Radio Antidoto: il tempo in radio si spende bene

Pubblicato il alle

2' min di lettura

Su queste pagine più volte abbiamo raccontato di quanto la radio sia il mezzo di comunicazione che più riesce ad adattarsi ai cambiamenti.

Prova ne è il fatto che Radio Antidoto da un momento di crisi – come quello della pandemia prima, della crisi economica poi e dell’incertezza attuale, sia riuscita a tirare fuori qualcosa di buono. Ormai parliamo più di esperimento radiofonico, perché Radio Antidoto esiste da 1 anno e qualche settimana.

Quello che è nato da Radio Antidoto

Che poi – a dirla tutta – grazie a questa radio sono nati altri progetti, per esempio: il libro, di prossima uscita, di Diego Repetto che prende il nome da “Concerti di idee”, trasmissione andata in onda in piena chiusura o “Ipertesto” la newsletter di Alessandra Rigano. Ma non sono nati solo progetti ma anche intese, complicità e amicizie che, seppur a distanza, sono forti e intense.

Così quando il giovedì siamo a corto di respiri, l’unica cosa da fare è entrare in diretta per ritrovare il fiato. Trenta minuti di diretta senza stacchi pubblicitari, senza la pressione di dire la cosa sbagliata, con la voglia di rimanere 5 minuti in più perché il tempo – in radio – si spende bene.

Quello che abbiamo capito

Quello che abbiamo capito dal microcosmo di Radio Antidoto è che siamo ancora liberi di agire e di essere noi stessi. Di credere in cose diverse dagli altri, di poter dire la nostra e di non avere paura di fare. I rumori in radio non esistono, esistono solo dei suoni bellissimi.

(43)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Contenuto protetto.