Green Pass

Green pass falsi a Messina e Reggio (ma non solo): maxi-indagine della Polizia di Stato

Pubblicato il alle

3' min di lettura

Maxi-indagine della Polizia di Stato su tutto il territorio nazionale: individuata “rete criminale” che forniva green pass falsi sfruttando i collegamenti che i server delle regioni hanno con le farmacie. “Clienti” individuati in 14 province, tra cui anche Messina e Reggio Calabria. Come agivano. 

Sono almeno 120 i “clienti” individuati, ma si stima siano molti di più, che si sono rivolti ad una rete criminale che forniva falsi green pass in grado di aggirare i sistemi di controllo.

La Polizia postale e delle comunicazioni, su delega della Procura di Napoli, ha effettuato 40 perquisizioni sul territorio nazionale e 67 sequestri preventivi. Nel corso delle indagini sono state individuate 15 persone come appartenenti all’associazione e 67 fruitori delle false certificazioni. Le indagini sono ancora in corso per definire il perimetro entro il quale i criminali hanno operato e individuare il numero esatto delle persone che hanno acquistato il falso green pass.

Ciò che risulta chiaro è la modalità attraverso la quale l’associazione criminale riusciva a creare le false certificazioni: non sono stati attaccati direttamente i server che custodiscono i dati e che normalmente sono protetti da sistemi anti intrusione ma sono stati sfruttati dai criminali i collegamenti che i server delle regioni hanno con le farmacie che effettuano tamponi e certificano la negatività da Covid 19.

Con tecniche di camuffamento dei siti istituzionali (siti clone) gli hacker hanno indotto in errore gli operatori sanitari installando software in grado di carpire i dati di accesso e quindi di poter utilizzare tutte le autorizzazioni necessarie alla creazione di falsi green pass.

In altri casi, i falsi green pass risultavano prodotti ricorrendo a servizi di chiamata VoIP internazionali capaci di camuffare il vero numero di telefono del chiamante e simulare quello del sistema sanitario regionale.

In tali casi il finto agente di servizi di supporto tecnico della Regione interessata induceva il farmacista ad installare nel proprio sistema un software di assistenza a distanza, che consentiva di assumere il controllo da remoto del computer.

Le intrusioni sono avvenute nei sistemi sanitari di Campania, Lazio, Puglia, Lombardia, Calabria e Veneto.

Per il momento gli utilizzatori dei falsi green pass sono stati localizzati nelle province di Napoli, Avellino, Benevento, Caserta, Salerno, Bolzano, Como, Grosseto, Messina, Milano, Monza-Brianza, Reggio Calabria, Roma e Trento.

Con la collaborazione del Ministero della Salute, i falsi green pass individuati sono stati disabilitati, in modo da impedirne ogni ulteriore utilizzo.

FONTE: Polizia di Stato

(474)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Contenuto protetto.