Il saluto di La Piana: “Lascio una città senza identità” E attacca la stampa

12063702_1001399943237298_924131979195123064_n“Avrei tanto voluto uscire di scena in silenzio, ma le illazioni che hanno seguito l’annuncio delle mie dimissioni mi hanno costretto a convocare questo incontro”. Inizia così il suo discorso di saluto Monsignor Calogero La Piana, durante la conferenza stampa svoltasi in mattinata nel palazzo della Curia. Com’è noto l’ormai ex Arcivescovo di Messina si è dimesso dall’importante carica ecclesiastica che ha rivestito per sette anni, un passo indietro riconosciuto ufficialmente da Papa Francesco che giovedì ha accolto la rinuncia.

Alla base della decisione seri motivi di salute, ma l’impressione è che Monsignor La Piana abbia scelto di farsi da parte anche per la complessità di un ambiente che spesso ha ostacolato il suo mandato. Con viva commozione, Calogero La Piana ricostruisce la vicenda leggendo ad alta voce la lettera inviata al Santo Padre lo scorso 16 maggio. “Una lettera di questo tenore non si scrive in poche ore – spiega La Piana – è motivata, ha una storia alle spalle che molti non conoscono e quindi non rispettano. Mi sento logorato nel fisico e nello spirito, voglio continuare a servire ma in modo più appropriato alle mie condizioni”.

La Piana non risparmia le critiche alla stampa, colpevole a suo dire di aver veicolato illazioni e falsità che nelle ultime settimane hanno preso piede anche tra i social network. E il riferimento non può che essere al polverone alzato in seguito all’operazione “Riciclo” che ha coinvolto il sindaco di Mazzarrà S.Andrea Salvatore Bucolo, arrestato, con un passato da seminarista e per anni iscritto all’Università Pontificia. Diverse allusioni anche all’indirizzo di Don Giuseppe Brancato, capo della Caritas Messinese e gestore di alcune parrocchie che avrebbero ricevuto denaro da TirrenoAmbiente. “Non sono stato in silenzio rispetto a questa vicenda – spiega La Piana – non sono obbligato a informare la stampa di ogni mio intervento. Bucolo è stato un seminarista, giovani che iniziano un cammino di formazione che non tutti portano a termine. E’ normale che si instaurino amicizie e rapporti, l’allusione alle Parrocchie e Don Giuseppe Brancato sono soltanto legati al fatto che Bucolo ha sempre vissuto dentro la comunità cristiana”.

“In seguito a questa vicenda – sottolinea La Piana – l’unica testa ad essere saltata è quella dei giornalisti non del Vescovo. Medito da anni queste scelte, non ho deciso di rinunciare perché è arrivato Bucolo o perché si sia permesso di dare soldi a una parrocchia gestita da un compagno di seminario. Costruzioni false – continua – riportare da chi deve per forza trovare giustificazioni. Potete accusarmi solo di essere stato me stesso, finora ho speso e logorato la mia vita, compromettendo la mia salute. Prima di scrivere bisogna conoscere, ho notato molti raccoglitori e spargitori di fango che annientano la dignità della persona. Intanto questa Chiesa è stata distrutta, così come la mia famiglia e chi mi sta vicino”.

La conferenza stampa rientra poi nei ranghi già stabiliti da chi l’ha organizzata, stroncando sul nascere ogni tentativo di ritornare sul terremoto giudiziario che ha colpito Mazzarrà S.Andrea. E Calogero La Piana conclude il suo discorso lanciando un forte messaggio alla città che sta per lasciare, dipingendo un quadro a tinte fosche. “Messina mi ha visto crescere, ho servito la città per come ho potuto ma non la lascio bene. Le vicende politiche non hanno certo aiutato questo popolo che è privo di identità e carattere. Il terremoto del 1908 ha causato anche questo. In varie occasioni ho provato a scuotere i messinesi, ma sono riuscito ad accendere fuochi di paglia che si sono esauriti in brevissimo tempo. Occorre lavorare per mettere legna più robusta per assicurare un futuro a una città difficilissima da gestire anche nel settore ecclesiastico”.

Giovedì 1 ottobre i fedeli potranno salutare Monsignor La Piana con una Messa che sarà celebrata in Cattedrale alle 17.

Andrea Castorina

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