Recovery fund: dal Comune di Messina 9 progetti per 632 milioni di euro

Foto frontale del Municipio di MessinaCreare una Messina più “green” e più “smart”, più attenta all’ambiente e capace di offrire ai cittadini servizi digitali innovativi e più opportunità: sono questi alcuni dei principali obiettivi del programma di investimento da 632 milioni di euro presentato dal Comune per il Recovery Fund.

Lo scorso 8 settembre il Comune di Messina ha partecipato a una videocall con il Ministro agli Affari Europei Vincenzo Amendaola, il Comitato Interministeriale Affari Europei (CIAE) e il direttivo ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), per concordare le schede da inviare al CIAE per il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR).

«Gli enti locali – ha commentato il sindaco di Messina Cateno De Luca – sono partner fondamentali nelle scelte di politica economica nazionale nella straordinaria opera di rilancio che le risorse del Recovery fund permetteranno. Un Piano straordinario per il quale la città di Messina giocherà un ruolo importante consapevole della sfida economico-sociale cui sono confrontate le autonomie locali nell’ambito occupazionale in seguito alla crisi per il covid-19. Abbiamo presentato un programma di investimenti per un totale di 632.000.000 di euro».

Recovery fund: le 9 schede progetti presentate dal Comune di Messina

Pubblichiamo di seguito un estratto della nota inviata dal Comune di Messina che dà conto delle schede di progetto presentate, che prevedono:

  1. «La creazione di una Rete di Autoimpiego per l’incubazione di start up sociali nei settori agricoltura/agroalimentare, artigianato e servizi alla persona – 39 milioni di euro;
  2. Risanamento urbano con priorità negli ambiti di risanamento – 196.641.920 milioni di euro;
  3. Un programma di investimenti attraverso il quale Messina si candida a diventare Città Green protagonista della campagna mondiale per invertire il cambiamento climatico: Messina ForestaMe il più importante progetto nel centro sud di forestazione urbana 25 milioni euro (priorità Transizione green);
  4. La realizzazione della Nuova Rete Idrica con interventi Revamping impiantistica di adduzione, convogliamento e distribuzione – 52.915.477 euro;
  5. Mitigazione del rischio idrogeologico – 44.154.000 euro;
  6. Efficientamento del servizio di raccolta e convogliamento delle acque reflue, sdoppiamento delle acque miste e adduzione verso i depuratori delle acque nere – 36.150.000 euro;
  7. Un progetto di Mobilità Sostenibile – 108.300.000 euro;
  8. Digital I Hub che rappresenterà il centro di eccellenza, in ricerca e sviluppo nel settore della trasformazione digitale nelle P.A. del centro sud – 66 milioni di euro (Priorità Transizione Digitale);
  9. T-iStar (T-i*): multiple innovazioni digitali realizzazione di nuovi servizi per i City User nei servizi pubblici – 64.350.000 euro (Priorità Transizione Digitale)».

Gli obiettivi dell’Amministrazione, come ha spiegato l’assessore e vicesindaco Carlotta Previti, sono due: rendere Messina più “verde” e consentirle di accogliere l’innovazione digitale dando spazi di lavoro ai propri giovani, e non solo.

«Aumentando il numero di persone che lavorano stabilmente a distanza per imprese dislocate altrove – ha spiegato il vicesindaco Carlotta Previti –, al Nord Italia ma anche all’estero, il coronavirus ha determinato un’onda d’urto ai mercati del lavoro, moltissime imprese hanno imposto il telelavoro per grandi gruppi di lavoratori e si son dovute rapidamente adeguare. In questo contesto il Digital-iHUB rappresenta un’opportunità per le grandi multinazionali per poter far lavorare da Messina le proprie risorse umane semplificando il processo di remotizzazione delle aziende che troverebbe un contesto di delocalizzazione conveniente, dinamico e immediato (paradigma Click and Go), dove è possibile far operare delle eccellenze derivanti da interazioni scientifiche con enti di ricerca presenti sul territorio, utili a creare un humus fertile mirato alla cross contaminazione particolarmente sfidante in tutto il mondo».

«La sfida che ci proponiamo – ha concluso – è quella di attrarre talenti sia tra coloro che facevano parte della “fuga di cervelli” sia tra le persone che non sono originarie del Sud, ma che potrebbero beneficiare delle facility naturali che offre il Sud, utili alle sorgenti di ispirazioni a lavori sempre più ad obiettivo e con una forte propensione creativa e innovativa».

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