Chiesto lo stato di emergenza nazionale per Vulcano: preoccupano i livelli di gas

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Preoccupano ancora i fenomeni gassosi che si stanno verificando sull’isola di Vulcano, dell’arcipelago delle Isole Eolie. La Regione Siciliana ha quindi chiesto «lo stato di emergenza di rilievo nazionale» per un periodo di sei mesi. Già il 19 novembre, la Regione aveva dichiarato per Vulcano lo stato di crisi e di emergenza regionale. Ma adesso, per Musumeci, è necessario l’intervento di più risorse, soprattutto per tutelare i vulcanari, così come vengono chiamati gli abitanti dell’isola.

«La richiesta di innalzare il livello dell’emergenza – si legge nella nota della Regione Siciliana –, affidando la direzione e il coordinamento delle attività alla Protezione civile nazionale, su proposta del dipartimento regionale della Protezione civile, si è resa necessaria per attivare ogni ulteriore iniziativa utile a garantire la risposta operativa sul territorio, la mitigazione dei rischi e l’assistenza alla popolazione colpita».

Intanto prosegue il monitoraggio dei gas vulcanici, da parte del Gruppo tecnico della Protezione civile nazionale e regionale, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Vigili del fuoco, Arpa Sicilia, Asp di Messina, Dipartimento per le Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico dell’assessorato regionale alla Salute, Ispra, Inail e Istituto superiore di sanità.

Vulcano in stato di emergenza

A metà ottobre, dopo 130 anni di inattività l’isola di Vulcano si è risvegliata. Da qui sono partite le ordinanze del Sindaco di Lipari Marco Giorgianni che aveva vietato le scalate dei crateri di Vulcano e l’ingresso ai non residenti. «L’evolversi non prevedibile dei fenomeni vulcanici in corso – si legge ancora nella nota regionale –, in particolare l’attività di degassazione, impone infatti notevoli impegni di risorse umane, strumentali ed economiche, sia per i contributi ai cittadini evacuati sia per lo specifico monitoraggio dei gas, che possono essere sostenuti solo a livello nazionale.

Il presidente della Regione Nello Musumeci segue da vicino l’evolversi della situazione nell’isola eoliana, dove vige attualmente il livello di allerta “giallo” e ai residenti sono vietati il pernottamento e la permanenza nella zona dell’area portuale e in quelle adiacenti, così come disposto dall’ordinanza del sindaco di Lipari, Marco Giorgianni. Previsto anche il divieto di accesso all’isola ai non residenti e raccomandato l’utilizzo di misure di autoprotezione a causa dei livelli di gas presenti».

La Regione ha fatto anche una stima dei costi necessari relativi alla richiesta dello stato di emergenza per Vulcano. Costi necessari per aumentare le misure di sicurezza, comprensiva delle spese per l’autonoma sistemazione degli isolani evacuati, per una capillare rete di monitoraggio, per il potenziamento della guardia medica, per un presidio dei Vigili del fuoco e per il miglioramento delle elisuperfici, delle vie di fuga e degli approdi, che ammonta a circa 5 milioni euro.

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