«Oltre 1 miliardo di fondi non spesi»: De Luca minaccia di occupare la Regione

«C’è oltre 1 miliardo di fondi extra bilancio non spesi dalla Giunta Musumeci» ad affermarlo è il sindaco di Messina Cateno De Luca che, dopo la sentenza 62/2020 della Corte Costituzionale, punta il dito contro la Regione Siciliana (e contro il Movimento 5 Stelle) e minaccia di occupare i Palazzi di Palermo finché non sarà approvata la Legge di stabilità.

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che sblocca 404,5 milioni di euro di fondi extra bilancio (inizialmente destinati a interventi sul territorio siciliano), afferma De Luca, il Governo Musumeci avrebbe previsto di utilizzare queste risorse per l’emergenza coronavirus. Ma secondo il Sindaco ci sarebbero altri fondi utili per questa finalità.

La sentenza della Corte Costituzionale

«Con la sentenza pubblicata in Gazzetta ufficiale il 15 aprile scorso – afferma Cateno De Luca –, la Corte Costituzionale conferma quali sono i confini della leale cooperazione tra i vari livelli Istituzionali ovvero nei rapporti tra lo Stato, la Regioni e gli Enti Locali. Nella sostanza fa riferimento all’impugnativa che il primo Governo Conte, nel luglio del 2018 fece nei confronti di gran parte della Legge finanziaria della Regione siciliana. Tali fondi (404,5 milioni di euro) adesso sbloccati, sono stati stornati dalla Giunta Musumeci, che nell’attuale discussione della legge finanziaria, all’art. 5 chiede al Parlamento di utilizzarli per fronteggiare l’emergenza da Covid-19, nonostante ci sia oltre 1 miliardo di euro di fondi extra bilancio ancora non spesi e non programmati dalla legge di stabilità in discussione».

Ma secondo il Primo Cittadino di Messina, questi fondi non dovrebbero essere utilizzati per  l’emergenza coronavirus, visto che nel cassetto della Regione ci sarebbe, afferma, oltre 1 miliardo di euro di fondi extra bilancio non spesi.

I 404,5 milioni di euro e l’articolo 99 della finanziaria 2018

La “storia” di questi 404,5 milioni di euro di fondi extra bilancio inizierebbe nel 2018. A quell’epoca l’attuale sindaco di Messina Cateno De Luca era deputato all’ARS (Assemblea Regionale Siciliana) nonché componente della Commissione Bilancio.

«Presentai migliaia di emendamenti – scrive il Primo Cittadino –, studiando tutte le carte, tutti i capitoli e facendo un’amara scoperta: miliardi di euro non spesi chiusi nei cassetti. Erano somme afferenti i cosiddetti “fondi extra bilancio”. In quell’occasione individuai circa 1,8 miliardi di euro di un filone che riguardava una di queste dotazioni finanziarie, il cosiddetto Programma operativo complementare (POC), suddiviso in 11 assi strategici che toccano diversi finalità ( formazione, infrastrutture, ambiente, turismo, beni culturali ecc). Si tenga conto che il bilancio regionale è scassato».

«In quella legge di stabilità – prosegue – ho aperto tale cassetto celato per prelevare 404,5 milioni da inserire nella legge finanziaria 2018. Come li ho prelevati? Formalizzando in Commissione bilancio una serie di emendamenti con l’accordo di altri deputati, del Presidente Savona e del Presidente Micciché, in un grande articolo – omnibus – il 99, entrato a far parte della finanziaria di quell’anno, definito sotto il nome di “Interventi nell’ambito della programmazione regionale unitaria”. Con tale articolo 99, che ripeto valeva 404,5 milioni di euro, erano previsti a una serie di interventi specifici valevoli su tutto il tessuto siciliano, anche quello messinese».

Nello specifico, spiega De Luca, i fondi erano così ripartiti:

  • 258 milioni di euro per il POC;
  • 144,5 milioni di euro Fsc;
  • 1 milione di euro Po Fesr;
  • 1 milione di euro Po Feap.

De Luca contro il Movimento 5 Stelle

Quindi, in sintesi, l’articolo 99 della finanziaria regionale del 2018 avrebbe previsto uno stanziamento di 404,5 milioni di euro per la realizzazione di interventi specifici in Sicilia. Alcuni di questi interventi riguardavano Messina.

«Tale articolo – afferma Cateno De Luca – fu avversato sin dagli albori in modo particolare dal Movimento 5 Stelle, e nella fattispecie dall’allora capogruppo Valentina Zafarana, deputata messinese che per gelosie locali ha condotto una guerra nei miei confronti».

«Non le importava nulla che parte di tali somme (quasi 100 milioni) era destinata a Messina come compensazione per ciò che negli anni le era stato rubato. Questa è storia: il Governo a trazione 5stelle a luglio del 2018 ha impugnato l’articolo 99, su input dei grillini siciliani. A distanza di 2 anni dal pronunciamento con cui i 404,5 milioni sono stati congelati per mera gelosia, solo per la caccia all’uomo, la Corte dice che in tale articolo non c’era nulla da impugnare, non è stato ravvisato nulla che meritasse l’ostruzionismo da parte sia di deputati regionali che del governo nazionale. A causa di una schifosa azione portata avanti dal delirio dei pentastellati siciliani, il primo Governo Conte, ha leso il principio di leale cooperazione istituzionale».

Il Governo Musumeci e la finanziaria 2020

«Ora che si è diffusa la notizia – afferma De Luca – che la Corte Costituzionale ha dato ragione a De Luca o meglio al buon senso per la Sicilia, cosa è successo? Nel momento in cui la sentenza è depositata, l’attuale Governo Musumeci che immediatamente doveva far valere i diritti dei siciliani a Roma, perché si tratta di fondi scippati al territorio, cosa fa? Il 10 aprile scorso approva la legge di stabilità, in cui all’art. 5 si specifica che la Regione è autorizzata all’utilizzo dei fondi extra bilancio e le somme del POC 2014/2020 ancora non vincolate, per contrastare gli effetti del Covid-19».

«In sostanza – aggiunge De Luca – chiede al Parlamento il mandato a riprogrammare tutto, abrogando le leggi che sono in contrasto con questo mandato. Cosa significa? Che norme come l’art. 99 da me redatto per la finanziaria del 2018, che è stato impugnato da Conte ma giudicato ineccepibile dalla Consulta, possono essere azzerate. Quindi la Giunta, nonostante la sentenza della Corte che giudica vitali tali somme per la Sicilia, con un colpo di spugna li cancella?».

De Luca: «Occupo i Palazzi della Regione finché questi 404,5 milioni non saranno restituiti ai siciliani»

«Devo essere chiaro – afferma il sindaco di Messina Cateno De Luca  – da oggi io mi trasferisco a Palermo sino a quando la Legge di stabilità non sarà approvata quantomeno in Commissione Bilancio all’Ars e questi 404,5 milioni siano legittimamente restituiti ai siciliani. Occuperò tutti i palazzi: guai se si tenti l’ennesimo scippo al territorio tali. Che ci sia qualche vendetta in corso da parte del Governo regionale?».

«Intanto io trasferisco la mia dimora a Palermo perché la palla è passata la Parlamento – aggiunge. Agli amici del Movimento 5 Stelle dico infine: questa è l’occasione per dimostrare al territorio che dinanzi a tali nefandezze non c’è colore politico. Vi invito a dare una mano affinché si difenda tale norma non solo per Messina ma anche e soprattutto per l’intero territorio regionale. Questi sono solo una parte dei soldi non spesi. In Sicilia andrebbero ghigliottinate intere classi politiche, interi burocrati».

«Ora – conclude De Luca – per l’emergenza Covid dovrebbero prendere tali soldi da destinare al rilancio del territorio? Vi dico io dove trovare i fondi per l’emergenza sanitaria. Se metto piede a Palazzo d’Orleans, mi basterebbero pochi minuti per trovare un cassetto dove sono riposti almeno altri 800 milioni non spesi. Lo apriamo e lo destiniamo a tutte le finalità che abbiamo discusso. Questo non è scontro politico è quando un sindaco e rappresentante di un popolo non accetta supinamente che chi sta sopra di lui si comporti in maniera indegna nei confronti del territorio».

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1 Commento

  • Natale ha detto:

    Vorrei non fosse vero quello che ho appena letto ma temo che lo sia. Poveretti noi!!!
    Chi avviamo votato? Adesso credo che questi signori dovrebbero adoperarsi per cercare di porre rimedio al danno che hanno causato.
    Lo faranno? Staremo a vedere e valuteremo i comportamenti di ognuno.
    Per intanto ne paghiamo le conseguenze.

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