Lanciata una petizione per una spiaggia naturista (ufficiale) a Messina

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Su Change.org è stata lanciata una petizione per una spiaggia naturista ufficiale a San Saba, lungo la riviera tirrenica di Messina.

La richiesta – indirizzata al Comune di Messina, alla Giunta e al Consiglio comunale – è avanzata dopo il “blitz” dello scorso 26 luglio condotto dalla Polizia Municipale, in cui sono stati multati due bagnanti che stavano praticando del naturismo.

«I vigili – si legge nel testo della petizione – hanno multato due persone di 3mila 333 euro ciascuno ai sensi del decreto legislativo 8/2016, per atti contrari alla pubblica decenza».

Una petizione per una spiaggia naturista a Messina

La pratica del naturismo, nei luoghi pubblici, in Italia non è regolamentata da una legge. La prima proposta di legge venne presentata il 19 ottobre 1993 da Sauro Turroni dei Verdi. Sette anni dopo, la Camera dei deputati discusse per la prima volta la questione e nel 2001 nacque la proposta di legge; “Norme per il riconoscimento e la regolamentazione della pratica naturista” ma non si arrivò a nulla di fatto. Nel frattempo alcune Regioni hanno iniziato ad adibire delle zone adeguate per praticare il naturismo, una di queste è la spiaggia di San Saba a Messina.

«I seguenti cittadini – prosegue il testo della petizione – considerato che quel tratto di litorale è una spiaggia frequentata da naturisti da oltre 50 anni, segnalata su tutte le guide, e persino sul sito ufficiale del turismo in Sicilia si trova in posizione isolata, lontana dal centro abitato e dalla spiaggia solitamente frequentata da famiglie e da minori; negli ultimi decenni i fruitori naturisti si sono occupati volontariamente della pulizia di questo tratto di costa che per sua conformazione raccoglie i rifiuti che il mare deposita e che, data la posizione isolata, nessun altro raccoglierebbe, chiedono che tale porzione di spiaggia, segnalata con apposita cartellonistica, sia delimitata a uso esclusivo di attività naturista, previo accordo con associazioni nazionali riconosciute (a maggior tutela dei fruitori e dell’ambiente marino).

Il riconoscimento di questa porzione di spiaggia come “spiaggia naturista” costituirebbe un oggettivo elemento di richiamo turistico internazionale. Inoltre la costante presenza di fruitori naturisti, oltre che eventuali saltuari controlli da parte della polizia municipale, costituirebbero di per sé il principale deterrente per evitare lo svolgersi di episodi di altra natura o atteggiamenti non consoni che nulla hanno a che fare con la filosofia naturista». Già raccolte 166 firme delle 200 necessarie per presentare la proposta all’Amministrazione.

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  1. Premettendo che non riesco a capire la necessità di questa gente che vuole prendere il sole come ‘mamma li ha fatti’, dal momento che i costumi di oggi non lasciano spazio alla fantasia, quel tratto di spiaggia è un collegamento tra la spiaggia di Sparta’ e le montagne di sabbia di San Saba. Quindi se un bagnante sta facendo il bagno nella spiaggia del Torrente Muti e vuole vedere le montagne di sabbia, deve passare dalla spiaggia naturista. Inoltre anche alcuni ragazzini fanno escursioni in spiaggia per passare da un paese all’altro, in quanto la statale è senza marciapiede e pericolosa. I vigili se non sono chiamati non verranno mai a controllare, proprio perché è un angolo di spiaggia nascosto.
    Perché non la fanno dall’altro litorale la spiaggia naturista.

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