Mobilitazione. Le dichiarazioni di Accorinti, Lo Bello, Barresi, D’Arrigo e Messina

sindaciTante bandiere, le associazioni, i sindacati, ma poca partecipazione dei messinesi all’appuntamento tanto atteso con la manifestazione contro la soppressione della maggior parte dei treni a lunga percorrenza siciliani e a favore di una modernizzazione dei servizi.

Il corteo, organizzato dal comitato 14 Febbraio, è partito dal municipio, ha proseguito lungo corso Cavour fino ad arrivare alla Stazione.
Il bilancio delle presenze è ottimo – dichiara Michele Barresi, segretario provinciale di Or.Sa Trasporti – circa 3mila persone. Però, secondo me, avrebbero dovuto esserci più cittadini. C’è una massiccia presenza del mondo del lavoro, ci sono le istituzioni… una cosa va detta, da chi quest’iniziativa l’ha promossa e auspicata, alle istituzioni e alla politica: questo bagno di folla non serve a lavare le coscienze. Servono atti istituzionali e politici veri. Non bastano queste passerelle”. Il prossimo passo, continua Barresi, è di “inchiodare le Ferrovie dello Stato a un progetto vero che non può prescindere assolutamente dal traghettamento dei treni ma può essere complementare. Noi lo vogliamo, il traghettamento veloce, ma non vogliamo essere costretti a scegliere tra una cosa e l’altra. Vogliamo un traghettamento dei treni moderno, efficiente, per arrivare a Roma in 9 ore e non in 12 come accade adesso. Questa cosa la vogliamo, come vogliamo che si crei un collegamento veloce per l’area metropolitana dello Stretto. Siamo 5 milioni di abitanti in Sicilia, non dobbiamo scegliere tra l’uno e l’altro, ci toccano entrambe le cose”.

A rappresentare la Regione, il vice presidente della Giunta, Mariella Lo Bello, convinta che la questione interessi tutta l’isola, e non solo Messina. La sua presenza potrebbe dare adito a fraintendimenti: che senso ha scendere in piazza quando i problemi potrebbero risolversi nelle appropriate sedi politico-istituzionali? “La piazza – risponde Lo Bello –  rappresenta la prima istanza di democrazia. A volte ci si lamenta perché le cose si discutono sui tavoli. Oggi ne discutiamo qui, dopodomani anche attorno a un tavolo”. Nessuna paura, quindi, di delegittimare Matteo Renzi e il suo stato maggiore: “Nessuna piazza delegittima qualcuno, la piazza è una manifestazione democratica e i cittadini, tra i loro diritti, credo abbiano anche quello di manifestare”.

Giacomo D’Arrigo, direttore dell’Agenzia Nazionale per i Giovani ed esponente del Pd da sempre vicino alle posizioni del premier, dichiara: “E’ importante che chi decide su questa tematica sappia che c’è un disagio, non solo da parte di Messina, ma di tutto il territorio. Più forte sarà la capacità di non mettere cappelli politici, associativi o di altra natura su questa manifestazione, più forte sarà la capacità, sul tavolo romano, di potere interloquire. La mia preoccupazione  è che qualcuno rischi di colorarla. Spero e penso che non sia così, che emerga che i siciliani non devono essere penalizzati da un piano generale delle Ferrovie dello Stato e che ci sia buon senso in questa direzione”. “La decisione – prosegue D’Arrigo – è stata presa all’improvviso, non ha dato tempo di intervenire nei tavoli in cui si decideva. Questa è la percezione che abbiamo avuto un po’ tutti. C’è già una fase di interlocuzione col Governo nazionale e le Fs per far capire che questa decisione, presa secondo una logica di piano industriale, deve tenerne in conto anche altre. Spero che la cosa non si risolva nella semplice protesta da una parte o nella mera imposizione dall’altra”.

Maurizio Lupi e le Fs affermano di volere semplicemente migliorare, innovare i servizi: “Bisogna passare ai fatti – dice D’Arrigo – in tutti i documenti si dice di voler migliorare ma negli anni siamo andati indietro. Penso che manifestazioni come questa possano servire a far capire al Governo che la decisione presa finora è quella sbagliata”.

Più che una protesta, secondo il vicesindaco di Villa San Giovanni, Antonio Messina, presente insieme al collega di Reggio Calabria, Saverio Anghelone, quella di oggi è una fase di proposta: “Anche oggi siamo al fianco del sindaco Renato Accorinti poiché da anni viviamo problematiche comuni. Siamo al fianco, soprattutto, dei cittadini che chiedono venga garantito il diritto alla mobilità. I primi effetti si stanno vedendo. Abbiamo appena letto che il ministro Lupi e l’onorevole Vincenzo Garofalo stanno dando ampie rassicurazioni che non ci sarà nessuna smobilitazione. Il piano delle Fs sarà comunque al vaglio della Regione e degli enti locali e questo ci dà un minimo di garanzia su quella che è la volontà a livello centrale. Non deve essere, in ogni caso, una fase di protesta ma di proposta per migliorare tutte le infrastrutture nel Mezzogiorno e soprattutto nell’area dello Stretto, il cui valore, negli anni passati, è stato sottovalutato. Siamo qui per gridare il diritto alla mobilità di siciliani e calabresi, perché possano avere le giuste risorse”.

Accorinti, colto in un abbraccio caloroso con Lo Bello ha dichiarato: “Oggi non è il giorno della rabbia, ma delle proposte. Questa è la madre di tutte le battaglie. Le infrastrutture sono importanti per la crescita del territorio. Mi chiedo – conclude Accorinti – dove siano finiti tutti i soldi per lo sviluppo destinati al Ponte”.

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