Raccolta rifiuti al 50%. Protesta dei netturbini. Ialacqua: “I soldi ci sono, non c’è il dipartimento”

Messinambiente protesta1Raccolta rifiuti e smaltimento al 50% da oggi. In assemblea il personale della Messinambiente che insieme ai sindacalisti della Funzione Pubblica Cgil ha avuto un confronto nella sala del Consiglio comunale con il sindaco Renato Accorinti e l’assessore all’Ambiente Daniele Ialacqua. La lamentela principale è per lo stipendio di ottobre che non sarà pagato il 15 novembre ma tra altre settimane ma è anche il futuro della società che preoccupa. Il commissario liquidatore Armando Di Maria su 2.400.000 euro mensili che richiede riceverà soltanto 1.000.000 euro, buono soltanto per pagare ottobre ai netturbini. E i fornitori? E la società che smaltisce a Motta Sant’Anastasia i rifiuti solidi urbani? “La Fp Cgil – ha detto la segretaria Clara Crocè – non si alza la mattimo così per protestare, lo sappiamo che non è colpa dell’amministrazione Accorinti il disastro economico del Comune, ci preoccupa l’aspetto della privatizzazione; oltre lo stipendio vogliamo sapere cosa ne sarà del futuro, ci aspettiamo un sindaco che vada a Roma e Palermo a battere cassa, non dobbiamo più far entrare al Comune Crocetta e i ministri mettendogli il tappeto rosso”.

La Fp Cgil è favorevole (proposta già presentata da Felice Calabrò del Pd nei giorni scorsi) di creare l’Aro di Messina, l’ambito Rifiuti Ottimale, e uscire fuori dalla Srr, la società regolamentazione rifiuti, che affidi alla Messinambiente i servizi nel 2014. Il sindaco è intervenuto prima della Crocé sottolineando che farà di tutto per risolvere i problemi dei dipendenti ma che in questo momento ci sono oggettive difficoltà finanziarie. Ialacqua è entrato nel merito: “Siamo contrari alla privatizzazione, il problema della Messinambiente è che ha un debito enorme e che è in liquidazione, qui o bisogna cambiare statuto oppure creare una nuova società ripartendo da zero, la riforma delle Srr è l’ennesima porcata del settore e sostituiranno soltanto gli Ato che in Sicilia hanno creato una voragine di 1miliardo e 200milioni di euro (Di Maria parla di 1 miliardo e mezzo)”.

Anche Ialacqua si è detto favorevole all’Aro di Messina e ai Comuni che vorranno unirsi. Sui fondi richiesti da Di Maria Ialacqua ha risposto così: “Il fatto incredibile è che i soldi ci sono ma durante la gestione dell’Ato3 è stato smantellamento il dipartimento Igiene del Comune e oggi non c’è un funzionario che voglia assumersi la responsabilità di firmare gli atti di pagamento che erano di competenza dell’Ato3 fino al mese scorso”. @Acaffo

 

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