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Cateno De Luca al Ministro Carfagna: «Al Sud il 70% dei fondi del Recovery Plan»

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Più fondi per il Sud Italia e una modifica del regolamento del Recovery Plan che garantisca all’Italia la possibilità di costruire il Ponte sullo Stretto: sono queste le principali richieste presentate dal sindaco di Messina Cateno De Luca al ministro Mara Carfagna nel corso degli Stati generali delle città del Sud organizzati dal Governo Draghi per il pomeriggio di ieri, martedì 24 marzo.

In un intervento di una decina di minuti, il Primo Cittadino ha sintetizzato il piano di investimenti per il Recovery Plan che l’Amministrazione aveva presentato lo scorso settembre attraverso l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani), per un totale di 632 milioni di euro, e ha fatto due richieste. La prima riguarda le risorse per il meridione, la seconda il Ponte sullo Stretto di Messina.

«Siamo di fronte a un piano straordinario al cui interno le città giocano un ruolo importante – ha esordito in video-conferenza Cateno De Luca –, consapevoli della sfida economico-sociale cui sono deputate a seguito della crisi post-covid. Messina ha presentato un piano di investimenti per il Recovery Plan per opere cantierabili per un totale di 632 milioni di euro. A queste si aggiungono le opere compensative collegate al Ponte sullo Stretto per oltre 1 miliardo e 600 milioni di euro pagati dallo Stato».

«C’è quindi – ha proseguito – un parco di progetti cantierabili da oltre 2 miliardi di euro, pronti e disponibili. La via maestra per spendere bene e rapidamente sono gli accordi di programma stato-autonomie territoriali per un piano di investimenti di opere ritenute strategiche e cantierabili entro il 2023, come richiesto. Interventi che saranno dichiarati strategici e urgenti, con il relativo conferimento di poteri commissariali ai sindaci delle città metropolitane e con deroghe specifiche sulle procedure degli appalti».

In quest’ambito, ha spiegato il Primo Cittadino, Messina «si candida a diventare protagonista del cambiamento climatico». I programmi di investimenti proposti, ha proseguito «hanno un duplice obiettivo: transizione verde, per migliorare la qualità di vita dei cittadini; transizione digitale attraverso la realizzazione di servizi avanzati per la pubblica amministrazione».

Fatte queste premesse, il sindaco De Luca ha allora riepilogato brevemente i contenuti delle 9 schede progetti presentate a settembre 2020 (e riassunte qui). Tra questi, la creazione di una rete di autoimpiego per l’incubazione di startup, il risanamento urbano – e quindi la demolizione delle baracche –, la realizzazione di una nuova rete idrica, un Digital iHub «centro di eccellenza di ricerca e sviluppo nel settore della trasformazione digitale della pubblica amministrazione».

La “diffida” al Governo Conte, i fondi per il Sud e il Ponte sullo Stretto

Ultimata la presentazione del piano di investimenti presentato dall’Amministrazione comunale, il sindaco di Messina Cateno De Luca ha fatto due richieste al Ministro per il Sud, Mara Carfagna. La prima riguarda i fondi destinati al meridione – tema su cui il Primo Cittadino era già intervenuto con l’annuncio di un diffida contro il Governo Conte: «L’8 febbraio – ha dichiarato – ho approvato un atto di diffida nei confronti del precedente Consiglio dei Ministri in merito all’approvazione del piano nazionale di ripresa e resilienza. Alle regioni del Sud era stato assegnato solo il 34% delle risorse, non tenendo conto dei parametri che l’Europa ha adottato nella suddivisione del Recovery Fund verso gli stati membri. Tale scelta rappresenta una illegittima sottrazione di fondamentali risorse verso le regioni del Sud e vanifica ogni possibilità di sostenere investimenti pubblici che si colleghino a quelli nazionali ed europei. Mi auguro che nell’ambito della rivisitazione del Recovery Plan venga assegnato al Sud quello che gli tocca, cioè il 70% delle risorse almeno e non il 34%».

Una seconda richiesta ha riguardato, invece, indirettamente, il Ponte sullo Stretto di Messina. In poche parole, il sindaco Cateno De Luca ha proposto una modifica del regolamento per l’assegnazione dei fondi che consenta una maggiore flessibilità nei pagamenti. In sostanza, secondo le norme, ha spiegato, « gli impegni giuridici delle operazioni a valere sul programma integrato da Next Generation EU devono essere contratti entro il 31 dicembre 2023 e i relativi pagamenti devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2026». Il Primo Cittadino di Messina chiede un “meccanismo di flessibilità” che consenta agli stati membri di spostare al 2030 il vincolo temporale per i pagamenti per la realizzazione di opere «che presentino comprovate caratteristiche strategiche a valenza sopranazionale e nei limiti del 5% delle risorse assegnate per ciascun stato membro». Questo, ha concluso, «garantirà la flessibilità per la costruzione del Ponte sullo Stretto».

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