Messina, tra «pacchi» e «sperperi»: botta e risposta tra Pietro Navarra e Cateno De Luca

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Non ci si può distrarre un attimo che scatta subito la polemica, è successo nelle ultime 24 ore tra l’ex Rettore dell’Università di Messina Pietro Navarra, adesso deputato nazionale del PD, e l’ex Sindaco di Messina Cateno De Luca, adesso candidato alle prossime elezioni regionali. Ad aprire la voragine di parole è Navarra che sul suo profilo social dà del «cala pacchi» a De Luca. Secondo Navarra, De Luca si sarebbe messo in fuga, dando le sue dimissioni, e di essersi preso meriti non suoi.

«Ha continuato a mistificare la realtà – scrive l’ex Rettore messinese – attribuendosi meriti non suoi e, preso dalla sua consueta foga, confessando gli inesorabili “pacchi” che ha tirato all’Ateneo». L’introduzione navarriana è seguita da un elenco di progetti che l’Amministrazione deluchiana avrebbe avviato con l’Università di Messina, negli ultimi tre anni: da MeSmart ad Agorà. «De Luca – dice ancora Navarra – ha dimenticato di dire che molti tra questi progetti erano stati già inseriti dalla precedente amministrazione». Ma non è finita qui, perché al centro del dibattito ci sarebbe la gestione degli impianti sportivi e della vendita dell’Hotel Riviera da parte della Città Metropolitana all’Ateneo peloritano.

«L’Università ha, infatti, acquistato dalla Città Metropolitana l’ex albergo Riviera alla modica cifra di 3,6 milioni di euro. Si tratta di un immobile di circa 8000 metri quadrati di superfici coperte e circa 1000 mq di superfici esterne del tutto inagibile e in totale stato di abbandono e degrado. Nel contempo, però, la Città Metropolitana ha acquistato al prezzo di 3,5 milioni di euro la “Città del ragazzo” un immobile in pieno centro di circa 9000 metri quadri di spazi coperti largamente agibili con annessi circa 200.000 metri quadrati di terreno. Da queste poche informazioni, ma estremamente indicative, non è affatto difficile comprendere come i conti non tornino e risulta del tutto evidente dove sta il “pacco” e chi ne sia il destinatario».

In ultimo, Navarra si preoccupa della cittadinanza messinese. «L’affidamento della gestione degli impianti sportivi comunali a una società interamente partecipata dell’Ateneo che opera in regime di esclusiva per l’Università – in house providing – determina la drastica riduzione dei servizi per l’utenza cittadina (per legge non più del 20%). In un colpo solo, pertanto, la città si è vista sottrarre l’80% dell’utilizzo dei suoi impianti sportivi e si è spogliata della loro gestione. Ecco la filosofia che ha ispirato i rapporti tra Comune e Università durante l’amministrazione De Luca: bugie, “pacchi”, strafottenza e auto-attribuzione di meriti altrui. Anche su questo versante, quindi, l’ex Sindaco in fuga dalle sue responsabilità non si smentisce».

La replica di Cateno De Luca

Così la saga tra “ex” prosegue e arriva anche la replica di Cateno De Luca. «Sembra che Navarra non abbia compreso bene il significato delle delibere e degli atti stipulati tra il Comune e l’Università degli Studi di Messina, tanto da incorrere in una serie di errori marchiani. In primis l’ex Rettore è mal informato: al nostro insediamento nessun progetto esisteva fra la precedente amministrazione e l’Università retta proprio da lui. MeSmart non esisteva e Agorà era un mero titolo sulla carta. Entrambi i progetti sono stati elaborati dall’amministrazione dimissionaria e l’Università di Messina in forza di una convenzione stipulata sul PON METRO.

Il primo preteso “pacco” che secondo Navarra il Comune avrebbe tirato all’Università, riguarda la vendita da parte del Comune dell’ex Hotel Riviera all’Università di Messina che lo destinerà per la realizzazione di alloggi per gli studenti. L’ex Rettore Navarra non si è mai curato di affrontare un annoso problema che riguarda proprio l’Università di Messina, causato dall’assoluta carenza di alloggi per studenti e che influisce in senso negativo nel ranking di gradimento dell’ateneo messinese.

L’affidamento degli impianti sportivi all’Università non è un “pacco” ma il frutto della collaborazione tra enti pubblici che puntano ad ottenere risultati laddove altre amministrazioni hanno fallito e dove i privati non hanno dato garanzie adeguate. Ma vogliamo ricordare all’on. le Navarra l’allegra gestione del CUS i cui soci fondatori erano 10 suoi fedelissimi? Gestione degli impianti stranamente costata all’Università oltre 4 milioni di euro nonostante la delibera del Consiglio di Amministrazione dell’università del 27 novembre 2013 specificava che “tutte le attività sportive dovranno essere realizzate dal “C.U.S. UNIME A.S.D.” in regime di autofinanziamento, senza oneri, quindi, per l’Università degli Studi di Messina”. Al CUS spettava di farsi carico di “degli oneri e delle spese connesse” alla gestione degli impianti e della manutenzione ordinaria degli impianti.

Ovviamente come associazione privata il CUS assumeva chi voleva (oltre 150 istruttori) e faceva fare lavorare chi voleva (appalti, pulizie, sanificazioni, manutenzioni, attrezzature). Tutto questo sulle spalle dell’Università e sfruttando gli impianti che l’Università gli aveva dato gratis per fare entrare gli studenti che, alla fine, erano gli unici che pagavano anche se avevano diritto ad entrare gratis (oggi con la gestione diretta da parte di Unime entrano gratis.

Del resto che Navarra sia a dir poco “distratto” sui temi della gestione e del contenimento della spesa lo dimostra l’atto di citazione che gli è stato notificato dalla Corte dei Conti che ha contestato l’ex Rettore Navarra – unitamente all’allora Sindaco Accorinti e ai soci dell’epoca – la mala gestio della Innova Bic “sfociata nell’azzeramento del capitale sociale conferito dai soci pubblici […] avallata dai soci medesimi acquiescenti ad una gestione con risorse pubbliche senza alcuna utilità pubblica nonché dall’inerzia dell’organo di controllo analogo” (come testualmente affermato dalla Corte dei Conti nell’atto di citazione notificato all’on.le Navarra n.q. di rettore dell’Università degli Studi di Messina all’epoca dei fatti). Per completezza di informazione aggiungiamo che l’Amministrazione De Luca ed il Rettore prof. Cuzzocrea hanno posto rimedio a tale situazione deliberando il fallimento della Innova Bic e ponendo fine ad un vero e proprio sperpero di risorse pubbliche».

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