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Messina, si chiude il contenzioso con la ditta Schipani: il Comune pagherà 21 milioni di euro

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Sta per chiudersi il contenzioso tra il Comune di Messina e la ditta Schipani, affidataria nel 1981 del servizio di gestione e manutenzione dell’impianto di pubblica illuminazione nella città dello Stretto. La Giunta Basile ha infatti approvato lo scorso 28 ottobre 2022 la delibera che propone una transazione da 21 milioni di euro.

Facciamo un passo indietro. Nell’aprile del 1981 il Comune di Messina ha affidato il servizio di gestione e manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione alla ditta Schipani; affidamento divenuto effettivo con la firma del contratto nell’ottobre dello stesso anno, per un importo di 860.754.478 lire. Da lì, tutta una serie di disaccordi e contenziosi finiti in Tribunale, che hanno portato fino ad oggi. Ad annunciare l’imminente chiusura della questione era stato l’allora sindaco Cateno De Luca a inizio del febbraio 2022, qualche giorno prima delle dimissioni, al fianco proprio del suo futuro successore Federico Basile.

«Chiuso in questo momento – scriveva l’ex Primo Cittadino –, dopo 5 ore di confronto, accordo con impresa Schipani. Dopo oltre 20 anni di contenzioso con un rischio di circa 60 milioni di euro di condanna del Comune di Messina siamo riusciti a sottoscrive un accordo a 20 milioni di euro. Dopo due anni di trattative abbiamo fatto risparmiare alle casse comunali circa 40 milioni di euro».

La transazione approvata dalla Giunta Basile nelle scorse ore prevede, d’accordo con la ditta e sulla base delle trattative fatte in precedenza, che il Comune di Messina dovrà pagare alla ditta Schipani 21.253.027,69 euro. Il pagamento sarà corrisposto in tre rate annuali negli esercizi finanziari 2022, 2023 e 2024 per i seguenti importi: 6.670.000,00 euro, esclusivamente a titolo di interessi, entro il 31 dicembre 2022;  6.670.000,00 euro di cui 4.168.074,54 euro per interessi e 2.501.925,46 euro a titolo di sorte capitale entro e non oltre il 30 giugno 2023;  6.660.000,00 euro a titolo di sorte capitale a saldo del dovuto, fermo restando che la somma di 1.253.027,68 euro, a titolo di IVA, verrà versata direttamente all’Erario.

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