Inaugurato l’Anno Accademico 2025/2026 dell’Università di Messina (Unime); si tratta del 478° dalla Fondazione d’Ateneo. L’ospite d’onore della cerimonia è stato il Governatore della Banca d’Italia, dott. Fabio Panetta.
Oltre all’intervento della Rettrice, prof.ssa Giovanna Spatari, sono intervenuti anche la Rappresentante del Personale T.A., dott.ssa Clorinda Capria, e il Rappresentante degli studenti, Fabrizio Sbilordo.
A contribuire durante la cerimonia, anche il Coro d’Ateneo, diretto dai Maestri Umberto e Giulio Arena.
Ricordo e responsabilità collettiva
A prendere la parola per prima alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università degli Studi di Messina 2026 è stata la Rettrice Giovanna Spatari. Nel suo intervento la Rettrice dell’Unime ha richiamato il valore dell’università come comunità di conoscenza, responsabilità e servizio pubblico. «L’inaugurazione non è solo un momento formale, ma un’occasione per rendere conto del percorso compiuto e indicare una direzione chiara per il futuro dell’Ateneo» – ha dichiarato.
La Rettrice ha ricordato il recupero dell’ex sede della Banca d’Italia. Quest’ultima verrà restituita alla città come spazio di studio e servizi.
«L’Università di Messina è aperta, impegnata nel dialogo istituzionale, nella cultura, nell’internazionalizzazione e nel rapporto con il lavoro» – ha continuato la prof.ssa Spatari. Ampio spazio è stato poi dedicato al diritto allo studio, al welfare universitario e alle politiche di equità, intese come strumenti essenziali per garantire accessibilità e mobilità sociale.
La Rettrice ha sottolineato inoltre l’impegno dell’Ateneo nella ricerca, nella gestione delle risorse PNRR e nella necessità di una strategia “post-PNRR” che valorizzi competenze e capitale umano. Particolare attenzione è rivolta al reclutamento di giovani ricercatori, alla valorizzazione del personale tecnico-amministrativo e alla solidità economico-finanziaria dell’istituzione.
Il discorso della Rettrice si è soffermato anche sul tema della legalità, indicata come condizione imprescindibile per l’autonomia e la credibilità dell’università, e sul dovere di memoria e cura verso la comunità, ricordando studenti e studentesse scomparsi come Yassin Mirzaei, Sara Campanella e Lorena Quaranta.
L’Ateneo investe su persone, qualità e fiducia, riaffermando il ruolo dell’università pubblica come motore di crescita, coesione sociale e futuro, soprattutto per il Mezzogiorno. Con una citazione di Sandro Pertini, la Rettrice ha concluso: «i giovani non hanno bisogno di sermoni, hanno bisogno di esempi».
Anno Accademico Unime 2026: la dott.ssa Clorinda Capria
Dopo gli auguri di buon anno accademico della Rettrice Giovanna Spatari, ha preso la parola la Rappresentante del Personale T.A., dott.ssa Clorinda Capria.
Nel suo intervento per l’inaugurazione dell’anno accademico Unime 2026, la rappresentante del personale tecnico-amministrativo dell’Università di Messina ha sottolineato il ruolo essenziale del PTA nel funzionamento dell’Ateneo. «Il funzionamento si vede nella qualità dei servizi offerti a studenti, docenti e ricercatori. Pur spesso poco visibile, il lavoro del personale amministrativo è indicato come presidio di efficienza, trasparenza, innovazione digitale e affidabilità istituzionale» – ha spiegato.
La dott.ssa Clorinda Capria ha richiamato l’attenzione verso l’importanza di valorizzare il lavoro agile come strumento di modernizzazione organizzativa e di benessere, nonché il principio dell’uguaglianza di genere come elemento fondante di una comunità accademica equa e inclusiva. Capria ha espresso apprezzamento per gli investimenti sul personale e per le prospettive di reclutamento, insieme all’auspicio che la riorganizzazione degli uffici sia guidata da una visione organica, accompagnata da formazione e attenzione ai carichi di lavoro.
Anche la dott.ssa Capria ha ribadito la missione pubblica dell’Università nel Mezzogiorno e il valore dello studio come strumento di crescita individuale e collettiva, rivolgendo un augurio alle studentesse e agli studenti affinché vivano l’università come luogo di responsabilità, consapevolezza e futuro.
Il concetto di Restanza
Nel suo intervento, il rappresentante degli studenti Fabrizio Sbilordo, ha dato voce alle aspirazioni e alle difficoltà della sua generazione, in particolare nel Mezzogiorno. «Pur essendo la più istruita di sempre, essa guarda al futuro con incertezza, schiacciata da un sistema che fatica a valorizzarne il merito. Un sistema che alimenta una continua emigrazione di giovani laureati, con una grave perdita di capitale umano per territori come la Sicilia» – ha affermato.
Fabrizio Sbilordo ha poi spiegato il concetto di Restanza, ovvero la scelta consapevole di rimanere per trasformare il proprio territorio, non adattandosi a un contesto ostile ma lavorando per un cambiamento strutturale. «Perché ciò sia possibile, servono politiche di lungo periodo, investimenti in diritto allo studio, alloggi universitari, welfare studentesco e una visione strategica che superi la logica dell’emergenza» – ha spiegato.
«L’Università è chiamata a essere non solo luogo di formazione, ma presidio di cittadinanza, cultura e democrazia, capace di contrastare disuguaglianze, violenza e stereotipi, e di formare coscienze critiche. In questa prospettiva, il rafforzamento della partecipazione studentesca, la tutela del valore del titolo di studio e l’internazionalizzazione assumono un ruolo centrale» – ha continuato.
Il rappresentate degli studenti ha concluso il discorso con un forte appello alla responsabilità collettiva: restare, studiare e impegnarsi per scrivere, insieme, il futuro del territorio.
Anno Accademico Unime 2026: Fabio Panetta
Nel suo intervento a Messina, il Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ha analizzato le prospettive di crescita dell’Italia, sottolineando come i recenti segnali positivi dell’economia non siano sufficienti a superare debolezze strutturali di lungo periodo. La bassa produttività, i salari stagnanti e il rapido invecchiamento della popolazione rappresentano i principali vincoli allo sviluppo.
Il Governatore ha analizzato i seguenti punti:
Economia italiana: progressi e limiti
- Negli ultimi anni l’economia italiana ha mostrato una buona capacità di reazione agli shock (crisi finanziarie, pandemia, crisi energetica);
- Occupazione ai massimi storici e sistema bancario più solido;
- Il Mezzogiorno ha registrato una crescita superiore al Centro-Nord dopo la pandemia;
- Persistono però nodi strutturali: bassa produttività, scarsa innovazione, salari reali stagnanti da oltre vent’anni.
Il vincolo demografico
- L’Italia è uno dei Paesi che invecchiano più rapidamente al mondo;
- La natalità è ai minimi storici (1,18 figli per donna nel 2024);
- Entro il 2050 la popolazione in età lavorativa diminuirà drasticamente, mettendo a rischio crescita economica e welfare;
- La bassa natalità è legata a fattori economici, lavorativi, culturali e alla carenza di servizi per l’infanzia;
- Le politiche familiari (asili nido, assegno unico, congedi, sostegno all’occupazione femminile) sono investimenti ad alto rendimento sociale, ma richiedono continuità nel tempo.
Ulteriori temi trattati
Il Governatore della Banca d’Italia ha poi continuato ad elencare gli altri punti del suo discorso per l’ianugurazione dell’anno accademico Unime 2026:
Innovazione e ruolo dell’università
- L’università è cruciale per formare capitale umano di qualità e sostenere l’innovazione;
- La ricerca scientifica italiana è di buon livello, ma è debole il trasferimento tecnologico verso imprese e mercato;.
- L’Italia investe poco in istruzione, soprattutto universitaria, rispetto agli altri grandi Paesi europei.
Laureati: pochi e poco valorizzati
- La quota di laureati resta inferiore a quella di Francia e Germania;
- Tempi lunghi per laurearsi, alti abbandoni e difficoltà di inserimento lavorativo;
- Il rendimento economico della laurea è basso: i laureati guadagnano poco più dei diplomati;
- Molti giovani qualificati emigrano all’estero per migliori salari e opportunità.
. Trattenere e attrarre talenti
- La “fuga dei cervelli” impoverisce il Paese e non è compensata dall’arrivo di immigrati qualificati;
- Le università possono aiutare attirando studenti stranieri e creando ecosistemi innovativi, come già avviene in alcuni atenei del Mezzogiorno.
«Investire in istruzione, ricerca, famiglie e giovani è essenziale per superare i vincoli demografici, rilanciare la produttività e costruire una crescita sostenibile e inclusiva. La valorizzazione del capitale umano è una responsabilità collettiva e una condizione necessaria per il futuro dell’Italia» – ha concluso.
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