Ardizzone raduna i “grandi” della Chiesa, del Giornalismo e della Costituzione al suo convegno su “Etica e responsabilità pubblica”

etica e responsabilitàUn commosso minuto di silenzio, seguito da un fragoroso applauso per ricordare le due vittime italiane dell’Isis, uccise in Libia. In questo modo Giovanni Ardizzone, Presidente dell’Ars, ha aperto i lavori del Convegno “Etica e responsabilità pubblica”, un incontro nato cavalcando le parole di Monsignor Galantino che, la scorsa estate, più volte, aveva esternato riflessioni sulla mancanza di eticità nella gestione della cosa pubblica, e sui poco qualificanti criteri di selezione della classe dirigente italiana.

Chi come risposta, ribatteva che la Chiesa non è in grado di dettare l’agenda alla politica, perché anche nel mondo ecclesiale si sono consumati scandali, perfidie e corruzioni, non era cosciente di quale fosse la reazione giusta al problema. Non è con lo scarica barili che il mondo, declinato in ogni suo aspetto, potrà contare su una rivoluzione dei costumi e dei valori.

“Parlare dei corretti per puntare l’indice contro i corrotti”, un gioco di parole semplice, quello usato da Ardizzone, ma dirompente, efficace. Bisogna correre alla ricerca di modelli luminosi da seguire, e per il Presidente dell’Ars, è motivo di orgoglio rappresentare la Sicilia che è terra di grandi personaggi che hanno difeso gli ideali in cui credevano fino all’estremo sacrificio.

“La memoria di questa terra – dice commosso – ci viene incontro e suggerisce a tutti noi la testimonianza martirio di: Pier Santi Mattarella e Pio La Torre, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Rosario Livatino, Peppino Impastato, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”.

Un intervento sentito, quello di Giovanni Ardizzone che conclude: “Non passi mai il messaggio che in quest’epoca buia essere onesti è inutile. Non bisogna arrendersi. Io non mi arrendo”.

Mons. Antonino Raspanti, chiarisce che il tema del Convegno è abbastanza scontato, ma nei fatti coinvolge profondamente l’uomo.

“Il concetto di responsabilità pubblica-spiega- ci rimanda ad uno spazio pubblico dove attori sono non solo i politici, ma ognuno di noi. Quando parliamo di etica parliamo dei comportamenti di tutti all’interno di questo spazio comune. I comportamenti sono valutati, sono commisurati ai valori. Quando i valori di riferimento e le valutazioni confliggono – continua- chi si fa carico di tener insieme questo spazio? Chi tiene insieme questo legame, come è possibile stare insieme su posizioni contrastanti”?

Secondo Mons. Raspanti il collante sarebbe la fiducia, ma la fiducia oggi è logorata, se non distrutta. “Ovviamente la trasparenza delle singole istituzioni è fondamentale, noi rappresentanti dobbiamo metterci in gioco e lasciarci giudicare dagli altri”.

Ferruccio De Bortoli, ex direttore del Corriere della Sera, dopo i saluti iniziali, ha moderato gli interventi ed ha aperto il dibattito che ha promesso essere senza reticenze: “Noi abbiamo nel nostro Paese troppi codici etici e pochi comportamenti morali, troppe leggi e poche regole osservate. La società si trasforma in una giungla dove vincono i peggiori, criminalità, individualismo sfrenato…serve una cittadinanza attiva che combatta la furbizia e non la lodi, per rivalutare i concetti di reputazione e moralità”.

Uno degli interventi più atteso, quello di Mons. Galantino, Segretario Generale CEI, non ha deluso le aspettative della platea. Intavolando un simpatico “botta e risposta” con il Presidente dell’Ars, Ardizzone, sorridendo ha ammesso: “Non sapevo di essere stato la causa di questo Convegno per le parole pronunciate questa estate e delle quali, nonostante l’anno giubilare, non riesco ancora a pentirmi!”

Galantino propone all’assemblea la lettura di un brano biblico, un testo diretto, per niente consolatorio, ma capace di stimolare e coltivare comportamenti moralmente responsabili. Il brano è il versetto 3 del primo libro di Qoelet, un libro dal contenuto rinomatamente pessimistico, per intenderci il libro dal quale è tratto il famoso idioma “Vanità delle vanità.

“Quale utilità ricava l’uomo per le attività per cui fatica sotto il sole?” “Mi sono proposto di cercare e di investigare con saggezza tutto ciò che è stato fatto sotto questo cielo”.

Questo per sottolineare la fatica che tutti facciamo per insegnare ed imparare dagli altri a usare bene il tempo.

“Non esistono atti privi di effetti sugli altri – dice Mons. Galantino- Basta con la visione individualistica della vita. Basta con l’autocompiacimento. Vi è una scarsa percezione della reale portata dei propri gesti sugli altri, pensiamo al bullismo. L’uomo oggi è allo stesso tempo abitante del pantheon (tutto ruota al centro di se stessi) e frequentatore del far west (gruppi di pressione decidono per noi)”.

Il segretario generale Cei, ha poi posto l’accento sulle nuove generazioni strappando un applauso alla platea: “Non possiamo parlare di responsabilità pubblica se non diamo lavoro ai giovani. Non possiamo pretendere da loro che rispettino regole e leggi preconfezionate, se non cambiamo la nostra società ricca di ipocrisie. Se non facciamo tutto questo non otterremo mai alcun risultato da loro”.

Il Prof. Gaetano Silvestri, insigne costituzionalista e Presidente emerito della Corte Costituzionale, spiega la trasformazione del diritto a seguito dell’orrore assoluto della Seconda Guerra Mondiale: “Ci si è accorti che la legge da sola non bastava più, aveva fallito. Per questo le Costituzioni nate nel secondo dopo guerra, sono, fortunatamente, invase dall’etica, da regole che non sono state dettate dall’autorità, ma che trovano direttamente nella dimensione umana la propria ragione d’essere”.

Rodolfo Maria Sabelli, Presidente dell’Associazione Nazionali Magistrati ha dichiarato: “Da anni assistiamo al diffondersi della pratica dell’abuso e della corruzione nell’esercizio delle funzioni pubbliche e ad ogni sorta di complicità con i settori criminali. Non v’è dubbio – continua- che la violazione delle norma oggi corrisponde ad altrettante violazioni dell’etica. Ma l’etica è in realtà molto di più”.

Ed infatti l’etica non è un contenitore vuoto nel quale ognuno riversa per tornaconto personale, la propria idea di morale, per scopi autocelebrativi o, ancor peggio, autoassolutori.

L’etica è tensione continua verso un società migliore: il livello di guardia contro ogni idiozia morale.

Giovanna Legato

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