Auto bloccate a Villa, il Sindaco di Reggio: «rientrano in Sicilia le prime 150 persone»

giuseppe falcomatà e le auto bloccate a villa san giovanniDopo una giornata di tensione all’imbarco dei traghetti di Villa San Giovanni e di Messina, «rientrano in Sicilia le prime 150 persone». Ad annunciarlo è stato il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà che commenta severamente quanto avvenuto nelle ultime 36 ore: «La politica è una cosa seria, non è uno show».

La situazione era stata denunciata ieri da più parti: diverse auto erano rimaste bloccate a Villa San Giovanni, ma dopo alcuni tira e molla tra le istituzioni, sembra che tutto si sia sbloccato. I residenti in Sicilia hanno iniziato a imbarcarsi per attraversare lo Stretto di Messina e raggiungere il proprio comune. Ad annunciarlo e a commentare quanto avvenuto è stato il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà.

giuseppe falcomatà

«Sto scortando personalmente con l’ausilio della Polizia Municipale, della Polizia Metropolitana, della Guardia Costiera e della Questura di Reggio Calabria le prime 150 persone – ha scritto nella tarda serata di ieri il Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà – , tutte residenti in Sicilia, che rientreranno a casa dal porto di Reggio per motivi di sicurezza. Finalmente questa assurda situazione si è sbloccata grazie all’intervento dei Ministri Lamorgese, De Micheli, Boccia e del Presidente dell’Anci Decaro».

«Trovo sinceramente vergognoso che ancora rimangano 80 persone in Calabria – ha proseguito – perché chi di dovere non è capace di assumersi la responsabilità di decidere. La politica è una cosa seria, non è uno show. Chi ancora non riesce a comprenderlo, sta mettendo a serio rischio la salute e la sicurezza di un popolo, quello reggino, che con enormi sacrifici e tanta responsabilità, sta rispettando le regole fin dall’inizio di questa complicata emergenza».

«Le persone – ha concluso il sindaco Giuseppe Falcomatà – non si respingono come pacchi. Finalmente sblocchiamo una situazione che ha messo in discussione la dignità di ogni essere umano. Non è possibile che più di 200 persone, tra le quali tanti bambini, siano lasciate per quasi 36 ore su una banchina portuale, senza possibilità di andare in bagno, senza viveri, ostaggio di istituzioni incapaci di far rispettare le loro ordinanze e i loro decreti».

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