Coronavirus. Ora Messina attacca De Luca: «paradossale l’ordinanza sul commercio»

consiglieri comunali di ora messina, giandomenico la fauci e francesco paganoLa nuova ordinanza del sindaco Cateno De Luca non convince Ora Messina che definisce le imposizioni al commercio «paradossali» e critica aspramente il comportamento del primo cittadino di Messina, derivante, secondo i consiglieri da un «bisogno di protagonismo».

Nello specifico, l’ordinanza emanata dal Sindaco della città dello Stretto, che entrerà in vigore a partire da stasera, prevede orari di apertura e chiusura ben precisi per tutti i negozi lasciati aperti dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri: chi vende prodotti di prima necessità come i beni alimentari seguirà l’orario 7-18; chi invece si occupa di altri prodotti, seguirà l’orario 8-14.

Secondo il gruppo consiliare Ora Messina (Giandomenico La Fauci e Francesco Pagano), tali orari, soprattutto nel caso dei supermercati, rischieranno di creare maggiore affollamento. «Accorciare il tempo di apertura delle rivendite alimentari – si legge nel comunicato stampa – non tutela la salute ma invita, in maniera inconscia, le persone ad accalcarsi in numero maggiore per paura di non riuscire a fare la spesa. Altra questione quella della reperibilità: perché costringere i commercianti di alcune categorie a chiudere alle 15 per poi essere a disposizione – e quindi in giro – fino alle 20?». Inoltre, a far storcere il naso ai consiglieri è anche l’obbligo, contenuto nell’ordinanza De Luca, per gli esercizi commerciali di provvedere alla sanificazione dei locali ogni 48 ore.

«Cavalcare l’emotività di un momento tanto delicato – dichiarano – ci pare una grave mancanza di senso di responsabilità. Ancora una volta fatichiamo – davvero tanto – a comprendere il bisogno di protagonismo del sindaco De Luca, voglioso di modificare il decreto governativo firmato solo qualche giorno fa.

«Per quale motivo – incalzano i consiglieri – la nostra città non può attenersi alle indicazioni, obblighi e divieti già imposti dalla Presidenza del Consiglio? Perché il sindaco De Luca insiste nel voler imporre le sue modifiche al decreto? La smania di protagonismo non è certamente accettabile in questo frangente, neanche utile dato che confonde la cittadinanza e instilla una maggior paura. Non comprendere, infatti, che contrastare le misure governative faciliti il panico e la sfiducia dei cittadini rappresenta un grossolano errore.

«Comprendiamo il bisogno di mettere al sicuro la città di Messina – precisano i consiglieri –, non comprendiamo per quale motivo non è possibile farlo secondo un decreto già esistente. Si faccia rispettare quello, magari attuando solo restrizioni dettate dal comportamento dei cittadini. Chiudere parchi e ville, ad esempio, come fatto in altre città è soluzione accettabile e giusta».

Secondo gli esponenti di Ora Messina, la parte più controversa della nuova ordinanza è quella che riguarda gli orari di apertura e chiusura imposti dal Sindaco De Luca agli esercizi commerciali, soprattutto a quelli che vendono generi di prima necessità come i supermercati: «Accorciare il tempo di apertura delle rivendite alimentari – scrivnono – non tutela la salute ma invita – in maniera inconscia – le persone ad accalcarsi in numero maggiore per paura di non riuscire a fare la spesa. Altra questione quella della reperibilità: perché costringere i commercianti di alcune categorie a chiudere alle 15 per poi essere a disposizione, e quindi in giro, fino alle 20?»

Ma non solo. Secondo i consiglieri comunali di Ora Messina un altro punto di difficile gestione è quello riguardante l’obbligo di sanificazione dei locali degli esercizi commerciali ogni 48 ore, che rappresenterebbe: «Un costo assurdo per singolo esercente, una spesa che non giustificherebbe quindi le aperture. Un mezzuccio ideato per costringere alla chiusura. Come si può pensare di mettere paletti cosi complessi agli esercizi di beni di prima necessità come panifici, macellerie e simili? Area ampia questa, perché in un momento in cui anche i lavoratori del commercio e del pubblico impiego sono costretti a recarsi sul posto di lavoro, anche lavoratori come meccanici e simili diventano necessari. E come si può chiedere loro di sanificare a cifre importanti a fronte di un lavoro, comunque, in diminuzione? Perché, invece, non si prende esempio da altre realtà dove sono stati prorogati i tempi per i pagamenti dei tributi comunali

«Siamo di fronte – concludono i consiglieri – all’ennesimo tentativo di far trionfare il proprio volere di sindaco verso quello del nostro Governo. Siamo di fronte a paradossi che il sindaco De Luca preferisce cavalcare pur di apparire».

(2022)

4 Commenti

  • Antonio ha detto:

    Ma perché non pensa a fare il sindaco…ovvero a sistemare le buche, l’illuminazione pubblica,il verde ecc…ecc…?

    • Bullo ha detto:

      Il sindaco lo sta facendo tutelando la salute di tutta la città, anche con atti di protagonismo come qualcuno sostiene. Certo non ha modi di fare ortodossi, ma qualcosa sta facendo mettendoci sempre la faccia. Te lo dice una persona che è fra le tante ad essere bistrattata essendo suo dipendente.

  • Serafina ha detto:

    Dinnanzi ad una emergenza così grave che solo ignoranti e stupidi ancora non hanno voluto capire,il sindaco sta mettendo in campo delle soluzioni drastiche,ma giuste! Si dovrebbero vergognare tutti quelli che in questo momento lo criticano perché sicuramente non stanno pensando al bene dei Messinesi , ma alla propria gobba che al virus, però , non riguarda perché può arrivare anche a loro !

  • messinese ha detto:

    Sono d”accordo con quanto saggiamente espresso dai consiglieri, già il governo aveva emanato misure drastiche e giuste per la protezionecdei cittadini, l’unica cosa che coscienziosamente dovrebbe fare il sindaco e farle, rispettare pedissequamente. Ma il sindaco al solito vuole differenziarsi per far parlare di sé, per continuare la sua campagna elettorale permanente, utilizzando qualunque pretesto, persino una tragedia. Ridurre l’orario di apertura dei supermercati e pura follia e demagogia, significa non permettere di fare la spesa a chi come me ritorna dal lavoro la sera e non ha altra possibilità, e significa soprattutto creare inutile disagio ai cittadini che dovranno subire maggiori tempi d’attesa in fila e maggiore consequenziale affollamento nell’orario di apertura così ridotto, accrescendo iesponenzialmente l rischio di contagio. Solo noi a Messina, in tutta Italia.
    Atteniamoci piuttosto alle direttive del governo, perché il Prefetto non interviene a tutela dei cittadini e delle istituzioni i?

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