Messina Family Card, Gioveni: «Quando sarà possibile fare domanda?»

libero gioveni, consigliere comunale di messinaDopo la corsa per l’approvazione del bilancio di previsione 2021-2023, cui l’Amministrazione aveva legato lo stanziamento degli aiuti covid, il consigliere comunale Libero Gioveni chiede conto e ragione al sindaco Cateno De Luca per la riapertura delle istanze della Messina Family Card: «Quando sarà possibile fare domanda?».

Più nel dettaglio, il capogruppo di Fratelli d’Italia al Civico Consesso chiede al Primo Cittadino, all’assessore Carlotta Previti, all’assessore Alessandra Calafiore e alla presidente di Messina Social City Valeria Asquini, quali sono i motivi «che ancora ostano alla pubblicazione dell’avviso pubblico» per la nuova attivazione della Messina Family Card e quanto tempo occorrerà prima di poter presentare domanda.

«È già trascorsa esattamente una settimana dall’approvazione da parte del Consiglio Comunale del Bilancio di Previsione 2021 – sottolinea Gioveni –, che tra l’altro è stato oggetto di feroci polemiche da parte del Sindaco che sollecitava l’Aula ad approvarlo in fretta per poter sbloccare gli aiuti economici alle famiglie, in particolare l’attivazione della “Family Card” per la quale abbiamo previsto in Bilancio delle risorse pari a ben 6 milioni e 700.000 euro».

«Al netto – aggiunge – degli aiuti economici ed agevolazioni per le imprese e per i commercianti (esenzione di acqua, Tari e occupazione suolo pubblico per un totale complessivo di poco più di 2 milioni di euro più 4 milioni di euro per il nuovo bonus che si spera venga subito attivato dopo l’ultimazione della prima procedura ancora in atto), si vuole rammentare che in Bilancio sono state previsti anche altri aiuti alle famiglie come l’esenzione dei fitti degli alloggi comunali (450 mila euro) e il rimborso dei contributi delle utenze (274 mila euro) e degli affitti (197 mila euro), misure queste ultime che evidentemente dovranno essere adottate a “rendicontazione”, ma per le quali si chiede di trovare soluzioni, ove fosse possibile, per evitare di far anticipare queste spese alle famiglie in un periodo di palese difficoltà».

 

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