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«Messina ha bisogno di te»: la lettera di Gioveni a Cateno De Luca

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cateno de luca e libero gioveniCateno De Luca si dichiara pronto a consegnare le proprie dimissioni da Sindaco di Messina, ma il consigliere comunale Libero Gioveni non ci sta e gli invia una lettera con l’obiettivo di convincerlo a restare. «La città ha bisogno di te – scrive. Non devi fare come Michel Platini, ma come Zlatan Ibrahimovic. Vinceremo insieme questa finale».

La notizia è ormai nota. Dopo aver revocato l’ordinanza del 10 gennaio 2021, il Primo Cittadino è uscito di scena e si è ritirato un paio di giorni a Fiumedinisi “per riflettere”. Stamattina, dopo che già alcune voci erano circolate, Cateno De Luca ha rotto il silenzio social e pubblicato un post in cui ha annunciato che stasera leggerà in diretta sulla propria pagina Facebook la sua lettera di dimissioni, già pronta.

Dimissioni di Cateno De Luca? La lettera di Libero Gioveni

Pubblichiamo, in maniera integrale, la lettera inviata dal consigliere comunale Libero Gioveni, di Fratelli d’Italia.

«Caro Cateno – scrive –, non devi fare come Michel Platini, ma come Zlatan Ibrahimovic! E te lo dice uno juventino puro sangue! Platini si ritirò dal calcio a soli 32 anni, quando ancora era “le roi” (il re), mentre quel “diavolo” di Ibra, a 39 anni suonati, riesce ancora ad essere decisivo per far vincere la sua squadra! E tu? Proprio adesso che la tua squadra (la città) ha bisogno di te, che fai? Molli?? Getti la spugna? La lasci nelle mani degli “avversari”? No, questa cosa io, da cittadino e ancorché da consigliere comunale, pur con le tue legittime ragioni che vivaddio hanno certamente un loro fondamento, non le condivido e non le accetto!.

Attenzione, questa non vuole essere la classica “romanzina” fatta ad un Sindaco che certamente sa quello che fa e quello che vuole e che si assume la responsabilità delle sue scelte, ma di fronte alle gravissime conseguenze che scaturirebbero dalla tua possibile decisione di lasciare la guida della città proprio in questo periodo di estrema emergenza in cui dei nostri concittadini muoiono negli ospedali o che sono “prigionieri” nelle loro abitazioni o che vivono nel pieno dramma di una economia al collasso, la mia coscienza di modesto uomo delle istituzioni mi ha spinto a prendere carta e penna e scriverti.

Piena solidarietà al Cateno uomo per le minacce ricevute (e te lo dice uno che esattamente 10 anni fa, proprio perché stavo dando probabilmente fastidio a qualcuno durante la mia modesta attività politica alla Circoscrizione, subì un atto intimidatorio nella mia autovettura), ma al Cateno “sindaco” dico “Ruspigghiti”, guarda in faccia come sai fare i tuoi concittadini in difficoltà, rialza la testa, proteggili e vai avanti!

Invero, se da un lato non metto lingua sulle tue affermazioni rivolte all’immobilismo della politica regionale e nazionale, dall’altro non posso nascondere il mio dispiacere nel leggere dei tuoi riferimenti sul mancato sostegno della politica locale. Non è così (naturalmente mi limito solo al Consiglio Comunale) e tu, sindaco, lo sai! Sai benissimo che i nostri poteri, rispetto ad altri “poteri forti” come tu li definisci, sono parecchio limitati, ma nonostante ciò il nostro contributo, sia in Aula che fuori dall’Aula, sulla gestione dell’emergenza, l’abbiamo dato e non smettiamo di darlo.

Non abbiamo fatto mai mancare ai cittadini in difficoltà la nostra presenza, il nostro telefono acceso H24, le nostre proposte migliorative per aumentare i posti letto Covid in città o per i “drive in” mobili nei quartieri, le nostre audizioni in Commissione con i vertici ASP, le nostre denunce sui tanti loro disservizi e sui ritardi nei tamponi, le nostre richieste sui maggiori controlli e sanzioni, il nostro voto responsabile in Aula per le misure economiche ai cittadini e alle imprese in difficoltà e, in ultimo, i nostri suggerimenti per una eventuale modifica ad un’ordinanza che non dovevi affatto revocare e che ti invito, quindi, a ripresentare se ritieni, come credo sia palese, che una ulteriore “stretta” sia necessaria sulle attività non ritenute essenziali.

Leggo anche della tua condizione o ultimatum: “O tu o La Paglia”! Perché? Continuo con la metafora calcistica. Se un campione come Cristiano Ronaldo sa di giocare la “partita della vita” sapendo di avere un avversario scomodo come Messi, che fa non gioca?? Gioca eccome per vincere, e tu devi vincere per la tua città e per i Messinesi (anche quelli che non ti amano e che ti hanno ingiustamente criticato), perché questa nostra “partita per la vita” (nel senso pieno del termine stavolta) è troppo importante per non giocarla; non possiamo perdere a tavolino, sarebbe la fine prima ancora di giocarla!

Insomma Cateno, rientra in campo e fai un goal! Non siamo ancora al 90°! E vedrai che – conclude Gioveni –, insieme anche ai nostri “tifosi”, vinceremo tutti insieme questa finale!».

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  1. Certo,Caro Gioveni è stato ingiustamente criticato? Perché chi è se non può essere criticato? L’importante è che la critica non sfoci in violenza o minacce queste no..però dire che è stato ingiustamente criticato c’è ne vuole.

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