Coronavirus. Regioni rosse, arancioni e gialle. L’Italia del nuovo Dpcm Conte

giuseppe conte illustra il dpcm del 24 ottobre 2020 per contrastare il coronavirusIl Premier Giuseppe Conte torna a parlare in conferenza stampa agli italiani ed illustra i dettagli del nuovo dpcm contro il coronavirus. Occhi puntati sulla divisione del Paese in regioni rosse, regioni arancioni e regioni gialle.

«Il virus da noi sta circolando, sta correndo forte, anche violento – afferma Conte. Dal 19 al 25 ottobre, il numero dei nuovi casi è raddoppiato rispetto alla settimana precedente. Dobbiamo necessariamente intervenire per rallentare la circolazione del virus. I numeri complessivi sono in aumento».

Il nuovo dpcm prevede misure differenziate nelle varie regioni del Paese e il Presidente del Consiglio dei Ministri spiega il perchè. «Misure uniche su tutto il territorio produrrebbero un duplice effetto negativo: misure non efficaci nelle regioni a maggior rischio e finiremmo per imporre misure irragionevolmente restrittive in aree del paese in cui il rischio è minore».

«L’Italia viene divisa in 3 aree: area gialla, area arancione ed area rossa, ciascuna con proprie misure restrittive – prosegue Giuseppe Conte. Le misure entreranno in vigore venerdì, per consentire a tutti di organizzare le proprie attività. Con future ordinanze verranno forniti aggiornamenti sulle condizioni delle varie regioni, in base all’esito del monitoraggio periodico».

Non ci sono regioni verdi: la pandemia corre ovunque.

«Comprendiamo il disagio – conclude il Premier – ma dobbiamo tenere duro. Ci aspettano mesi duri e difficili ma con l’impegno di tutti possiamo raffreddare la curva epidemiologica».

Regioni Gialle

Le regioni Gialle sono:

  • Abruzzo,
  • Basilicata,
  • Campania,
  • Emilia Romagna,
  • Friuli Venezia Giulia,
  • Lazio,
  • Liguria,
  • Marche,
  • Molise,
  • Sardegna
  • Toscana
  • Umbria
  • Veneto
  • Trento e Bolzano.

Regioni Arancioni

Le regioni Arancioni sono:

  • Puglia,
  • Sicilia

Regioni Rosse

Le regioni rosse sono:

  • Calabria,
  • Lombardia,
  • Piemonte,
  • Valle d’Aosta.

Cosa succederà, quindi, in Italia da venerdì? Di seguito tutte le restrizioni differenziate per regioni gialle, arancioni e rosse.

Zona gialla (misure valide su tutto il territorio nazionale)

  • Coprifuoco dalle 22.00 alle 5.00;
  • Musei e mostre chiusi;
  • Didattica a distanza al 100% per le scuole superiori;
  • Capienza al 50% per i mezzi pubblici (bus, tram, metro, treni regionali);
  • Centri commerciali chiusi nel weekend (sabato e domenica) e nei giorni festivi;
  • Sospesi i concorsi pubblici, compreso quello della scuola.

Zona arancione (scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto)

Oltre alle regole valide nella zona verde, si aggiungono altre restrizioni:

  • Bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie chiusi sette giorni su sette. Restano consentiti asporto e domicilio;
  • Divieto di spostamento in un comune diverso da quello di residenza o domicilio, salvo che per comprovate esigenze di lavoro, studio o salute.

Zona rossa (scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto)

Oltre alle regole valide nella zona verde, si aggiungono altre restrizioni:

  • È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita;
  • Didattica a distanza per II e III media e per le scuole superiori;
  • Chiusi tutti i negozi, a esclusioni di quelli che vendono prodotti essenziali (come farmacie e alimentari);
  • Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie). Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22.00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze;
  • Si può fare attività motoria vicino casa in maniera individuale;
  • I datori di lavoro pubblici limitano la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza, anche in ragione della gestione dell’emergenza; il personale non in presenza presta la propria attività lavorativa in modalità smart working.

 

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