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Traffico a Messina, Libero Gioveni: «Si riapra di giorno lo svincolo di Gazzi»

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Troppo traffico a Messina, il consigliere comunale e presidente della Commissione Viabilità, Libero Gioveni, chiede una soluzione immediata ai disagi creati dalla chiusura parziale dello svincolo di Gazzi. «Sarebbe forse stato opportuno – sottolinea – che anziché chiudere del tutto fino al 14 maggio (ben che vada), si fosse chiuso solo nelle ore notturne fino al 28 maggio o giù di lì, ossia raddoppiando i tempi ma eliminando questi disagi insostenibili».

Giorni intensi per gli automobilisti messinesi che, da lunedì 3 maggio, si trovano a combattere con una circolazione sempre più congestionata – e in questo la pioggia di ieri non ha aiutato – a causa (anche) della chiusura dello svincolo di Gazzi, disposta dal Consorzio Autostrade Siciliane per lo svolgimento di alcuni interventi di manutenzione straordinaria.

Per evitare questi disagi, secondo il presidente della Commissione Viabilità, si sarebbe dovuto programmare lavori e modifiche alla viabilità in maniera diversa: «Sarebbe forse stato opportuno – spiega Libero Gioveni – che anziché chiudere del tutto fino al 14 maggio (ben che vada) il tratto di tangenziale fra Gazzi e Messina Centro in direzione Palermo lavorando giorno e notte, si fosse chiuso solo nelle ore notturne fino al 28 maggio o giù di lì, ossia raddoppiando i tempi ma eliminando questi disagi insostenibili». Contestualmente, per l’esponente di Fratelli d’Italia, si sarebbe potuto riaprire parzialmente lo svincolo di Giostra, in concomitanza con questi interventi.

Se da un lato, il consigliere comunale “discolpi” Palazzo Zanca, sottolineando come, per una questione di competenze, l’unica cosa che l’Amministrazione possa fare sia inviare la Polizia Municipale a dirigere il traffico; dall’altro punta il dito contro il CAS: «Mi auguro che il Consorzio possa valutare concretamente le fattibilità tecniche di queste ipotesi con Amministrazione e Prefettura o, in alternativa, adottare urgentemente dei correttivi che in qualche modo possano “ammorbidire” i nervi degli automobilisti che di ragione ne hanno ben donde».

(Foto pubblicata sul gruppo Facebook “A18 e A20 le Autostrade della vergogna”)

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