claudio cardile e dafne musolino

Musolino e Cardile ai ferri corti: è scontro in Consiglio Comunale (cos’è successo esattamente)

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Ancora scintille in Consiglio Comunale tra il presidente Claudio Cardile e l’assessore Dafne Musolino durante la discussione del Regolamento per la riscossione coattiva delle entrate comunali. L’esponente della Giunta De Luca accusa Cardile di sessismo e annuncia che si rivolgerà al Dipartimento Pari Opportunità. Ma cos’è successo? Ripercorriamo il momento dello scontro, dalle cause alla conclusione.

Cos’è successo (ieri) in Consiglio Comunale?

A dare il “la” è stata la messa in discussione di un emendamento con cui i consiglieri del PD Felice Calabrò, Gaetano Gennaro, Alessandro Russo e Antonella Russo chiedevano alla Giunta l’impegno a non costituire alcun tipo di società partecipata per la riscossione delle entrate comunali. Il consigliere del Gruppo Misto, Nello Pergolizzi, ha contestato l’emendamento, sottolineando come l’assessore al Contenzioso avesse già preso tale impegno in Aula e quindi non fosse necessario ribadirlo. «Se l’assessore dice che non si fa – ha affermato Pergolizzi prendendo in mano l’emendamento –, questo dovrebbe essere carta igienica». L’espressione, però, non è piaciuta al presidente del Consiglio, Claudio Cardile, che lo ha interrotto: «Collega, “carta igienica” non lo dica».

La discussione è poi andata avanti, dopo un breve battibecco, finché la parola non è passata all’assessore Dafne Musolino: «Mi dispiace che lei – ha dichiarato l’esponente della Giunta rivolgendosi a Cardile – riprende il consigliere Pergolizzi che ha detto “carta igienica”, usando un’espressione figurata, ma non ha altrettanto tempestivamente ripreso il collega Alessandro Russo per aver usato più di una volta la parola “cessa”». Il riferimento, per chi lo avesse dimenticato, è alla Seduta in cui, dopo aver fatto una battuta riprendendo l’espressione tanto cara al sindaco, “asini volanti”, l’ormai ex assessore Laura Tringali è stata allontanata dall’Aula.

Il presidente del Consiglio Comunale, Claudio Cardile, ha allora interrotto l’assessore Musolino e le ha tolto la parola: «Non le consento di fare questo tipo di intervento, lei vuole fare sempre polemica. Togliamo la parola all’Assessore, non è questo il caso».  L’emendamento, per chi se lo stesse chiedendo, è stato poi approvato (così come il Regolamento in sé). È messo nero su bianco: la Giunta non farà una nuova partecipata per la riscossione delle entrate comunali.

Dafne Musolino e Carlotta Previti: «Cardile allergico alle donne che hanno ruoli elle pubbliche istituzioni»

A Seduta conclusa, l’assessore Dafne Musolino e il vicesindaco Carlotta Previti hanno inviato una nota in cui criticano il comportamento del presidente del Consiglio Comunale (e lo accusano di sessismo): «Il presidente del Consiglio Comunale di Messina conferma di soffrire di una insopprimibile allergia nei confronti delle donne che rivestono ruoli nelle pubbliche istituzioni ed oggi ne ha dato una ulteriore e plateale dimostrazione, togliendomi ancora una volta la parola nel dibattito del pubblico consesso».

Nel documento, le due esponenti della Giunta De Luca ricostruiscono l’accaduto e puntano il dito contro il Partito Democratico, accusando i consiglieri di «strumentalizzare i lavori d’Aula chiedendo di confermare l’impegno a non costituire una eventuale società partecipata comunale per la gestione del servizio di riscossione coattiva dei tributi». Impegno che, sottolineano, «era stato già formalmente assunto dall’Amministrazione attraverso le dichiarazioni rese dall’Assessore al Contenzioso in una precedente Seduta di Consiglio».

Musolino riporta il battibecco con il presidente Cardile e aggiunge: «Avrei continuato ad argomentare che la difesa dei diritti delle donne e della parità di genere, che tanto viene sbandierata nelle aule del Civico Consesso proprio dal gruppo PD di cui il Presidente Cardile continua a manifestare aperta aderenza ed appartenenza, va osservata sempre, e non solo quando conviene. Ma il Presidente mi ha tolto, per l’ennesima volta, la parola accusandomi di fare polemica ed impedendomi di esercitare il mio diritto costituzionale ad esprimere liberamente il mio pensiero come Assessore e come donna, rivolgendomi anche un primo avvertimento pronto, se ne avesse avuto l’occasione, anche a buttarmi nuovamente fuori dall’aula».

«Vergogna Presidente Cardile – prosegue l’assessore Musolino insieme al vicesindaco Previti –, non è così che si dirigono i lavori d’aula, lasciando libero il tuo gruppo di appartenenza di promuovere ogni iniziativa, anche la più strumentale possibile, restando sordo di fronte ad offese impronunciabili che sono state rese alla tua presenza e brandeggiando il tuo potere privando gli altri del diritto di parola! Già da tempo abbiamo denunciato la totale assenza di terzietà ed imparzialità da parte dell’ing. Cardile che esercita il suo ruolo di Presidente del Consiglio negando a suo piacimento la parola a chi esprime liberamente il suo pensiero a chi ha la sola colpa di esprimere un dissenso».

«Ciò è grave – conclude –, ma lo è ancor di più se si pensa che tutti gli episodi di cui Cardile si è reso protagonista in negativo sono sempre avvenuti a discapito delle figure femminili che rappresentano le istituzioni nel civico consesso».

Detto questo, l’assessore Dafne Musolino e il vicesindaco Carlotta Previti hanno annunciato che chiederanno la registrazione video dei lavori d’Aula di ieri, 18 novembre, per trasmetterla Assessorato alle Autonomie Locali ed al Dipartimento per le Pari Opportunità. «Perché – affermano – non accetteremo mai che ci venga tolta la parola solo per avere rivendicato il diritto di noi donne a non essere pubblicamente vituperate».

La registrazione è disponibile a questo link (saltando a 1 ora e 14 minuti è possibile ascoltare l’intervento del consigliere del Gruppo Misto, Nello Pergolizzi, e, poco più avanti, lo scontro tra il presidente Claudio Cardile e l’assessore Dafne Musolino).

 

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