Messina. Operazione “Ottavo cerchio”: chiesta la revoca dei domiciliari per l’autista

Foto frontale del Palazzo di Giustizia, Tribunale di MessinaOperazione “Ottavo Cerchio”. I legali di Angelo Parialò chiedono la revoca dei domiciliari per il loro assistito e dichiarano la sua «totale estraneità» ai fatti a lui contestati. L’uomo è ritenuto coinvolto, come intermediario, in un giro di corruzione nel settore dei lavori pubblici a Messina.

Prosegue l’inchiesta per corruzione che, nei giorni scorsi, ha scosso Messina mettendo sotto accusa funzionari pubblici e imprenditori, ritenuti a vario titolo coinvolti in un giro di affari illeciti legato ad appalti nei lavori pubblici.

Tra gli indagati, così come comunicato dalla Questura di Messina, figura Angelo Parialò, dipendente del Ministero della Giustizia, autista a disposizione di Magistrati in servizio a Messina. Ieri, i suoi legali  hanno richiesto la revoca degli arresti domiciliari per il loro assistito, affermandone la «totale estraneità rispetto ai fatti di reato contestati».

Secondo le accuse, Angelo Parialò avrebbe fatto da intermediario al fine di consentire l’affidamento di incarichi a persone vicine ad altri indagati.

Di seguito, la nota inviata dagli avvocati di Angelo Parialò:

«Gli avvocati Giuseppe Ventura Spagnolo e Felice Gemelli difensori del Sig. Angelo Parialò, indagato nell’ambito del procedimento denominato “Ottavo cerchio”, rappresentano che il proprio assistito si è sottoposto nella giornata odierna (giovedì 5 marzo 2020, ndr) all‘interrogatorio di garanzia dinanzi al G.i.p. Dott.ssa Maria Militello, rispondendo esaustivamente alle domande formulate dal Giudice e dal Pubblico Ministero.

È stata, inoltre, depositata nell’interesse del Sig. Parialò copiosa documentazione frutto di investigazioni difensive comprovante la totale estraneità dello stesso rispetto ai fatti di reato contestati.

In considerazione dei chiarimenti forniti, al termine dell’interrogatorio è stata avanzata richiesta di revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari, si attende fiduciosi la decisione del Giudice».

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