giovanni giardina della polizia municipale di messina

Quattro Frecce: l’ultima puntata con il Comandante vicario Giovanni Giardina

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Chiudiamo questa stagione di Quattro Frecce, rubrica dedicata al vizio dei parcheggi brutti di Messina, con un ospite davvero speciale. Per ripercorrere, infatti, questo nostro viaggio nel mondo della viabilità messinese – facendo lo slalom tra una vettura e l’altra – non potevamo non chiamare Giovanni Giardina, Comandante vicario della Polizia Municipale.

Giardina, un po’ come i nostri esperti, sta a contatto quotidianamente con i discendenti del Missinisi Scaltrorum, figura mitologica che ha invaso con le sue brutte abitudini quasi tutti gli spazi cittadini. «Essere il Comandante vicario della Polizia Municipale – racconta Giardina – significa impegno continuo, con uno sguardo rivolto a tutti i problemi che si presentano sul territorio comunale».

Quattro Frecce intervista il Comandante vicario Giovanni Giardina

Quando la pandemia è entrata nelle nostre vite, avevamo in qualche modo sperato che potesse cambiare anche alcune di quelle abitudini che stavano rendendo i giorni davvero insopportabili.

Il rispetto per la natura, la sostenibilità, la mobilità alternativa, sono diventati argomenti fondamentali e in una città come Messina è davvero difficile trovare uno spazio d’azione che permetta di cambiare le cose.

Sono stati sviluppati progetti, come il PUMS Messina 2030, per raccontarvi il più recente, ma la strada è ancora lunga (e piena di macchine).

L’ultima puntata sui parcheggi brutti di Messina

auto parcheggiata sul torrente trapani nell'area giochi per bambini, rubrica quattro frecce, messinaDott. Giardina, nella nostra rubrica Quattro Frecce ci capita praticamente tutti i giorni di incontrare macchine parcheggiate male, per non dire malissimo. Perché i messinesi – dalla sua esperienza – continuano a comportarsi così? «Retaggio culturale – ci racconta Giardina, Comandante vicario della Polizia Municipale di Messina – necessità di maggiori controlli, cattive abitudini difficili da sradicare. Anche per questo organizziamo corsi di educazione stradale nelle scuole, oltre ad esercitare la dovuta verbalizzazione dei comportamenti errati, in special modo con i sistemi di rilevamento elettronici».

A proposito di questo, qualche settimana fa, alcuni residenti di via Giovanni di Malta si sono lamentati di aver preso delle multe e altre vetture, invece, non sono state multate, perché? «In Via San Giovanni di Malta abbiamo riscontrato problemi dovuti all’impossibilità dei pedoni di circolare sul marciapiede, per tale motivo la via è stata controllata e tutti i veicoli in difetto, verbalizzati e rimossi. Tale attività proseguirà in altre zone della città».

Secondo lei, quale può essere una soluzione e uno stimolo, alla mobilità sostenibile? «L’Isola pedonale, il trasporto pubblico. Ma anche mettere a disposizione e incentivare l’uso dei veicoli elettrici, come le biciclette, per esempio».

Qual è il vizio dei messinesi – quando si parla di macchine – che proprio non sopporta? «La sosta irregolare nello spazio riservato alle persone invalide, sui marciapiedi, agli incroci, la seconda fila, perché limitano, ostacolano e mettono in pericolo l’incolumità dei cittadini».

Le isole pedonali, secondo lei, potrebbero funzionare per la viabilità messinese? «Secondo me rappresenta il futuro in special modo nel centro storico e anche in periferia, ad esempio Torre Faro (in determinati periodi dell’anno). Vi è da organizzare la viabilità secondo le esigenze di tutti gli interessati,, residenti e commercianti».

Un aspetto che la Polizia Municipale di Messina potrebbe migliorare? «La capacità, l’incisività, la celerità dei propri interventi sotto l’aspetto della prevenzione e della verbalizzazione dei comportamenti contra legem».

Come si immagina Messina in un futuro prossimo? «Immagino una città vivibile, civile, libera da comportamenti mafiosi e massonici, valorizzata in tutti i suoi aspetti: turistici, commerciale e produttivi».

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