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Tra incertezza e paura, quale sarà il futuro del Centro NeMO SUD di Messina?

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«Siamo venuti a conoscenza del fatto che l’esistenza stessa del Centro NeMO SUD di Messina sia a rischio. Comprenderà che questa possibilità ci preoccupa perché inaccettabile. Chiuderlo significherebbe privare la nostra Regione dell’unico luogo capace di rispondere al nostro bisogno di cura». Con queste parole, un gruppo nutrito di pazienti del Centro messinese specializzato nel trattamento delle malattie neuromuscolari si è rivolto al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, accendendo i riflettori su una questione che si è pian piano fatta spazio nel dibattito locale e regionale.

Sono oltre 5000 i pazienti affetti da malattie come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), l’atrofia muscolare spinale (SMA) o le distrofie muscolari – provenienti da tutta la Sicilia e dalla Calabria – che dal 2013 a oggi hanno avuto come punto di riferimento il Centro NeMO SUD, attualmente situato all’interno del Policlinico “G. Martino” di Messina e gestito dalla Fondazione Aurora Onlus. Oggi però, queste persone rischiano di «rimanere orfane di cure». A questo link, la lettera dei pazienti al presidente Musumeci.

Sulla questione sono subito intervenute la Uil e la Uil Fpl di Messina, che hanno posto l’attenzione, oltre che sui disagi che una chiusura causerebbe ai pazienti in cura, anche sul futuro dei dipendenti. «Dal 30 giugno 55 lavoratori che garantiscono prestazioni fondamentali a favore della vasta utenza siciliana e calabrese» si legge in una lettera aperta indirizzata al Rettore dell’Università di Messina. «Il Centro Nemo Sud non si tocca. Tutti indistintamente, senza eccezione alcuna, si dovrebbero impegnare per risolvere qualsiasi problema».

Nella stessa lettera la Uil e la Uil Fpl di Messina «esprimono profondo stupore in merito all’assenza del Magnifico Rettore dell’Università di Messina e del Commissario Straordinario dell’A.O.U. Policlinico di Messina, i quali inspiegabilmente hanno disertato la riunione del Collegio dei fondatori dell’ente gestore del Centro Clinico Nemo Sud convocato, qualche giorno fa, per discutere e superare le gravi criticità in atto esistenti» e allo stesso tempo rassicurare pazienti e lavoratori.

La lettera si chiude con una «richiesta di un urgente incontro che auspichiamo possa realizzarsi nel più breve tempo possibile».

Cosa sta succedendo al Centro NeMO SUD di Messina?

A seguito della nota dei sindacati, il Rettore Salvatore Cuzzocrea ha replicato, specificando in primis che: «ai sensi della vigente normativa l’Ateneo di Messina non può esercitare alcuna azione per la tutela occupazionale dei lavoratori impegnati nei servizi del Centro Nemo Sud» e spiegando che «Fin dalla costituzione, il “Centro NeMo Sud” è gestito dalla Fondazione Aurosa Onlus in regime pattizio con l’AOU Policlinico “G. Martino” di Messina, mentre l’Ateneo messinese riveste la mera posizione di Socio Fondatore”. La convenzione attualmente operativa per il Progetto “NeMo Sud” benché stipulata il 22- 11-2017 e con durata di 5 anni a decorrere dal 01-01-2018, cesserà tuttavia i suoi effetti il 30-06- 2021, in conseguenza del recesso unilateralmente esercitato dalla Fondazione Aurora e del successivo periodo “ponte”, concordato dalla Fondazione Aurora con l’AOU, attese le difficoltà di addivenire alla stipula di un nuovo accordo. Considerato il prolungato stallo nelle trattative tra la Fondazione e l’AOU, lo scrivente, perseguendo le finalità istituzionali di un’Università che storicamente svolge Ricerca e Didattica in Medicina, con annessa inscindibile attività assistenziale, nell’interesse dei pazienti (circa 5000 in questi anni) che affluiscono costantemente al “Centro NeMo Sud” dalla Sicilia e dalla Calabria, la cui cura rientra nella Terza Missione dell’Ateneo, ha ritenuto doveroso proporre un testo convenzionale che segue uno “schema” differente da quello attuale».

«La predetta bozza – prosegue il Rettore – inviata al Presidente della Fondazione Aurora Onlus, mira, si ribadisce, a razionalizzare l’attività progettuale in base al modello dell’UOSD “Centro Clinico Nemo Pediatrico” di Roma, incentrato sull’internalizzazione dei servizi ed elaborato nonché applicato proficuamente dalla Fondazione Serena Onlus in convenzione con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS — Università Cattolica del Sacro Cuore. Il contributo dell’Università di Messina delineato nella mia proposta costituisce a tutt’oggi l’unica concreta iniziativa per riorganizzare efficacemente il “Centro NeMo Sud” messinese e sulla quale il C.d.A. della Fondazione Aurora, riunitosi ad hoc il 05-03-2021, esprimendo apprezzamento (peraltro, condiviso dai revisori) sia per i contenuti della bozza, sia per il significativo passo avanti nelle trattative grazie all’intervento dell’Ateneo, ha approvato “l’indirizzo della convenzione proposta dall’Università degli Studi di Messina”. Da quanto sopra rappresentato è evidente che l’Ateneo di Messina ha esercitato ed intende esercitare ogni utile azione rientrante nelle proprie competenze proponendo, dopo aver appreso del recesso anticipato esercitato unilateralmente dalla Fondazione Aurora, una nuova convenzione che ha l’obiettivo di razionalizzare e riorganizzare il progetto “NeMo Sud” per la realizzazione di un Centro di eccellenza a favore di pazienti con malattie neuromuscolari».

L’incontro con la Regione

Ma cosa ha portato la Fondazione Aurora al recesso della convezione? La risposta arriva puntuale e dettagliata in una nota dal sapore amaro. «Da tempo Fondazione Aurora ha rappresentato, in accordo e all’unanimità con tutti i rappresentanti dei soci fondatori, dei quali l’Università e il Policlinico fanno parte, l’impossibilità di proseguire nel rapporto di convenzione con l’AOU (Azienda Ospedaliera Universitaria, ndr) e ciò in conseguenza alla lenta ma inesorabile sottrazione di competenze, di risorse e di autonomia che abbiamo dovuto subire in questi anni».

A seguito di questa decisione da parte dei gestori del Centro, l’Università ha proposto un nuovo modello convenzionale. «La succitata proposta – spiegano da Fondazione Aurora – è rimasta sempre allo stato embrionale e incompleta di tutta la parte progettuale ed economica. Nonostante le ripetute richieste di incontro, queste sono rimaste e rimangono tutt’ora disattese. Diventa quindi impossibile accettare di non discutere nel merito i rapporti futuri, assumendoci il rischio che vengano mortificate le professionalità che fino ad oggi hanno reso NeMO SUD un centro di eccellenza siciliano. Per questa ragione, sempre pronti a discutere i termini di un nuovo accordo, Fondazione Aurora ha convocato un incontro la scorsa settimana, in data ed ora definiti in accordo con il Magnifico Rettore. Eppure, né Università né Policlinico hanno presenziato all’incontro».

Una nuova casa per il NeMO SUD

«Alla luce di tale situazione – prosegue la nota del Centro –, Fondazione Aurora ha incontrato più volte i vertici della Regione Siciliana confermando la propria volontà di proseguire nella presa in carico degli oltre 5000 pazienti seguiti dal Centro e di tutelare gli operatori del NeMO SUD.  La Regione, consapevole dell’importanza del lavoro svolto dalla Fondazione in questi anni, si è impegnata a trovare una soluzione in tempi brevi, manifestando la propria volontà e l’intenzione di non intaccare la qualità del Centro NeMO SUD né i livelli occupazionali che da esso dipendono. Fondazione Aurora desidera quindi rassicurare le famiglie sul continuare a profondere il massimo impegno a non fermare in alcun modo il proseguimento delle attività».

Intanto, lo scorso 5 maggio UIL e UIL FPL hanno chiesto «l’avvio del tentativo di conciliazione e l’attivazione delle procedure di raffreddamento del conflitto che veda il coinvolgimento di tutte le parti in causa (Fondazione Aurora onlus, Cooperativa Medisan onlus, A.O.U. Policlinico “G. Martino” di Messina e Università di Messina), al fine di risolvere la problematica esposta».

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