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AMAM. Vandalizzate da giugno 16 delle docce installate sulle spiagge di Messina

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Sono 26 le docce pubbliche installate sulle spiagge di Messina da giugno 2021. Di queste,16 sono state oggetto di atti vandalici. A comunicarlo, con amarezza, la presidente di AMAM, Loredana Bonasera e l’assessore Dafne Musolino: «A fare le spese economiche e sociali degli interventi necessari a riparare ciò che viene danneggiato continuamente è l’intera collettività».

Da giugno 2021 l’AMAM, in sinergia con il Comune di Messina e con la collaborazione di MessinaServizi Bene Comune ha installato lungo tutto il litorale, 26 impianti per consentire ai cittadini di fare una doccia in spiaggia dopo essere stati al mare. Nello specifico, 16 docce pubbliche sono state posizionate sulla costa che va da Ortoliuzzo, sul Mar Tirreno a Giampilieri, sullo Jonio. Mentre sono dieci le docce attivate dal Comune a Santa Margherita e a Capo Peloro nell’ambito del progetto “Aspettando la Bandiera Blu”.

In meno di due mesi, però, gli impianti sono stati oggetto di diversi atti vandalici e furti. Sono stati rubati tubi per l’alimentazione, soffioni, miscelatori, manicotti, lavapiedi. «In quattro casi – spiegano dall’AMAM –, si è riscontrato anche il danneggiamento strutturale degli impianti, essendo stati forati in modo irreversibile i cosiddetti polmoni (i serbatoi in plastica da cui l’acqua transita verso i soffioni sommitali), per cui le docce sono state rese inservibili e, dunque, sottratte dai vandali alla pubblica fruibilità». Gli interventi di manutenzione e riparazione hanno richiesto l’impiego, a rotazione, di sei tecnici dell’Azienda, spesso anche con l’utilizzo di mezzi meccanici.

A commentare l’accaduto, la presidente di AMAM, Loredana Bonasera e l’assessore alle Politiche del Mare e Bei Demaniali Marittimi, Dafne Musolino: «È chiaro che – sottolineano – per garantire comunque la fruizione pubblica degli impianti, AMAM mantiene sempre in esercizio le docce distribuite in tutti i litorali cittadini e la macchina organizzativa legata a questo specifico Progetto di servizio. Tuttavia, a fare le spese economiche e sociali degli interventi necessari a riparare ciò che viene danneggiato continuamente è l’intera collettività, soprattutto la collettività sana vittima del sopruso di chi dimostra di non avere a cuore il bene della comunità, né rispetto del denaro che viene investito dagli amministratori pubblici per fare della città una realtà sempre più vivibile, secondo i migliori standard di qualità e sempre più bella».

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