Messina, iniziati i lavori di demolizione dell’ex Teatro in Fiera

Si apre il cantiere dell’ex Teatro in Fiera di Messina. La storica struttura della città dello Stretto sarà demolita e ricostruita secondo il progetto reso noto dall’Autorità Portuale dello Stretto nei mesi scorsi. I lavori sono stati aggiudicati a febbraio 2020 per 7.460.689 euro e dovrebbero durare 330 giorni.

Montate le impalcature, gli interventi per la demolizione dell’ex Teatro in Fiera di Messina, storico edificio, simbolo, per tanto tempo, del commercio nella città dello Stretto, sono iniziati ieri, lunedì 7 febbraio 2021. Ad eseguire i lavori è la ditta che si è aggiudicata l’appalto l’anno scorso, la ATI Consorzio Stabile Progettisti Costruttori – BEICO s.r.l..

Una volta demolita l’attuale struttura, si procederà con la costruzione del nuovo edificio che sarà lungo 80 metri, largo 10 ed alto circa 7 metri. Al piano terra sono previsti un grande atrio d’accesso, una sala conferenza, una sala di rappresentanza e delle salette riunioni che daranno sul fronte est dell’edificio. Al primo piano, invece, troveranno collocazione delle ampie hall di attesa e gli uffici dell’Autorità Portuale dello Stretto, le cui stanze si affacceranno sul giardino della “Passeggiata a mare”. Nell’altra ala dell’edificio vi saranno, infine, una hall d’ingresso, un’ampia sala conferenze, al cui interno sarà possibile realizzare anche degli spettacoli, e tutti i servizi annessi.

Da un punto di vista architettonico, la nuova struttura che prenderà il posto dell’ex Teatro in Fiera di Messina manterrà alcune delle soluzioni razionaliste tipiche di alcuni edifici dell’ex quartiere fieristico, progettati da Adalberto Libera, Mario De Renzi e Vincenzo Pantano.

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2 Commenti

  • Alfredo Melita ha detto:

    Se ho capito bene, il “Teatro in fiera” che per decenni è servito agli spettacoli di prosae nel quale hanno recitato tutti i grandi attori dell’epoca, non sarà ricostruito. Quindi in questa città rimane un solo teatro non privato: il Vittorio Emanuele che è un teatro lirico assolutamente inadatto agli spettacoli di prosa. Credo sia molto difficile trovare un’altra città con 200.000 abitanti in questa situazione. Mi piace sperare che gli amministratori della nostra città, anche su pressioni della stampa cittadina alla quale la cultura sicuramente interessa, si rendano conto del danno che Messina subisce con la cancellazione del Teatro in Fiera e si adoperino affinché si modifichi l’interno della struttura magari rinunciando a qualche grande hall e a qualche inutile saletta tuttofare.

  • Rossella Bella ha detto:

    Purtroppo il primo che si alza la mattina comanda. Povera Messina, ognuno mette la sua. Secondo me dovevano ristrutturarla, non demolire. Abbiamo persone che, non essendo messinesi, non hanno ricordi né nostalgia di certi luoghi, ma agiscono per apparire fattivi in qualsiasi modo agli occhi di molti Ignoranti. Come pure creare case all’ex albergo di fronte la Caronte, per i baraccati. È giusto dare le case, ma non rovinare delle strutture che possono essere adibite per scopi comuni, sicuramente non dando le case ai baraccati là dove un appartamento costa più 200 mila euro. Da la garanzia dei voti per i prossimi anni. Vergogna

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