Sicilia, istituite le Zes: comprese alcune zone di Messina e provincia

È ufficiale, sono state istituite le Zes (Zone economiche speciali) in Sicilia, una per l’area occidentale, una per l’area orientale in cui rientrano anche Messina, Milazzo, Santa Teresa e Villafranca Tirrena. A sancirlo, la firma apposta dal ministro per il Sud Giuseppe Provenzano sui decreti istitutivi. Soddisfatto Musumeci: «Ora si passa alla fase operativa».

Ma cosa vuol dire per i territori coinvolti? Il decreto legge Mezzogiorno n. 91 del 2017 stabilisce che, attraverso l’istituzione delle Zes, le zone interessate avranno notevoli incentivi fiscali, più credito d’imposta per gli investimenti fino a 50 milioni di euro e un consistente regime di semplificazioni. Tali semplificazioni verranno stabilite adesso tramite appositi protocolli e convenzioni che porteranno a un’accelerazione delle procedure per l’accesso a interventi di “urbanizzazione primaria” (gas, energia elettrica, strade, idrico) alle imprese insediate nelle aree interessate.

Per quel che riguarda la provincia peloritana, ricadono nella Zes per la Sicilia orientale, per esempio, alcune aree di Messina e di Milazzo. Per Messina, in particolare, saranno oggetto di interesse il Porto cittadino e quello di Larderia. Per Milazzo,il porto, retroporto e agglomerato industriale.

Zes in Sicilia, quali sono e quali i benefici per Messina e gli altri territori coinvolti

Le Zone economiche speciali individuate dalla Regione e approvate dal ministero per il Sud sono due: Sicilia occidentale e Sicilia orientale. Alla prima è stato assegnato il 35% della superficie Zes, alla seconda è stato assegnato il 65%.

Nella Zes della Sicilia occidentale ricadono le zone di Aragona-Favara, Calatafimi, Caltanissetta, Caltavuturo, Campofelice di Rocella, Carini con l’area Rimed, Cinisi, Custonaci, Gibellina, il porto di Licata, Marsala, l’aeroporto di Birgi, Mazara del Vallo, Misilmeri, il porto e il retroporto di Palermo (a cui si aggiungono le aree di Brancaccio, Partanna-Mondello e dell’Arenella), Palma di Montechiaro, Partinico, Porto Empedocle (con il porto e il retro-porto), Ravanusa, Salemi, Serradifalco, Termini Imerese (con il suo agglomerato industriale e il porto), Trapani (con il porto, il retro-porto, l’agglomerato industriale e l’area logistica).

Per la Zes Sicilia orientale sono state inserite le aree di Acireale, Augusta, Avola, Belpasso, Caltagirone, Carlentini, Catania (con il porto e il retro-porto), l’aeroporto di Comiso, Enna Dittaino, Floridia, Francofonte, Gela (compresa l’area di riconversione), Melilli, Messina (con il porto cittadino e quello di Larderia), Milazzo (con porto, retroporto e agglomerato industriale), Militello Val di Catania, Mineo, Niscemi, Pachino, Palazzolo Acreide, Paternò, il porto e il retroporto di Pozzallo, Priolo Gargallo, Ragusa, Rosolini, Scordia, Siracusa con la zona industriale, quella di Santa Teresa e della strada statale 124, Solarino, Tremestieri, Troina, Villafranca Tirrena, Vittoria e Vizzini.

Nello Musumeci: «Ora si passa alla fase operativa»

L’istituzione delle due Zone economiche speciali in Sicilia è il risultato di un percorso iniziato nel marzo 2008 con l’istituzione, da parte del governo Musumeci, della Cabina di regia regionale. Nell’agosto 2019 sono state definite le due Zes con la redazione dei rispettivi Piani strategici. Oggi, la firma da parte del ministro per il Sud Giuseppe Provenzato dei decreti istitutivi.

A commentare il risultato raggiunto sono il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e l’assessore regionale alle Attività produttive, Mimmo Turano.

«Esprimo soddisfazione per l’attesa firma a Roma del decreto che istituisce le due Zes in Sicilia – ha afferamto Musumeci. È l’epilogo di un laborioso lavoro portato avanti negli ultimi due anni dal mio governo, attraverso gli assessorati per le Attività produttive e per l’Economia, in collaborazione con le Autorità portuali e le organizzazioni di categoria. Si passa adesso alla fase operativa che dovrà rendere concreta questa straordinaria opportunità per le imprese che ricadono nel territorio delimitato. Nei prossimi giorni, presenteremo un disegno di legge per concedere il credito d’imposta aggiuntivo a chi verrà a investire nelle nostre due Zes. Con il ministro Provenzano definiremo presto il crono-programma affinché si possa passare dalla pianificazione alla attività di sostegno».

Sulla stessa linea l’intervento di Turano: «L’approvazione delle Zone economiche speciali siciliane rappresenta certamente un momento di svolta per l’economia e il mondo produttivo siciliano. Con le Zes abbiamo uno strumento in più per superare l’attuale momento di crisi determinato dalla pandemia da Ccoronavirus, ma anche i ritardi nello sviluppo che questa terra ha accumulato con anni di approssimazione e assenza di strategie».

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