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Un borgo da visitare nel weekend a Messina e dintorni: alla scoperta di Novara di Sicilia

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Vicoli stretti, un’atmosfera quasi fiabesca e dell’ottimo maiorchino: il borgo da scoprire questo weekend è Novara di Sicilia, piccolo paesino medievale, situato in provincia di Messina tra i Monti Nebrodi e i Peloritani, a valle della Rocca Salvatesta, alta 1.340m.

Anche questo venerdì è arrivata puntuale la newsletter di Normanno.com e con lei una nuova puntata della rubrica bisettimanale alla scoperta dei borghi più belli della Sicilia a meno di due ore di macchina da Messina. Anche in questo caso ci rientriamo pienamente, secondo quanto ci dice Google Maps, Novara di Sicilia si trova a un’ora e 12 minuti dalla città dello Stretto ed è un piccolo borgo medievale inserito nel circuito “Borghi più belli d’Italia”. Non solo. Recentemente si è classificato terzo nel concorso online “Borgo più bello di Sicilia 2022“ indetto da All food Sicily, dopo Militello Val di Catania e Mistretta.

Novara di Sicilia ha origini antiche, inizialmente si chiamava Noa, vocabolo sicano che significa “maggese”. Con l’avvento dei romani diventò Novalia (campo di grano), poi Nouah (dall’arabo giardino, orto, fiore). Dopo diversi passaggi, assumerà il suo nome attuale nel medioevo. Abitato da romani, saraceni, lombardi, il borgo raggiungerà il suo periodo di massimo sviluppo nel XVII secolo. La Rocca Salvatesta è inserita tra i Siti di Importanza Comunitaria per il suo valore paesaggistico, mentre il Comune di Novara di Sicilia è stato riconosciuto come “città d’arte” dalla Regione Siciliana.

Cosa fare a Novara di Sicilia? È possibile fare trekking ed escursioni nella Pineta Mandrazzi, visitare il Museo etno-antropologico di Palazzo Stancanelli, i ruderi dell’antico castello saraceno, situato su una rupe, il Duomo di Santa Maria Assunta, a tre navate, cui si accede attraverso un’ampia scalinata. All’interno della Chiesa si consiglia di vedere l’altare del Sacramento in marmo intarsiato a smalto, il battistero in marmo cipollino locale sormontato da una cupoletta in legno, la statua dell’Assunta e il grande crocifisso in legno. La chiesa più antica del borgo è invece quella di San Francesco, che risale al XIII secolo. Nella Chiesa dell’Annunziata (XVIII secolo) è invece possibile ammirare un organo a canne del ‘700.

Per quel che riguarda, invece, cosa mangiare a Novara di Sicilia, si consiglia innanzitutto di assaggiare il maiorchino, formaggio pecorino stagionato da più di otto mesi. Oltre alle provole e alla ricotta infornata – ci dice il portale de “I borghi più belli d’Italia” – sono prodotti tipici anche i cassatelli (frolle con impasto di fichi secchi, miele, cannella, nocciole), il risu niru (riso mescolato a nocciole tostate con aggiunta di cacao, caffè, buccia d’arancia candita e cannella), i raviiò (ravioli fritti di pasta umettata con vino, ripieni di ricotta fresca profumata di cannella), la pignurada (un impastato di frolla tagliata a dadini e fritta) e i “diti d’apostolo” (iiditi d’aposturu), uno speciale cannolo di ricotta con l’involucro di pasta ricoperto di glassa. Tra i piatti tipici i “lempi e trori”, fatti con fagioli, cicerchia, granoturco, lenticchie e grano bolliti e conditi.

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