L’Amam ha un debito con l’Enel e i cittadini restano a secco

acqua-rubinettoUn debito non pagato e decine di famiglie rimaste a secco. Ha dell’incredibile la vicenda che riguarda decine di famiglie che abitano in contrada Urni a Salice dove da più di un mese manca l’acqua. La mancata erogazione idrica, segnalata alcune settimane fa dal consigliere Piero Adamo, non è però riconducibile ad un guasto delle tubature.

Secondo quanto riporta in una nota il consigliere comunale Libero Gioveni, a Salice i rubinetti restano a secco perché l’Amam ha un debito di 14 milioni di euro nei confronti dell’Enel che dieci giorni fa ha effettuato il distacco dell’energia elettrica impedendo l’azionamento delle pompe del relativo impianto per la distribuzione idrica nella zona. Proprio l’azienda di viale Giostra che ad inizio anno ha annunciato una task force per recuperare i numerosi crediti, arrivando perfino a interrompere il flusso idrico nei locali Iacp. “Sembra che la morosità sia ancor più cospicua – precisa Gioveni – se si pensa che i debiti vadano divisi anche con le altre società omologhe come Eni o Enel Energia.  Tutto questo non può che risultare inaccettabile, non si possono scaricare responsabilità dell’azienda sugli incolpevoli utenti”.

“Anzi – precisa il consigliere – sempre la stessa contrada Urni aveva patito la sete per 20 giorni consecutivi già nel mese di gennaio, ma in quell’occasione si disse che i problemi erano stati dovuti a guasti; tutto lascia presupporre, quindi, che anche in quell’occasione i motivi fossero riconducibili a questa decisione dell’Enel di procedere al distacco dell’energia.  La cosa che mi sconcerta di più, tuttavia – prosegue amareggiato il consigliere comunale – è che pur comprendendo le difficoltà di Amam nel definire il contenzioso con l’azienda elettrica, nelle more non si sia proceduto ad attivare le pompe con un gruppo elettrogeno, che avrebbe quindi consentito e consentirebbe adesso di rifornire gli abitanti di contrada Urni, seppur appunto con un sistema di fortuna”.

“Pertanto – conclude Gioveni – con l’auspicio che intanto a Salice possa essere subito risolta questa emergenza idrica, occorre immediatamente capire (e chiederò che lo si faccia nella relativa Commissione Bilancio alla presenza dei vertici della società) come Amam intenda uscire da queste sabbie mobili che rischiano di lasciare a secco tante altre zone della città”.

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