per oltre 3,5 milioni di euro.
Il progetto criminale dell’imprenditore messinese prevedeva il graduale svuotamento dell’attivo della Margan S.r.l. artatamente veicolata verso il fallimento, grazie anche alla nomina – quale liquidatore – di un prestanome, un nullatenente “testa di legno”, sul quale far ricadere le responsabilità – sia penali che amministrative – conseguenti al preordinato fallimento della società.”
Sempre per l’accusa, i profitti realizzati da Pesce sarebbero stati investiti in prestigiosi beni immobili, tra i quali i due oggetto dell’ultimo sequestro: 2 magazzini commerciali con sede in Messina, in via Garibaldi e in via Orso Corbino, entrambi intestati alla IDRA S.r.l., società riconducibile all’imprenditore messinese.

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