Rapinata, sequestrata e scaraventata in autostrada. Accade a Messina, la vittima ha 86 anni

polizia per nuovo ( giorno)La donna è anziana, 86 anni, in borsa ha un bel gruzzoletto: 1500 euro, la pensione che preleva il 27 di ogni mese.

La vittima ideale per due rapinatrici senza scrupoli è stata avvistata ieri mattina alla banca Unicredit di Viale San Martino dove, con ogni probabilità, le due si erano appostate. L’anziana, dopo aver prelevato la pensione, sale a bordo di un tram, diretta verso casa: Villaggio Aldisio. Da quel tram deve scendere, per una tappa d’obbligo, a Provinciale, nei pressi della chiesa. Lì c’è la fermata dell’autobus, quello che la porterà a casa, finalmente, in questa caldissima mattina di fine luglio.

La donna è in attesa, sotto il sole, le si accosta un’auto, bianca, a bordo due giovani donne. Una le sorride, le dice di essere una dottoressa, le chiede se vuole essere accompagnata a casa e non attendere , così, l’autobus. A lei non pare vero di eliminare l’attesa, peraltro le sembra di ricordarla quella dottoressa. “Dev’essere quella del Polilinico che mi ha visitata tempo fa”- pensa l’anziana. Monta a bordo della vettura, le viene ceduto il posto davanti, come segno di rispetto all’età. La passeggera va dietro, l’altra guida.
Poche centinaia di metri dopo, però, sul viale Gazzi, l’auto, invece di imboccare la strada che conduce a Villaggio Aldisio, imbocca l’autostrada, direzione sud, verso Catania. L’anziana avverte che hanno sbagliato percorso, ma le due tacciono e proseguono. E’ qui che la vittima capisce che quella è una trappola. Implora le due di lasciarla andare: – ” Che volete da me? Lasciatemi scendere- urla. La fanno scendere poco dopo. E in malo modo.

Fermata la vettura sulla tangenziale, scesa la giovane dietro, apre di scatto lo sportello lato passeggero, strattona l’anziana, le strappa la borsa e scaraventa l’ultraottantenne fuori dall’abitacolo, lasciandola lì, su una corsia d’autostrada, pure a piedi scalzi ( le scarpe le sono cadute durante la breve colluttazione). Poi la fuga.
Alla povera donna, atterrita, dolorante, rimane solo da chiedere aiuto agli automobilisti in transito. Viene chiesto l’intervento della Polizia. Gli agenti, sentito il racconto della donna, trovato riscontro, hanno avviato le indagini. Un supporto potrebbe arrivare dalla visione delle telacamere poste nei pressi della Chiesa di Provinciale, dove la vittima è stata agganciata. Anche la visione delle foto segnaletiche di donne che abbiano precedenti penali specifici potrebbe portare alla identificazione di due rapinatrici senza scrupoli.

Patrizia Vita

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