Fondi per gli asili nido a Messina: si infiamma il botta e risposta tra Previti e Zafarana

collage valentina zafarana e carlotta previti«L’assessore Carlotta Previti deve rassegnare le proprie dimissioni immediatamente»: assume toni sempre più accesi lo scontro tra il vicesindaco e la deputata del Movimento 5 Stelle Valentina Zafarana che con queste parole risponde all’ultima replica dell’Assessore. La miccia che ha dato il via allo scontro è stata il bando della Regione Siciliana per il finanziamento di asili nido e micro asili.

Il Comune di Messina ha partecipato all’avviso, ma non ha ottenuto i fondi. Immediato il commento di Valentina Zafarana e della collega del M5S Cristina Cannistrà che hanno riportano a galla un vecchio post del sindaco Cateno De Luca in cui questi scriveva: “Finanziati due micro nido al Comune di Messina”. Questo il commento dell’Onorevole: «Possono De Luca e Previti spiegarci perché ad agosto 2019 avevano annunciato trionfalmente che i progetti erano stati finanziati quando erano stati soltanto “ammessi a valutazione”? Mentivano, o semplicemente non avevano capito cosa c’era scritto nel decreto?».

Alle considerazioni delle due esponenti del Movimento 5 Stelle (che trovate qua), Carlotta Previti ha replicato con una nota pubblicata su Facebook e sul sito del Comune in cui accusava la deputata Valentina Zafarana di aver letto, e commentato, il bando sbagliato: «Pur comprendendo il suo sforzo le faccio presente che il punteggio a cui si riferisce non è del bando a cui ha partecipato il comune di Messina».  Ma secondo l’esponente del Movimento 5 Stelle a sbagliare avviso è proprio il Vicesindaco.

Qui il post del sindaco Cateno De Luca, e qui qualche informazione sul bando.

Vediamo prima la nota dell’assessore Carlotta Previti e poi quella della deputata Valentina Zafarana (in ordine cronologico).

Carlotta Previti: «Asili nido, Zafarana ha letto il bando sbagliato»

Primo piano dell'assessore Carlotta Previti, giunta di Cateno De Luca - Messina

Questa la nota del vicesindaco Carlotta Previti:

«On.le Zafarana, replico io perché il Sindaco non ha tempo da perdere su questioni prive di fondamento – scrive. Pur comprendendo il suo sforzo le faccio presente che il punteggio a cui si riferisce non è del bando a cui ha partecipato il comune di Messina. Il bando da lei citato è l’Avviso per Strutture per Centri Aducativi Diurni per minori di età 4-18 pubblicato in data 16.02.18 (non c’eravamo ancora). Il bando per asili nido è a valere sui Fondi FSC 2007-2013 (Delibera Cipe n. 79/12) pubblicato sulla GURS n. 55 del 21.12.18 dedicato alla Realizzazione di Micro Nidi per minori 0-3 anni.

I punteggi a cui si riferisce pertanto sono errati – prosegue. Mi dispiace. Non c’era affatto un limite minimo di 60, su 66 proposte presentate ne sono state finanziate 35 solo perché la dotazione finanziaria non consentiva di finanziare tutte le ammissibili. Non era di 2 punti il punteggio per i beni confiscati. Le nostre proposte si distaccavano di soli 3 punti dalla 35esima. Onorevole ha sbagliato bando. Mi dispiace. E forse non sono stata sufficientemente chiara nel farle comprendere che questi 2 progetti sono finanziati grazie al fatto che questa amministrazione, attraverso l’art. 5 della Convenzione di Agenda Urbana, attiva lo scorrimento della graduatoria del PO FESR. I cantieri si apriranno appena trasmesso il decreto di finanziamento trattandosi di progetti esecutivi.

I 3 milioni di euro ottenuti con la delibera CIPE 25/2019 non sono stati un premio?​ On.le spero sia felice che questa amministrazione ha registrato nel 2018/2019/2020 la migliore performance a livello regionale: si è balzati da € 2.938.754,6 nel dicembre 2017 a ben € 21.051.067,63 nel dicembre 2018 a € 45.500.56,97 nel dicembre 2019 e a oggi gli impegni finanziari ammontano a € 47.321.171,04 nonostante i centri di spesa siano una trentina in più rispetto alle città di Catania​ e Palermo unici soggetti beneficiari. E, sempre nel Patto, lei lo sa che a livello nazionale Messina si colloca al secondo posto dopo di Napoli? ​ E che siamo i primi in Italia per trend di crescita di impegni finanziari? Mi dispiace ma anche su Agenda Urbana ha informazioni errate: la versione Accorinti (in cui non era prevista la ristrutturazione di asili nido) è stata totalmente riprogrammata dalla Giunta De Luca con Delibera di Giunta n. 25 del 21.01.19 nell’ambito della quale abbiamo inserito progetti per la realizzazione di 2 Asili nido a Palazzo Saya e Villaggio CEP Granatari per l’importo di 1,9 milioni di €. Sul risanamento aspetto una risposta degna di un’onorevole del Parlamento siciliano e non che “ho mischiato sauri e ope”. Chi vive nelle baracche merita una risposta seria. E concreta».

La risposta di Valentina Zafarana: «Sbaglia lei, dimissioni immediate»

Questa la replica di Valentina Zafarana:

«Fermi fermi fermi. Attenzione. Qui la questione si fa tremendamente seria. Vi informo che questo post (molto lungo, perdonatemi) si concluderà con la richiesta di dimissioni immediate dell’Assessore Carlotta Previti che, nelle dichiarazioni che vi riporto, commette degli errori così marchiani da non poter consentire che ricopra un ruolo tanto importante. Sono seriamente preoccupata, perché se un Assessore non è in grado di distinguere un bando dall’altro, mi chiedo in che mani sia finita la mia Messina. Ora risponderò una per una alle sue affermazioni (sinceramente incredibili) riportandole fra virgolette, senza scendere nel terreno delle offese perché non mi appartiene e lo ritengo tipico di chi non ha argomenti.

1. “Il bando da lei citato è l’Avviso per Strutture per Centri Educativi Diurni per minori di età 4-18 pubblicato in data 16.02.18”. Assolutamente e indiscutibilmente no.

2. “Il bando per asili nido è valere sui Fondi FSC 2007-2013 (Delibera Cipe n. 79/12) pubblicato sulla GURS n. 55 del 21.12.18 dedicato alla Realizzazione di Micro Nidi per minori 0-3 anniÈ esattamente ciò di cui ho parlato nei miei comunicati stampa e nei miei post. E adesso glielo dimostro.

3. “ I punteggi a cui si riferisce pertanto sono errati. Mi dispiace. Non c’era affatto un limite minimo di 60”. Cominciamo da qui. A questo link trovate l’Avviso di cui si discute. FSC 2007-2013, delibera CIPE 79/2012, approvato con DDG n.2427 del 29/11/2018, pubblicato nella GURS n. 55 del 21.12.18. Trovate tutto (tranne la graduatoria definitiva) qui.  Ora aprite l’Avviso e andate a pagina 13, paragrafo 4.5, n.2. Leggiamo testualmente: “Non saranno ritenute ammissibili le proposte progettuali che non raggiungeranno il punteggio minimo di punti 60/100”. Chiaro? Punteggio minimo di 60 su 100. Diceva, Assessore?

4. “Su 66 proposte ne sono state finanziate 35”. Sbagliato. Su 66 proposte presentate ne sono state prima “ammesse a valutazione” 49, poi ampliate a 54. E di queste 54 ne sono state finanziate 37, non 35.

5. “Solo perché la dotazione finanziaria non consentiva di finanziare tutte le ammissibili”. La scoperta dell’acqua calda. Se c’è bisogno di una graduatoria è perché non si possono finanziare tutte, altrimenti a che servirebbe analizzare, esaminare e valutare i progetti? Incredibile doverlo sottolineare.

6. “Non era di 2 punti il punteggio per i beni confiscati” – Torniamo all’Avviso. Sempre a pagina 13 c’è una tabella. Alla voce B.3 e leggeremo che la “realizzazione di nuovi nidi d’infanzia (asili nido e micro nido) in un bene confiscato” assegnava un massimo di due punti in casi di “Sì” e zero punti in caso di “No”. Nessun altro punto veniva assegnato in merito allo sviluppo del progetto in un bene confiscato. Restava solo come “titolo preferenziale” in caso di parità di punteggio in graduatoria (pag. 15, numero 5, lettera b.). Diceva, Assessore?

7.  “Le nostre proposte si distaccavano di soli 3 punti dalla 35esima” – Finalmente una cosa vera. Tre punti dalla 35esima. E 24 punti dalla prima. E 10 punti dalla 20esima. Quanti beni confiscati avranno usato gli altri Comuni, eh? Però è curioso che lei citi la 35esima. Perché proprio la 35esima e la 34esima sono le due proposte che, nonostante non fossero realizzate in beni confiscati, sono state finanziate. Le ripeto la domanda: dato che non usavano alcun bene confiscato, dove hanno preso i punti, Palermo e Nicolosi? (evidenziate in celeste, qui)

8. “Onorevole, ha sbagliato bando”. Prego? Ne è ancora sicura? O magari ha sbagliato lei?

9. “I 3 milioni di euro ottenuti con la delibera CIPE 25/2019 non sono stati un premio?” No, non sono stati un premio. E andiamoci anche qui con i documenti. Intanto la delibera CIPE non è la numero 25 ma la numero 15, e la trovate qui. Nella seconda pagina cominciamo dal primo paragrafo nel quale leggiamo “in data 18 marzo 2019 la Cabina di regia […] ha condiviso l’opportunità di integrare i Patti per lo sviluppo delle città metropolitane del Mezzogiorno con una linea di intervento […] per l’attuazione di un «Piano straordinario asili nido» finalizzato alla costruzione di nuovi asili per l’infanzia limitatamente ai comuni capoluogo delle città metropolitane del Mezzogiorno”.

Due paragrafi dopo leggiamo ancora “tale Piano costituisce un’integrazione dei rispettivi Patti per lo sviluppo, con una assegnazione di 3 milioni di euro a favore di ciascuna città metropolitana del Mezzogiorno”. In ultimo leggiamo subito dopo la parola “Delibera”: “è disposta la nuova assegnazione di 21 milioni di euro in favore delle città metropolitane del Mezzogiorno, per un importo di 3 milioni di euro per ciascuna città metropolitana ad integrazione dei rispettivi Patti per lo sviluppo”. All’articolo 4 della deliberazione troviamo l’elenco delle città metropolitane interessate. Nessun premio assessore, assolutamente nessuno. Come fa ad inventare una fandonia del genere? Diceva, Assessore?

10. Evito di citare tutta la vanagloria espressa dall’Assessore, mi permetto solo di fare notare una semplicissima contraddizione: se Messina è questa incredibile realtà di risultati e performance, ed è stata premiata per questo, come mai sarebbero state “premiate” anche Catania, Palermo, Reggio, Cagliari, Bari? Insomma, quei tre milioni ce li hanno dati perché siamo stati bravi, o li hanno dati a tutti? Diceva, Assessore?

11. “Su Agenda Urbana la versione Accorinti è stata totalmente riprogrammata dalla Giunta De Luca con Delibera di Giunta n. 25 del 21.01.19”. Benissimo, andiamo a verificare allora. Per comodità mi riferirò esclusivamente ai 1,9 milioni previsti per la misura 9.3.1 (quella di cui si vantano l’Assessore e De Luca). Qui trovate la delibera del 2017 della Giunta Accorinti. A pagina 39 del file, troverete il “Piano Finanziario” previsto. Lì viene chiaramente riportato che per la misura 9.3.1 è previsto uno stanziamento di 1,9 milioni.

Nella pagina precedente scoprite come li voleva usare, quei soldi. Adesso vi presento un altro documento, che è la famosa “Convenzione di Agenda Urbana” tanto amata dall’Assessore. Bene, andate a pagina 7 e troverete scritto nero su bianco che la delibera di Accorinti è stata “ritenuta coerente con le finalità dell’Agenda Urbana e valutata positivamente”. Ora cercate in tutta la convenzione traccia di una qualsiasi riprogrammazione, e se la doveste trovare fatemelo sapere. Se ci fosse, sicuramente sarebbe citata (come è citata la prima proposta di programmazione, infatti). Zero, nulla, nisba. Perché “riprogrammare” vuol dire decidere di utilizzare quei soldi per altre cose, ma quei soldi sono a disposizione per merito altrui.

Io, davvero, sono basita. Non pensavo di poter leggere da parte di un assessore (e vicesindaco), tali e tante castronerie, fandonie (se non falsità, ma, come ho detto, non voglio credere nella malafede).
Ma sinceramente un’uscita del genere non può restare impunita. Caro Assessore, lei ha sbagliato bando – conclude l’onorevole Valentina Zafarana –, mi dispiace. Lei ha spacciato per premi dei finanziamenti ordinari, lei ha spacciato per propri successi dei fondi ottenuti da amministrazioni differenti.

Insomma, non sono stata io a sbagliare bando, ma lei a sbagliare mestiere. Chi si macchia di errori e comportamenti così gravi (non sapeva nemmeno di che bando stessimo parlando… ma vi pare possibile?), non può continuare a ricoprire un ruolo così importante e di responsabilità. L’assessore Previti deve rassegnare le proprie dimissioni immediatamente».

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