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Covid. Quante dosi di vaccino dovrebbe somministrare la Sicilia secondo il Governo

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“Una testa, un vaccino”. È questo il nuovo principio guida del piano vaccini anti-Covid realizzato dal generale Francesco Paolo Figliuolo. Dopo il mancato raggiungimento dell’ambizioso obiettivo di 500.000 dosi al giorno, il Governo ha deciso di intervenire con un approccio diverso, chiedendo uno sforzo maggiore alle Regioni.

Le direttive diffuse da Palazzo Chigi impongono a Regioni e Province Autonome un nuovo target giornaliero di somministrazioni da rispettare nell’arco di sette giorni. Tali valori vengono confermati ai referenti regionali dieci giorni prima dell’inizio della settimana.

La Sicilia dovrà somministrare oltre 25mila dosi di vaccino al giorno

Secondo le stime dell’Ufficio per l’emergenza nazionale Covid, la Sicilia dovrebbe inoculare 25.429 dosi di vaccino al giorno e 178.002 ogni settimana, risultato per il momento lontano  (ieri sono state 18.460 le somministrazioni e dal 13 al 20 aprile 136.816), ma praticabile quando aumenteranno le consegne dei vaccini.

Intanto, la Sicilia ha ricevuto una fornitura da 33.400 dosi del vaccino americano Moderna, mentre il Presidente Musumeci ha dichiarato che le somministrazioni del vaccino Astrazeneca sono quadruplicate.

«Il rispetto da parte delle Regioni dei target giornalieri è essenziale per l’avvicinamento progressivo all’obiettivo delle 500 mila somministrazioni al giorno indicato nel piano vaccinale, di previsto raggiungimento nell’ultima settimana di aprile – si legge nella nota pubblicata dal Governo – senza che si verifichino soluzioni di continuità nell’attività di somministrazione».dosi vaccino sicilia

Questi valori target sono stati stabiliti «nell’ottica di un aumento progressivo del numero di cittadini cui vengono somministrati i vaccini». La loro formulazione viene definita sulla base di una gradualità che «consentirà di raggiungere gli obiettivi auspicati, rapportando le capacità di somministrazione alla disponibilità di dosi».

Prima i più fragili

Il generale Figliuolo ha inoltre chiesto alle Regioni di focalizzarsi su un’altra questione altrettanto urgente, ovvero la vaccinazione dei più fragili, che non è ancora decollata uniformemente sul territorio nazionale. «Dai dati in possesso – spiega – emerge che le categorie poste in priorità non risultano ancora coperte da vaccino in proporzione tale da garantire ad oggi la loro messa in sicurezza».

Il Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 ha infine precisato che tutti gli enti locali devono attenersi puntualmente al dettato dell’ordinanza «senza estendere, fino a nuove disposizioni di questa struttura, le prenotazioni a soggetti di età inferiore ai 60 anni».

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