Potature alberi in primavera, Legambiente Messina: «Nessuna idea di verde urbano»

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Probabilmente vi siete accorti che i tigli di via Garibaldi sono stati potati; di sicuro se ne sono accorti i componenti di Legambiente Messina che parlano di «potature fuori stagione con tagli aggressivi su alberi non a rischio: in questi giorni – continua la nota – osserviamo con sconforto l’ennesimo intervento di “potatura” eseguito con modalità alquanto discutibili se non del tutto censurabili».

La questione delle potature degli alberi a Messina è oggetto di dibattito da diverso tempo; «più volte – prosegue Legambiente Messina – negli ultimi anni abbiamo sollevato dubbi, posto interrogativi e protestato riguardo alla gestione delle alberature cittadine; questo intervento non fa purtroppo che andare nella stessa direzione insensata». Ma perché le potature in primavera non fanno altro che danneggiare gli alberi?

Topping is bad

Che la capitozzatura degli alberi fosse un errore ce lo aveva già spiegato la direttrice dell’Orto Botanico di Messina, Rosella Picone e adesso lo ribadisce anche Legambiente Messina dopo le recenti potature dei tigli. «Si sta potando – si legge nella nota – ai primi di aprile; le piante interessate sono dunque prossime al risveglio vegetativo (se non già avviato), e dunque un intervento fatto in questo momento non può che essere considerato errato, in quanto come chiunque sa per una latifoglia decidua questo è precisamente il peggior momento per intervenire.

I tagli, se non sono propriamente capitozzature, sono comunque estremamente aggressivi; vanno ad alterare in maniera sostanziale l’architettura delle piante, abbondano i tagli di grandi dimensioni anche sulle branche principali, innumerevoli sono i monconi e i moncherini creati con tagli incomprensibili. Parrebbe apparentemente che l’unico criterio seguito sia stato quello di “squadrare” le chiome, con i tagli tutti allo stesso livello sui due lati e in altezza, come a voler creare una sorta di grossa siepe».

Stessa cosa era successa, per esempio a Piazza Cairoli (in foto) quando l’ex Sindaco di Messina Cateno De Luca aveva deciso le sorti degli alberi, trasformandoli (concedeteci il commento) in tanti cubi di rubik. «Lo diciamo fin d’ora, – scrive Legambiente – non si venga a breve a vantare il fatto che gli alberi rigetteranno abbondanti ramoscelli che avranno un’apparenza vigorosa: in un primo momento ciò è del tutto normale ed atteso e non toglie nulla allo stress provocato alle piante.

È davvero sconfortante trovarsi a ripetere per l’ennesima volta che questo genere di tagli, oltre che nuocere nell’immediato alla salute delle piante, le compromettono a volte irrimediabilmente sul lungo periodo, dando spazio al proliferare delle carie del legno che negli anni portano inevitabile deperimento con connessi rischi di schianto (come purtroppo si può osservare su grande parte delle alberate del centro, vittime di decenni di interventi del genere)».

Il verde urbano

Legambiente Messina sostiene che queste scelte sbagliate dipendano da una mancata idea di verde urbano, che dovrebbe essere un elemento fondamentale per una città. «Ciò che non si riesce a comprendere è a quale logica rispondano questi interventi. In quale idea di città e in quale idea del ruolo del verde urbano si inseriscano. O forse in realtà testimoniano che l’unica direttrice che li guida è l’idea per cui gli alberi in città sono essenzialmente fonte di problemi che vanno risolti nel modo più economico e sbrigativo possibile, e se non li si elimina del tutto è solo perché possono fungere da soprammobili decorativi.

È da anni che chiediamo e sollecitiamo l’approvazione di un Regolamento del Verde, strumento primario e imprescindibile per poter realmente parlare di gestione del verde urbano. L’amministrazione uscente lo ha più volte annunciato ma non se ne è mai vista traccia. Solo con un Regolamento del Verde si potrà definire un “Piano del Verde”, ulteriore strumento normativo, successivo, ma di importanza non meno cruciale, senza il quale qualsiasi intervento resterà sempre nell’arbitrio dell’assessore, del tecnico o del dirigente di turno, che anche qualora si applichi con competenza e buona volontà (e non è certo questo il caso) potrà comunque portare solo la sua personale idea di ciò che il verde dovrebbe essere e a cosa dovrebbe servire, e non già una prospettiva complessiva, di lungo periodo e frutto di un approfondito confronto all’interno della città».

Le richieste di Legambiente

Legambiente Messina chiede quindi chi abbia disposto l’intervento delle potature degli alberi in via Garibaldi e come questa strategia venga giustificata. «Chiediamo di interrompere i tagli, risparmiando la parte restante dell’alberata di via Garibaldi, fermandosi quantomeno a riflettere un momento e a riferire (perché una volta fatti i tagli non si può tornare indietro).

Chiediamo inoltre al Commissario Leonardo Santoro e al Consiglio comunale (ancora in carica e dunque legittimato a farlo, tanto più se si annunciano, come pare possibile, diversi mesi di commissariamento) di attivarsi per istruire realmente le pratiche relative al regolamento del verde. Che preveda e consenta la più ampia partecipazione da parte della società civile e della cittadinanza».

Il verde urbano si colloca all’interno di quelle strategie per rendere una città più sostenibile, da questo punto di vista Messina è messa abbastanza male. Nel rapporto pubblicato nel 2021 da Legambiente, sulle performance in termini di ecosostenibilità, la città dello Stretto è al 101esimo posto su 105 città italiane. Qui il report completo.

 

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