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Quel debito misterioso che il Vittorio Emanuele ha nei confronti del “dottor Omissis”

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Alacre, solerte, minuzioso. Così possiamo definire il lavoro dei revisori dei conti del Teatro Vittorio Emanuele, che stanno spulciando i debiti fuori bilancio dell’Ente. Tra questi, spunta un debito che non convince i “controllori”: il credito nei confronti del Teatro maturato da un anonimo consulente, un commercialista che nel verbale viene denominato “dottor Omissis”, che dall’Ente attende ben 35.737 euro.

Poca roba se si pensa che secondo una prima stima i debiti fuori bilancio della gestione 2015 ammonterebbero a circa un milione e 200mila euro, ma mentre quelli riguardano orchestrali e dipendenti in genere, il debito nei confronti del commercialista, a parere dei revisori non sarebbe giustificato.

A loro dire infatti mancherebbe la procedura a mezzo avviso pubblico per la nomina del consulente; nè risulta che lo stesso abbia redatto una relazione a motivo dell’incarico attribuitogli, tranne una lettera di affidamento incarico  del 2015,  firmata dall’allora  Presidente.  Per i chiarimenti, i revisori dei conti invitano il Sovrintendente a trasmettere il tutto alla Procura della Corte dei Conti e alla Procura di Messina. Fin qui è mistero: chi è e che cosa ha fatto per l’Ente Teatro di Messina il “Dottor Omissis”?

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  1. Credo di conoscere il professionista incriminato (persona preparata e stimata) e probabilmente i revisori questa volta hanno preso una cantonata.

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