Teatro V.E. La Fistel Cisl e Rinaldi si rivolgono a Crocetta

teatro vittorio emanuele messina«Siamo consapevoli che le problematiche del Vittorio Emanuele non siano risolvibili dentro le mura del Teatro ma è necessario coinvolgere le istituzioni e la deputazione messinese che finora ha brillato per il suo assordante silenzio». Così la segretaria provinciale della Fistel Cisl, Cettina Pizzo, che, sulla vertenza del Teatro Vittorio Emanuele, ormai da tempo ha diversificato la propria azione da quelle di  altre Organizzazioni sindacali che hanno proclamato lo sciopero “in concomitanza della prima del Rigoletto” e al quale “la Fistel non ritiene di dover aderire” — precisa Cettina  Pizzo. «Abbiamo più volte invitato il Presidente Crocetta a organizzare un percorso finalizzato a definire una volta per tutte le questioni del Teatro che devono essere valutate nel complesso e non per singoli argomenti. I finanziamenti regionali, l’Orchestra, la Pianta Organica, i lavoratori precari, l’equiparazione ai livelli regionali sono temi che non possono essere trattati in maniera disgiunta poiché parti integranti gli uni degli altri — afferma la segretaria provinciale della Fistel. Abbiamo ribadito più volte come, secondo noi, le proteste sono utili e necessarie per rendere evidente la difficile condizione del Teatro ma non possono essere alternative e disgiunte dalla concreta azione di tavoli tecnici e da chiare e coerenti relazioni sindacali. Le posizioni intransigenti e pretestuose non sono compatibili con il ruolo sindacale che è fondato sulla mediazione e sul confronto anche con un Consiglio d’Amministrazione che è stato da noi più volte criticato nei mesi scorsi sino a chiederne, per primi, le dimissioni». La Fistel Cisl dichiara di rispettare la scelta di altri sindacati, ne condivide le motivazioni, ma pensa che «sia sbagliato far pagare le difficoltà del Vittorio Emanuele ai cittadini costretti a rinunciare alla possibilità di assistere a uno spettacolo unico, un’opera lirica messa in scena faticosamente da tutte le maestranze del Teatro, contribuendo per altro a disperdere le esigue risorse utilizzabili». «Riteniamo sbagliato — conclude Cettina Pizzo — ignorare il fatto che almeno il 50% dei dipendenti del Teatro non condivida i percorsi sindacali attuati, in ultimo, con la scelta dello sciopero.  Invitiamo quindi il Presidente della Regione, l’Assessore Regionale al Turismo, il Commissario del Comune e il Presidente della Provincia di Messina e tutta la deputazione messinese ad attivare un tavolo tecnico che possa, dopo 27 anni, affrontare e definire le questioni in essere».

E sulla questione del Teatro interviene anche il deputato regionale del Partito democratico e Presidente del Collegio dei Questori dell’Ars, Franco Rinaldi, che scrive una lettera al Presidente della Regione, Rosario Crocetta, per rinnovare la sua richiesta di commissariamento dell’Ente Autonomo Teatro di Messina di fronte allo stato di agitazione delle maestranze, in attesa da mesi di ricevere lo stipendio, che minacciano uno sciopero in occasione della prima di “Rigoletto”.  Il Commissariamento avrebbe lo scopo «di arginare — spiega Rinaldi — quello che, ai più, appare come un inevitabile tracollo e per dare un segnale forte ad una città, già priva di amministrazione, e sempre più abbandonata a se stessa». «Già in passato, io stesso, avevo sollecitato l’invio di un Commissario che prendesse in mano la situazione. Ella stessa, che ha sempre mostrato sensibilità nei confronti dei problemi che attanagliano Messina — conclude Rinaldi — era giunta alla conclusione che questa fosse l’unica scelta possibile».

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