Non lasciavano in pace neanche la Madonna: 3 “ganzi” di paese arrestati.Guai a negargli l’amicizia su FB

carabinieri-molto-bellaUno 18 anni, l’altro 19, il terzo ha la somma dei loro anni, 37, in tre terrorizzavano un intero paese, Forza d’Agro e quelli limitrofi; in tre sono stati arrestati stamani dai carabinieri della Compagnia di Taormina. Carcere per Giuseppe Macrì, 37 anni, noto alle Forze dell’Ordine, e per Gabriele Pitasi, 19 anni, incensurato. Arresti domiciliari, invece, per Claudio Micali, 18 anni, anche lui incensurato. L’accusa, a vario titolo, è associazione per delinquere, incendi, furti, danneggiamenti e minacce. Secondo quanto stabilito dalle indagini dei carabinieri, il gruppo avrebbe instaurato un vero clima di terrore a Forza d’Agrò. Bastava un niente, un’occhiata, una parola di troppo e via alla vendetta. Gli investigatori dell’Arma attribuiscono al terzetto ben sette incendi di autovetture, in particolare, l’auto del fidanzato della ex di Pitasi, quella del padre della stessa ragazza,ed ancora altre due vetture della famiglia. Stesso trattamento lo avrebbe riservato ad un’altra ex fidanzata. In pratica – attenendosi alle indagini – del giovane Pitasi, che a soli 18 anni vantava già due ex, si può dire: ” guai a lasciarlo”.
Ma non erano solo le protagoniste di passate relazioni a dover temere l’ira del terzetto. Pare infatti che persino a rifiutare la richiesta di amicizia su Facebook, si rischiava di vedere la propria auto in fiamme. Sostengono i carabinieri che qualcuno restìo ad averli “amici” sul social network, poco dopo aveva avuto bruciata la vettura. Messaggi inquietanti, poi, proprio su Fb,chiarivano ogni dubbio sulla natura dei tre. – ” Vi facciamo passare la voglia di fare gli scaltri. Non vi preoccupate” – si legge sulla pagina di Pitasi. E da preoccuparsi, invece, c’era tanto. I tre stavano specializzandosi anche nei furti in appartamento. Ma non solo. Persino la statua votiva della Madonna di Lourdes, a S.Alessio Siculo, dove alcuni fedeli avevano riposto piccoli monili in oro, è stata saccheggiata dal terzetto. La refurtiva veniva poi venduta ad alcuni compro oro della zona e con il ricavato. a detta degli investigatori – acquistavano droga a Messina o Catania. Ladri e violenti, dunque, e non si fermavano neanche davanti ad una donna indifesa. In un caso- raccontano i carabinieri – ad una signora che aveva detto a Pitasi di non infastidire una ragazza che si trovava con lei a passeggiare, il giovane ha dato un calcio facendola ruzzolare a terra.
Questo “gentleman” di paese, i suoi due complici, sono stati arrestati su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Giovanni De Marco, richiesta dal sostituto procuratore Anna Maria Arena. Altri, che avrebbero partecipato ai loro raid, sono indagati.

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