I trucchi di Angela Gugliotta: «Se Messina fosse una donna userei un rossetto color Malvasia»

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In alcuni giorni speciali, come la notte di Capodanno, tutti abbiamo voglia di indossare abiti, colori e rossetti diversi dal solito. Anche solo per una notte concediamoci di essere unici. Così, per avere qualche consiglio in più, abbiamo fatto un paio di domande ad Angela Gugliotta, make up artist messinese che da sempre lavora nel mondo del cinema e della moda.

Angela Gugliotta ha iniziato a Palermo, a 24 anni, seguendo un corso di trucco curato da Stefano Anselmo, che è uno dei più importanti professionisti in questo campo. È Stefano Anselmo che ha definito, dal 1977, l’immagine di Mina. «Ho iniziato all’età di 24 anni, ero a Palermo, per i miei studi universitari, vidi un manifesto di un corso di trucco – racconta Angela – curato da Stefano Anselmo, il truccatore di Mina e presa di coraggio mi informai sul corso, da lì iniziai la mia carriera da truccatrice, poi ho frequentato lo Studio13 a Roma e l’Accademia cinematografica a Bologna».

La cosmesi decorativa

La cosmesi decorativa, quella che chiamiamo make up, ha origini lontane. Pensate che nell’antico Egitto, il trucco era un simbolo e aveva una precisa funzione. I contorni degli occhi venivano ripassati dal khol nero e gli ombretti riprendevano i colori vivaci delle pietre: il turchese, il verde, la terracotta. Da qui in poi, ogni civiltà e ogni cultura ha riletto l’arte della cosmesi in modo diverso, attraverso i canoni di riferimento dell’epoca.

I trucchi di Angela Gugliotta

Ma qual è stata l’esperienza più appagante vissuta da Angela Gugliotta? «A Firenze, a Palazzo Pitti. Insieme ad altri colleghi dovevo ricreare in maniera identica, con la tecnica del chiaro scuro e barbe finte su volti di modelli, gli autoritratti dipinti di uomini di tutte le epoche, per lo stilista Stefano Ricci, esposti appunto al Palazzo Pitti». La moda e il make up si intrecciano e si fondono insieme per dare vita agli stili. Per esempio, nel Settecento gli aristocratici andavano matti per tutte le gradazioni di rosso. Il colore veniva steso su un fondo bianco, per accendere le labbra.

Si teneva così tanto a questo rosso – scrive il conte di Vaublanc nelle sue “Mémoires” (1782) – che nella borsetta le donne tenevano una scatoletta con rosso, finti nei, pennelli e, oggetto indispensabile, lo specchio.

«La moda – aggiunge Angela – rispecchia sempre la società in cui viviamo. Il diktat della moda è: adottare lo smokey eye in periodi bui per occhi tenebrosi, ma anche restituire ottimismo con colori forti e decisi sulle labbra». Ma Angela, secondo te, l’immagine della donna, nel mondo del cinema e della moda, viene restituita in maniera corretta? «Esistono per fortuna diverse tipologie di donna, la moda e anche il cinema ti permettono di scegliere a quale categoria di donna appartenere, o decidere di essere chi vuoi, ogni giorno. Per esempio, io un giorno mi sveglio con la voglia di indossare un capo stile anni ’20, un altro giorno anni ’80, un altro mixarli, così per il make up.  L’opportunità rispetto al passato di poter scegliere sempre.

I miei trucchi raccontano diverse tipologie di donna, dalla ragazza acqua e sapone, con un trucco leggerissimo, alla donna raffinata ed elegante che ama intensificare con uno smokey eye gli occhi. Donne che ricordano gli anni ’60, ’70, i miei anni preferiti del make up, mixarli con nuance e texture diverse tra loro».

L’uomo si trucca

Non abbiamo scoperto niente di nuovo, anche l’uomo si trucca. Enrico II, il re di Francia, amava truccarsi con il volto colorato di gesso, giallo zafferano, rosso e i capelli ricoperti di cipria profumata alla violetta. L’uomo si trucca per nascondere le ferite, la stanchezza ma anche per distinguersi dagli altri.

«Gli uomini – continua Angela – si sono sempre truccati, vedi i Faraoni che intensificavano lo sguardo con il kajal, alla corte del Re Sole utilizzavano la biacca per sbiancarsi il viso e distinguersi dai contadini, gli indiani pelle rossa quando si dipingevano il volto per andare in guerra. Il trucco aveva una funzione, adesso lo si fa per un fatto puramente estetico, per intensificare uno sguardo, con un po’ di matita sulla rima palpebrale, con della terra per un incarnato più colorito».

I consigli di Angela Gugliotta

Chiaramente non possiamo non chiedere qualche consiglio a una professionista del make up come Angela Gugliotta. Cosa non dovrebbe mai mancare nel beauty di una ragazza? «Fondotinta leggerissimo per le correzioni della pelle, blush rosato sulle gote, e una tonalità di rossetto che restituisce luminosità al viso. Ovviamente detergere e idratare sempre il viso». E quali sono i colori da usare durante le feste natalizie per essere impeccabili? «Rossetto rosso rubino per chi ha delle labbra perfette. Un’altra chicca eye liner impreziosito da scaglie di diamante per la sera di Capodanno».

Messina e i progetti per il futuro

Angela è impegnatissima, tra sfilate di moda, set cinematografici e pubblicità, ma quali sono i prossimi progetti? «L’apertura di un’Accademia cinematografica e di Moda a Messina». A proposito, se Messina fosse il volto di una donna come la truccheresti? «La dipingerei con una tavolozza di ombretti color del mare dello Stretto: blu indigo, lapis cobalto, berry fino ad arrivare al ceruleo, la sua bocca color del vino da dessert, la malvasia».

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