Sicilia zona arancione, Confesercenti: «Via Crucis senza fine»

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In attesa dell’ordinanza del Ministro della Salute Roberto Speranza, la Sicilia si appresta a vivere un’altra settimana, la decima di fila, in zona arancione, mentre la quasi totalità del Paese ha inaugurato la stagione delle riaperture il 26 aprile scorso. Già ieri la reazione di Confcommercio all’ipotesi di un rinvio non era stata delle più idilliache. Oggi, è Confesercenti Messina a commentare la nuova proroga che terrà la Sicilia in zona arancione per altri 7 giorni.

«Anche le stazioni della Via Crucis in un certo momento terminano, ma il Calvario delle imprese siciliane sembra invece senza fine» ha detto il presidente di Confesercenti Messina, Alberto Palella, contrario alle limitazioni che a suo avviso «non consentono ad alcuni settori di potersi rialzare». «Così – continua –, mentre proponiamo al presidente Musumeci di sposare la linea adottata dalla regione Liguria, che consente in “zona gialla” l’utilizzo anche delle verande per quelle attività di ristorazione che non dispongono di spazi all’aperto, come una doccia fredda apprendiamo della possibilità che la zona arancione ancora si prolunghi».

Una delle richieste che erano state portate in piazza il 29 aprile durante la manifestazione #fiperiapre, ovvero le vaccinazioni per il comparto della ristorazione, è stata promossa anche da Palella, che in merito ha dichiarato: «Abbiamo proposto all’ASP di Messina di collaborare, come Associazione datoriale, per le vaccinazioni dei nostri lavoratori e dei loro familiari. Non vogliamo solo i sostegni economici che ci spettano, abbiamo bisogno soprattutto di lavorare e tornare a vivere! Le Istituzioni si diano una mossa perché siamo stanchi di essere le vittime sacrificali sull’altare dell’incompetenza di tante figure che operano nei ruoli sbagliati».

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