Fase 2. Il dpcm Conte non convince Musumeci: «Misure troppo stringenti, da rivedere»

nello musumeci a messina per l'avvio dei lavori torrente catarratti-bisconte messinaIl dpcm Conte del 26 aprile non convince il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, che definisce le misure contenute nel decreto «o troppo stringenti o contraddittorie», e annuncia di stare lavorando con gli altri governatori a delle richieste da sottoporre a Palazzo Chigi per «salvare il salvabile».

Intervistato nella giornata di ieri dall’emittente Telecolor, Nello Musumeci ha criticato in buona parte le misure previste dal Governo di Roma per la Fase 2, quella della convivenza con il coronavirus: «Dico queste cose – ha sottolineato – pur avendo adottato in Sicilia provvedimenti severi, che però hanno dato risultati. Occorre riuscire a coniugare la linea della prudenza con quella della ripartenza».

Nello specifico, le riserve espresse dal Presidente della Regione Siciliana riguardano le misure previste per la riapertura a giugno di attività quale quelle di barbieri, parrucchieri, bar e ristoranti. Secondo Nello Musumeci, in questo caso, il Governo centrale si starebbe muovendo in maniera spesso contraddittoria imponendo misure troppo stringenti per chi deve rimettere in piedi la propria attività.

Ma a preoccupare il Governatore della Sicilia è, chiaramente, anche il settore del turismo, che rischia ricadute economiche negative non indifferenti: «Per questa ragione – ha spiegato – ho autorizzato i lidi alla pulizia delle spiagge e a tutte le iniziative necessarie in attesa dell’apertura della stagione balneare».

Fatte queste puntualizzazioni, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha comunicato di essere in contatto con i governatori di altre regioni con i quali si starebbe lavorando a delle richieste da presentare al premier Giuseppe Conte. «Prima però – ha concluso – dobbiamo metterci d’accordo perché anche tra di noi c’è chi dice cose diverse».

 

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