castello di roccavaldina

Dal castello alle 239 maioliche dell’antica farmacia: alla scoperta del borgo di Roccavaldina

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Un’antica farmacia con all’interno oltre 200 maioliche, un castello, l’antico Palmento e tanto altro: il borgo da visitare nel weekend per questa settimana è Roccavaldina, paesino di 991 abitanti. Ma andiamo con ordine e vediamo un po’ di storia, cosa visitare e cosa mangiare nel piccolo Comune della provincia di Messina.

Torna l’appuntamento settimanale con la Newsletter di Normanno.com, e con lei tornano anche i consigli su cosa fare a Messina e provincia. Abbiamo quindi la guida agli eventi e una breve escursione virtuale nei dintorni della città dello Stretto. Questo fine settimana “lungo”, perché coincidente con Pasqua e Pasquetta, abbiamo scelto un borgo della provincia di Messina ad appena 40 minuti di macchina dal capoluogo. Ma bando alle ciance, vediamo un po’ cosa c’è da esplorare a Roccavaldina.

Partiamo, come di consueto, con un po’ di storia (cui arriviamo grazie al sito del Comune di Roccavaldina). Un primo insediamento si fa risalire al 260 a.C., quando, dopo la battaglia di Milazzo, l’antica Lavina (così si chiamava al tempo) fu affidata a un tribuno romano. Il nome deriverebbe, si suppone, dalla vicinanza con un fiume noto per la sua acqua freschissima. Col passare del tempo, il territorio passò di mano in mano, dopo i bizantini vi furono gli arabi e i normanni. Passerà poi sotto il dominio degli Aragonesi che, dopo i Vespri Siciliani, divideranno in due il territorio.

Tra le cose da vedere, segnaliamo il castello di Roccavaldina, che sorge su un’antica posta romana – fermata per il cambio dei cavalli –, Pyxus, trasformata poi in fortificazione in epoca normanno-sveva. Intorno al 1500 il Castello diventa una fortezza baronale, struttura difensiva ma anche residenza della nobile famiglia Valdina (dove oggi si festeggiano anche i matrimoni).

museo farmacia di roccavaldinaMa ciò per cui Roccavaldina è famosa in tutta la Sicilia è l’antica farmacia, risalente al 1628. Al suo interno sono custoditi 239 vasi di ceramica, dove venivano conservate le medicine, realizzati dalla bottega dei Patanazzi, noti maiolicari di Urbino. Per saperne di più è possibile consultare la pagina Facebook del Museo Farmacia.

Da vedere a Roccavaldina anche la Fontana Lea, risalente al 1673; un antico lavatoio dell’800, utilizzato fino agli anni ’70; il Duomo, circondato da un area verde, il cui cenobio è stato recentemente oggetto lavori di restauro; l’antico Palmento. Tra i piatti tipici: i bignè di ricotta, i Cucciddateddi, il dentice in acqua pazza, le spumette di nocciola.

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