Cento “soggetti fragili” nelle baracche di Messina: cosa dice la relazione dell’ASP

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Cento soggetti fragili vivono nelle baracche di Messina in condizioni igieniche che determinano un grave rischio per la salute e l’incolumità degli occupanti: è, in estrema sintesi, quanto emerge dalla relazione dell’ASP firmata dal direttore generale facente funzioni Bernardo Alagna e riguardante alcune aree di risanamento della città dello Stretto. Vediamo, nel dettaglio, cosa dice il documento e cosa suggerisce, anche in ragione dell’attuale emergenza coronavirus.

Il documento dell’ASP di Messina si basa su dei sopralluoghi effettuati ad agosto 2018 in diverse baraccopoli di Messina (da Tremonti a Ritiro, a Fondo Fucile, a Villaggio Aldisio, a Mangialupi). Dalle verifiche fatte dall’Azienda Sanitaria, sono stati individuati “ambienti abitativi malsani”, esposti a rischi igienico-sanitari non indifferenti, in cui risulta difficoltoso, tra le altre cose, garantire il contenimento del coronavirus. In queste aree, inoltre, vivono persone con patologie gravi e quindi a maggior rischio nel caso contraessero il covid-19. Date queste risultanze, l’ASP suggerisce il trasferimento in unità abitative idonee.

Nello specifico, si legge nella relazione, «si ritiene che, complessivamente, le condizioni igienico sanitarie (gravi carenze igieniche – mancanza di requisiti igienici e strutturali delle abitazioni – ambienti abitativi malsani – etc.) e le problematiche ambientali (refluifognari di cui si ignora la destinazione finale – presenza di manufatti in cemento amianto in condizioni di cattivo stato di conservazione e di manutenzione – etc.) riscontrate nelle varie zone, determinano una situazione di grave rischio per la salute e l’incolumità degli occupanti».

Queste le aree oggetto dei sopralluoghi dell’ASP di Messina:

  • Tremonti – Giostra – Ritiro (visitate 9 abitazioni);
  • Annunziata – Fondo Fucile – Rione Taormina (visitate 11 abitazioni);
  • Bisconte – Camaro S. Paolo – Maregrosso (visitate 7 abitazioni);
  • Torrente S. Filippo – Vill. Aldisio – Fondo Fucile Via G. Alessi (visitate 6 abitazioni);
  • Rione Mangialupi (visitate 5 abitazioni).

Vediamo nel dettaglio cosa dice la relazione dell’ASP di Messina sulle baracche.

L’articolo è suddiviso in paragrafi: il primo riporta quanto riscontrato dall’ASP di Messina a seguito dei sopralluoghi effettuati ad agosto 2018; il secondo riguarda l’attuale pandemia coronavirus e la gestione dell’emergenza all’interno delle baraccopoli messinese; il terzo le indicazioni dell’ASP sul da farsi, anche in considerazione della presenza di 100 soggetti fragili tra gli abitanti baracche visitate.

Condizioni delle baracche di Messina e presenza di amianto: cosa dice la relazione dell’ASP

Nel corso dei sopralluoghi indirizzati, per via dei tempi ristretti a disposizione, ad una valutazione complessiva delle condizioni igienico sanitarie delle aree considerate e delle principali problematiche presenti, è stato evidenziato quanto segue:

  1. tutti gli ambiti esaminati si presentano in linea di massima come aree notevolmente degradate, frequentemente si nota la presenza di crescita rigogliosa di vegetazione incolta, di accumuli di rifiuti di varia natura abbandonati sul suolo pubblico, di scarichi idrici a cielo aperto che spesso scorrono davanti alle abitazioni, talvolta di esalazioni maleodoranti diffuse;
  2. alcune aree appaiono per lo più circoscritte, costituite da numerose costruzioni ammassate tra loro che vengono utilizzate a scopo abitativo o per il ricovero di animali o per deposito-garage, per la maggior parte dall’aspetto tipico di baracche presumibilmente abusive, talora vecchie costruzioni consegnate in epoche remote dal comune e che hanno subito nel tempo ampliamenti presumibilmente abusivi o interventi precari di manutenzione;
  3. pressoché in tutti gli ambiti visionati si notano costruzioni che non rispettano i più elementari requisiti igienico edilizi, sia per quanto riguarda le tipologie di costruzione (baracche o costruzioni a più elevazioni) che relativamente ai materiali utilizzati (muratura, legno, lamiere, tettoie di onduline in cemento amianto, in lamiera ed in plastica), non garantiscono adeguate condizioni di sicurezza (muri e tetti pericolanti o mal costruiti) e di incolumità per chi vi risiede, inoltre le distanze tra le singole abitazioni spesso sono molto ridotte ed insufficienti a garantire adeguate vie di passaggio per mezzi e persone o consentire l’intervento di mezzi di soccorso in caso di situazioni di pericolo o di eventi calamitosi;
  4. dai sopralluoghi effettuati all’interno di numerose costruzioni si rileva come queste non rispettino neanche i minimi requisiti igienici previsti per gli ambienti abitativi:
    • insufficiente altezza e cubatura dei locali;
    • superfici fenestrate inadeguate a garantire sufficienti condizioni di aeroilluminazione e talvolta del tutto mancanti;
    • ingressi di larghezza inadeguata a garantire il passaggio in condizioni di sicurezza, spesso con gradini malmessi e che presentano alzate di dimensioni inadeguate, o privi di adeguata protezione;
    • inidonea distribuzione degli spazi interni, spesso in continuità tra loro (per entrare in una stanza bisogna attravesarne un’altra), con porte di dimensioni insufficienti o del tutto mancanti e con zone di passaggio anguste e pericolose;
    • servizi igienici inadeguati e che spesso si aprono direttamente negli ambienti abitativi senza alcun disimpegno e talvolta privi di porta;
    • ambienti insalubri per presenza di umidità e crescita di muffe, frequentemente distacco dell’intonaco talora con sottofondo murario in evidenza, fessurazioni e crepe, soffitti rigonfi di umidità con evidenti segni di cedimento, orditura delle coperture (plastica o cemento-amianto) a vista, cause di potenziale pericolo per l’incolumità degli occupanti per rischio di crollo;
    • pavimenti sconnessi e spesso mancanti di piastrelle, o costituiti da malmessi elementi lapidei di tipo stradale, causa di potenziale pericolo di caduta;
    • impianti elettrici in condizioni fatiscenti, con fili elettrici pendenti ed alcune prese inutilizzabili a causa dell’umidità che ha determinato il rigonfiamento dell’intonaco circostante comportando il distacco delle stesse dalla parete, causa di potenziale pericolo per l’incolumità degli occupanti per corto circuito e rischio di folgorazione;
    • i materiali utilizzati per la costruzione spesso non garantiscono adeguate condizioni di isolamento termico dall’esterno comportando situazioni insalubri di microclima con eccessivo calore o eccessivo freddo all’interno delle abitazioni.
  5. viene riferito da numerosi residenti che, in occasione di eventi meteorici caratterizzati da abbondanti precipitazioni atmosferiche, si verificherebbero infiltrazioni di acqua con fenomeni di gocciolamento dal soffitto;
  6. non si conoscono le condizioni degli allacci alla rete idrica né si conosce la provenienza delle acque utilizzate e l’idoneità delle stesse per essere destinate a scopo umano, inoltre si evidenzia la presenza di numerosissimi serbatoi per lo stoccaggio di acqua, molti dei quali in cemento-amianto o in PVCpesante, posizionati spesso in modo precario e senza adeguati criteri di stabilità e di sicurezza, che possono compromettere ulteriormente la staticità delle costruzioni;
  7. inoltre non si conoscono le condizioni degli allacci alla fognatura comunale delle diverse abitazioni e/o i sistemi di smaltimento dei refluifognari, anche se da alcuni residenti viene riferito che gli scarichi civili sarebbero o dispersi direttamente nel suolo o destinati a pozzi presumibilmente disperdenti che si troverebbero sotto le costruzioni stesse;
  8. tale situazione costituirebbe una ulteriore causa di inconveniente igienico per le esalazioni maleodoranti provenienti dagli stessi pozzi e dalle relative botole di accesso presenti all ‘esterno delle abitazioni (spesso nelle vicinanze dell’ingresso) ed, in qualche caso, all ‘interno di locali abitativi;
  9. in merito viene riferito che, a causa della saturazione dei pozzi o per fenomeni di intasamento delle improvvisate e precarie condutture fognarie esistenti, periodicamente si assiste a fenomeni di rigurgito di liquami dalle botole (sfte sia nelle viuzze che all’interno delle abitazioni) e dai servizi igienici, per cui i residenti sono costretti a richiedere urgenti interventi di espurgo tramite automezzi;
  10. in alcune aree si notano parecchie tubazioni che fuoriescono dalle case e che rappresentano presumibilmente condotte abusive di scarichi idrici che vengono convogliati in approssimative canalette di raccolta che talvolta . scompaiono nel sottosuolo per riaffiorare nuovamente, più a valle;
  11. molte unità abitative risultano sottodimensionate rispetto al nucleo familiare che le occupa con un evidente peggioramento delle condizioni igienico sanitarie;
  12. pressoché in tutti gli ambiti visionati viene ulteriormente riferita la presenza continua di grossi ratti che popolerebbero abitualmente le varie zone, prevalentemente nelle ore notturne, e la presenza costante di insetti molesti che, viste le condizioni su descritte, avrebbero trovato habitat ideale per proliferare.

Relativamente alla presenza di materiali contenenti amianto – si legge ancora nella relazione dell’ASP di Messina sulle baracche – si fa presente che nel corso del sopralluogo, in tutte le aree visionate, è stato evidenziato che:

  1. numerosissime costruzioni sono ricoperte da onduline in cemento amianto;
  2. le stesse si presentano per lo più in avanzato stato di deterioramento con evidenti zone di frattura;
  3. molte sono situate ad altezza d’uomo ed essendo facilmente accessibili rappresentano un ulteriore rischio per rotture accidentali e non;
  4. all’interno di molte abitazioni si è osservato che la copertura in eternit è confinata, rispetto all’ambiente abitativo, da una controsoffittatura, a volte precaria, realizzata dagli abitanti per ridurre l’umidità proveniente dal soffitto, ma in diverse situazioni le onduline in cemento amianto sono a diretto contatto con gli ambienti abitativi che, peraltro, di per sé presentano condizioni strutturali inadeguate con altezze dei locali insufficienti e mancanza di adeguate aperture fenestrate;
  5. le condizioni su esposte creano, ad ogni modo, una situazione di potenziale rischio di rilascio di fibre di amianto nell’ambiente e, di conseguenza, un ulteriore fattore di rischio per la salute dei residenti.

Baracche e coronavirus: cento “soggetti fragili” tra gli abitanti delle zone degradate di Messina

La relazione dell’ASP di Messina pone inoltre l’attenzione sulle condizioni in cui vivono gli abitanti delle baracche di Messina e sui rischi connessi all’attuale emergenza pandemica legata al covid-19. In particolare, l’Azienda Sanitaria mette in evidenza le difficoltà di garantire «idonee condizioni di isolamento, di distanziamento e di quarantena» nelle aree in questione, per «ragioni oggettive» legate alla conformazione delle baracche e alle condizioni degli ambiti di risanamento in generale.

L’ASP specifica inoltre quanto è stato fatto negli ultimi mesi (ancora, riportiamo quanto relazionato dall’Azienda Sanitaria di Messina):

  • sono state effettuate diverse campagne di screening mediante tampone naso-faringeo, rivolte solo alla popolazione residente negli ambiti di risanamento, al fine di individuare quanti più soggetti possibili positivi al virus SARS-Co V-2. A questo proposito sono state allestite delle strutture necessarie all’esecuzione ordinata dei tamponi, e, in una prima fase, la popolazione ha partecipato in numero elevato. Purtroppo però, a causa delle condizioni fatiscenti di molte strutture abitative, prive dei requisiti minimi per poter garantire efficaci misure di di isolamento e prive dei requisiti igienico sanitari necessari, i soggetti positivi al virus si sono dovuti trasferire presso i Covid Hotel. Tale situazione ha generato notevoli preoccupazioni tra i cittadini comportando, nella restante popolazione residente in tali ambiti di risanamento, un rifiuto generalizzato allo screening organizzato e di conseguenza un enorme difficoltà di tracciamento dei soggetti positivi;
  • altra criticità rilevata dai Servizi nella valutazione del rischio sanitario relativo al virus SARS-Co V2 , è rappresentata dalla presenza di soggetti fragili affetti da gravi patologie ( morbo di Parkinson, insufficienza renale, vasculopatia cerebrale, encefalopatia, morbo di Alzheimer, ulcere trofiche, spina bifida):
    • 90 pazienti in assistenza domiciliare integrata (adi);
    • 10 pazienti in adi palliativa.

Infine, segnala l’ASP di Messina, sono presenti nelle aree in questione persone non iscritte all’anagrafe assistiti. «Pertanto – conclude l’Azienda –, nonostante la professionalità di chi assiste a domicilio i pazienti, risulta oltremodo difficoltoso non solo mantenere adeguate misure cautelative imposte dall’emergenza in corso, ma altresì, effettuare la stessa cura domiciliare».

Che fare?

A conclusione della relazione, firmata dal direttore generale facente funzione, Bernardo Alagna, si sottolinea la necessità di un «trasferimento in unità abitative idonee» della «popolazione su menzionata, al fine di evitare che nelle baraccopoli si verifichino eventi incontrollabili».

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